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Io non c’entro

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Io non c'entro

Io non c'entro

Veramente stiamo vivendo un’epoca in cui non si sa più da che parte guardare per trovare qualcosa di normale.
Ma che significa ‘normale’? Significa tutto e niente. Magari potrebbe significare che l’Uomo che morì sulla croce e che in vita sua parlò sempre a favore degli ultimi abbia dei seguaci che rispettino le sue parole.
Quanto sono diversi invece questi uomini, così compiaciuti di stare al fianco dei potenti in ogni occasione e di essere, anzi, riveriti e obbediti da loro. Sono così abituati a questo che appena vedono una Nazione, mettiamo per esempio la Spagna, i cui politici non sono così propensi ad inchinarsi a baciare l’anello, subito si lamentano e straparlano di ‘indottrinamento laico e statolatria’. Magari esistesse la statolatria, in Italia. Invece crescono in maniera impressionante gli idolatri che s’inchinano alle statue dei Santi e dei Premier.
Si compiacciono del potere che hanno sui nostri politici, sanno quanti voti possono spostarsi solo a un loro cenno. Questa è politica, e non ha altri nomi. Ma ci rassicurano dichiarando alla stampa che la separazione del potere spirituale da quello temporale è ‘una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l’adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli’. Come fanno a farlo coincidere con il pensiero di chi disse ‘Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio’, lo sa solo quest’ultimo. Ma d’altronde anche questa stessa frase dell’Uomo che morì sulla croce è stata stravolta e usata da tempo immemorabile da chi si è autonominato suo successore, al solo scopo di giustificare e legittimare il potere temporale della Chiesa.
Spostano l’elettorato, hanno banche, molto denaro, proprietà ovunque. Insomma sono potenti, molto più potenti dell’Uomo che morì sulla croce. Lui parlava degli umili, dei sofferenti, dei poveri, degli emarginati. Loro la sofferenza la alimentano.
Guardate la povera Eluana Englaro, sulla quale questi signori e i loro servitori al Governo hanno inscenato il più ipocrita e volgare dei teatrini. Povera ragazza, che ha sofferto ininterrottamente per 17 anni perché in Italia non ci meritiamo una legge laica sul testamento biologico, e povero suo padre, invecchiato a guardare la figlia morire di una morte che non la si augurerebbe neanche al peggiore dei nemici. Giovanni Paolo II stesso rifiutò l’accanimento terapeutico, ma secondo i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non era giusto che la stessa cosa venisse fatta a quella povera ragazza. Ma c’era da creare divisione e scompiglio.
Un po’ per rafforzare l’ala cattolica, che se non fosse per i massimalisti più integerrimi si starebbe ammosciando non poco, dato che questo Papa sta facendo record negativi di afflusso agli incontri pubblici sia in Vaticano che a Castelgandolfo, e quindi è a loro che bisogna puntare; un po’ per sfruttare un bell’argomento di sicura presa di chi non la pensa come il Premier, che agiti i suoi oppositori a qualsiasi livello, così che li si possa indicare chiaramente per quello che sono. Ma anche e soprattutto una bella occasione per sfidare il Presidente della Repubblica e la Costituzione con un Decreto totalmente irrispettoso della dignità umana, partorito alla bell’e meglio, che il Presidente non avrebbe mai firmato. Un decreto anticostituzionale. Un bell’appiglio per provare per l’ennesima volta a cambiare la Costituzione Italiana con l’appoggio dei tanti italiani difensori della vita. Gente disposta a uccidere, pur di difendere la vita.
Ma chi se ne frega dei diritti civili, qui c’è la crisi, dobbiamo pensare a sopravvivere.
A proposito, fra un po’ la legge sul biotestamento l’avremo. Pare che i nostri voleri non conteranno niente e che la scelta se effettuare accanimento terapeutico o no sarà in mano al medico. Con le percentuali bulgare di obiettori di coscienza che abbiamo in Italia, quanti dottori credete che faranno ciò che non è gradito ai seguaci dell’Uomo che morì sulla croce?
Lo scopriremo solo soffrendo.

Io non c'entro

Io non c'entro

Dicevamo dei seguaci dell’Uomo che morì sulla croce, dicevamo di quanto sono potenti.
Potremmo dire che sono più potenti dei politici, dato che l’ultima parola è sempre la loro. I politici passano, loro restano. Da 2000 anni, sono sempre là. Quando non hanno potuto più comandare in prima persona, hanno comandato tramite i politici a loro asserviti. Portandoli pure in giro.
Ieri Gianfranco Fini ha detto che ‘quando si impone per legge un concetto siamo più vicini ad uno Stato etico che laico’. Oggi la Conferenza Episcopale gli ha ricordato che ‘non ha simpatia per nessuno Stato etico, che esiste dove c’è costrizione, e non mi sembra questo il caso’. Verissimo: la Chiesa non ha mai interferito con la politica in Italia, meno che mai negli ultimi anni. La stesura della Legge sulle staminali, della Legge sulla procreazione assistita e di quella sul biotestamento non hanno affatto seguito le direttive del Vaticano. E io ho la barba.
E poi ve lo ricordate quando, a fine dicembre, il Vaticano decise che non avrebbe più rispettato le Leggi italiane? Si sono accorti che le norme italiane, che dal 1929 venivano recepite automaticamente anche in Vaticano, non vanno d’accordo con ‘l’immutabilità dei concetti e dei valori’ vigente a San Pietro.
Quanti di voi hanno sperato che i prelati ricominciassero a pagare l’ICI si calmino: quella legge lì è perfettamente in linea coi loro valori.
Lo è di meno la vita degli omosessuali, da sempre nella Storia monoteista occidentale perseguitati tra i perseguitati. Quando il presidente di turno dell’Unione Europea ha proposto una moratoria di depenalizzazione universale dell’omosessualità, questa è stata accettata da tutti i 27 paesi dell’Unione. Solo il Vaticano ha detto di no.
Ancora oggi, in pieno XXI secolo, non si contano i paesi del mondo dove avere un diverso orientamento sessuale equivalga a sanzioni, carcere, lavori forzati, tortura e pena capitale. Scorrete la lista e ci troverete Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia, India, Pakistan, Birmania, Guyana, Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados, Guinea Bissau, Angola, Mozambico, Malawi, Maldive, Malesia.
Immaginate come si sono fregati le mani in questi e in altri posti: ‘l’ha detto anche il Papa dei cristiani, hai visto che abbiamo ragione?’. È così difficile capire che un gesto del genere ha di fatto legittimato le atrocità sessiste che si compiono ogni giorno sotto i cieli di tutte quelle nazioni sfortunate?
Ma i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non demordono. Loro hanno la vita come valore primario, e la difendono. Tranne quando l’orientamento sessuale della vita da difendere non è (pubblicamente) conforme alle loro idee. Non credo che quando Cristo parlava di umili e di emarginati facesse di queste distinzioni, ma forse sono io che sbaglio. Si sa, non c’è nessun dogma che affermi che la Valenti è infallibile.

Io non c'entro

Io non c'entro

Un dubbio si insinua: alimentare la sofferenza è una operazione di marketing per acquisire clientela? Qualcuno dica loro che hanno sbagliato strategia, che questa li porta dritti verso l’integralismo.
Ma vogliamo parlare dei vescovi scismatici della Fraternità Sacerdotale San Pio X? Questi pii signori sono scomunicati da più di vent’anni, poverini. Ma sono a favore della Chiesa preconciliare, della Messa in latino e di altre anticaglie, per cui l’Uomo vestito di bianco, che per queste cose ha un debole, ha pensato di revocare loro la scomunica con la speranza di giungere ‘al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione’.
Il problema è che questi vescovi scismatici, tra le anticaglie alle quali sono affezionati, hanno anche uno spiccato antisemitismo. Famosa è la dichiarazione di uno dei tre alla TV Svedese, tale vescovo Williamson: ‘Io credo che le prove storiche siano fortemente in contrasto con l’idea che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere a gas, a seguito di un’indicazione di Adolf Hitler. Io credo che non siano esistite le camere a gas’.
Come al solito, per rammendare un buchino si è strappato tutto il vestito. Tutto il mondo civile si è sollevato in un coro di proteste contro il colpo di genio del Santo Padre. Come al solito, anni di sforzi e di sacrifici sono stati buttati al vento.
Ma mi dite chi non capirebbe che togliere la scomunica a questa gente nostalgica della superiorità della razza e di tutto l’armamentario necrofilo del peggio del secolo scorso equivale a legittimare tutto questo? Giusto un uomo che preferisce un cattivo eterosessuale vivo a un innocente omosessuale morto, una madre morta e un orfano in pasto ai lupi a una madre viva in grado di poter generare ancora, una bimba con in braccio un bebè che non è cicciobello.
‘È inspiegabile che il Papa si preoccupi più dei lefebvriani che di un miliardo di cattolici’, ha dichiarato il teologo Hans Küng. Ma Küng non lo ascoltano neanche, a Roma. Figurarsi se danno peso a uno che disse di non credere nell’autorità papale.
Sia come sia, anche questo seme ha dato i suoi frutti. Non credo che il TG5 abbia mostrato al popolo bue che vuole essere fregato sì, ma dai suoi connazionali, la sfilata che Forza Nuova ha tenuto a Bergamo qualche settimana fa.
Non è bello mostrare gente armata di spranghe che sfila indisturbata per la città facendo il saluto romano e gridando ‘Sieg heil’, non è bello vedere un prete benedire questi pacifici angioletti ricambiando il saluto a braccio teso, non è bello vedere le forze dell’ordine non muovere un dito per impedire una manifestazione non autorizzata e comunque illegale per concentrare i loro sforzi unicamente contro chi protesta per un tale scandalo. Non è bello vederlo e non lo vedrete mai. Un po’ perché TG5 proprio non c’era, e un po’ perché i pochi reporter che erano lì, rigorosamente indipendenti, è già tanto che siano riusciti a scattare qualche foto e girare qualche spezzone. Un cameraman è stato pure malmenato e la sua attrezzatura è stata distrutta assieme al materiale girato.
E no, non c’era neanche Striscia la Notizia. Loro sono troppo impegnati a mostrarci il mandriano di Castelliri che litiga con i compaesani.
Per la cronaca, il prete di cui sopra si chiama Don Giulio Tam, ha celebrato molte messe sul sepolcro del Duce, è lefebvriano anche lui e Forza Nuova lo onorerà pure con la candidatura a Sindaco di Bologna.
I suoi amici dicono di lui: ‘Venne ordinato prete da uno dei vescovi lefreviani scomunicati da Woityla, ma le ordinazioni fatte da loro non vennero invalidate. In ogni caso la pronuncia di papa Ratzinger ha annullato quella scomunica’.
E bravo Joseph, bel lavoro.

Io non c'entro

Io non c'entro

Ma andiamo avanti.
Le ultime in ordine di tempo sono di qualche giorno fa e come al solito hanno scandalizzato tutto il mondo tranne i soliti servi della politica italiana, tutti uniti in un assordante silenzio.
L’Uomo vestito di bianco ha parlato a ministri e personalità dell’Angola riuniti e ha detto ‘Quanto amara è l’ironia di coloro che promuovono l’aborto tra le cure della salute materna’.
Sappiamo che l’aborto è previsto dai programmi di salute riproduttiva approvati dall’Organizzazione per l’Unità Africana sostenuti dall’ONU e sappiamo che al Papa l’aborto non piace. Niente di nuovo, quindi.
Ora immaginate il turbinare dei pensieri nelle menti di tutte quelle eminenti personalità, la ricchissima aristocrazia angolese vestita a festa, appena uscita dagli appartamenti galattici sulla cima dei grattacieli enormi che svettano sul 62 % del resto della popolazione che vive nelle baraccopoli senza fogne né acqua da bere, che si spezza la schiena e muore nelle miniere di diamanti e nei siti petroliferi. Tutti questi ricconi perfettamente d’accordo con l’Uomo in bianco: più aborto, meno manodopera. Come se non bastasse essere al secondo posto nella classifica mondiale della mortalità infantile per colera a toglierci manovalanza.
Ma alla fine, si sa, la storia è sempre la stessa: noi donne siamo tutte mignotte assatanate, vogliamo solo fare sesso e sbarazzarci al più presto degli inconvenienti. Mica siamo esseri umani civili e ben formati come i maschietti, prede indifese della nostra sessualità vampira. Non mi invento niente, l’ha detto l’Arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois non molto tempo fa: ‘La cosa più difficile è avere donne che siano formate. L’essenziale non è indossare una gonna, è avere qualcosa nella testa’.
Lo sa bene Monsiglor Josè Cardoso Sobrunho, che per difendere la vita dei due feti gemelli nel povero pancino di una bimba di 9 anni stuprata ripetutamente dal suo patrigno, ha scomunicato i medici che hanno autorizzato la pratica di aborto farmaceutico su di lei. Sobrunho ha specificato che la condanna è diretta ai medici e non alla bambina, la cui vita spezzata evidentemente ha meno valore dei feti che porta in grembo.
Alle accuse di estremismo radicale che da più parti si sono sollevate, il Monsignore non si è scomposto e ha risposto che ‘l’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia’. La stessa frase che usano con tutte le altre donne più o meno formate e più o meno mignotte.
La seconda storiella sul Papa in Africa la sanno pure i sassi: quell’Uomo vestito di bianco, là dove si muore di AIDS molte più volte di quanto qui cambiamo il cellulare, ha detto che l’epidemia ‘non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi’.
Io non capisco davvero. Perché tanto amore per sperma, feti ed embrioni e tanto disinteresse per le sofferenze delle donne con gravidanze problematiche che vengono costrette a rischiare la pelle o per mano della mammana o durante il parto, o per 28 milioni di persone che soffrono atrocemente e muoiono di AIDS.
I profilattici ‘aumentano i problemi’. Pensate all’effetto tremendo di queste parole sui poveri abitanti dell’Africa cristianizzata, che credono ciecamente all’Uomo vestito di bianco, pensate a quanti danni terribili queste parole possono portare, pensate che botta tremenda a decenni di sofferte politiche sanitarie pubbliche.
Soffrono e muoiono come mosche e, come dice una mia amica, devono pure astenersi e guardarsi l’un l’altro morire.
I profilattici salvano la vita, tanto in Africa quanto in Europa. L’ossessione insensata della Chiesa per i genitali va avanti da 2000 anni, non ha ottenuto nessun risultato e ancora i prelati non hanno capito che l’essere umano è fatto così e così (eppure molti di loro lo sanno bene!) e non c’è niente da fare.
Quanto male ha portato nel mondo l’ossessione sessuofoba della cultura cattolica e delle sue cugine vicine e lontane? Quante energie sprecate che invece avrebbero potuto essere dirette altrove? E non parlo di speculazione edilizia.
Tutto il mondo civile s’è sollevato contro una baggianata del genere, Francia e Germania in primis. La CEI subito si è issata a difesa dell’Uomo vestito di bianco e per bocca del Cardinal Bagnasco ha dichiarato: ‘Non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso’.
Altrimenti ci arrabbiamo.

Articoli:
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/contro-spagna/contro-spagna.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/visita-ambasciata-italia/visita-ambasciata-italia.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/meno-audience/meno-audience.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/leggi-italiane/leggi-italiane.html
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/testamento-bio-2/medici-cattaneo/medici-cattaneo.html
http://www.asca.it/news-TESTAMENTO_BIOLOGICO__DDL_AL_PIT-STOP__ALLA_CAMERA_SARA__SFIDA_APERTA-819342-ORA-.html
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=112766
http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_sulla_remissione_della_scomunica_al_vescovo_Richard_Williamson
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/scheda-omossessualita/scheda-omossessualita.html
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42177girata.asp
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/no-aborto-nei-piani/no-aborto-nei-piani.html
http://www.uaar.it/news/2009/03/09/arcivescovo-parigi-vince-premio-macho-anno/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/17/forza-nuova-schiera-la-tonaca-nera.html
http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=3626:il-prete-che-sfila-con-i-fascisti-di-forza-nuova&catid=37:politica-interna&Itemid=154
http://www.youreporter.it/search.php?q=Bergamo+%3A+corteo+Forza+Nuova&x=28&y=12
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/il-tabu-del-pontefice.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/benedetto-xvi-sbarca-in-africa-contro.html

Porta via

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C’è un movimento, in Italia, al quale piace definirsi ‘politico’. Si chiama Militia Christi, la Milizia di Cristo.
Non si capisce per quale motivo ci dovrebbe essere una milizia, seppur metaforica, in nome dell’Uomo che chiese a chi lo seguiva di amare i nemici, di porgere l’altra guancia, di essere misericordiosi e che consigliò loro ‘Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato’.
Ricordiamo la Militia Christi per i manifesti con cui va sporcando i muri chiedendo pulizia, e la ricordiamo l’anno scorso protestare sdegnosa presso lo Yad Vashem, il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell’olocausto, per una didascalia che presentava come ‘ambigua’ la posizione di Papa Pio XII durante i massacri dell’ultimo conflitto mondiale. La didascalia era forse eccessiva e ingrata, ma come la mettiamo con il dato oramai oggettivo delle centinaia di criminali di guerra nazisti che sono fuggiti in America meridionale grazie all’appoggio del Vaticano? Ma non è di questo che volevo parlare.
Questo ‘movimento politico’, che rifiuta l’Europa perché la considera un’entità fittizia ‘forzatamente creata a tavolino da potenti lobbies anticristiane’, si è molto rallegrata ieri, in occasione del CXXXVIII anniversario della breccia di Porta Pia, per l’intervento di Antonino Torre, consigliere comunale per la Lista civica per Alemanno eletto con il minimo dei voti e uomo dai conclamati valori cristiani, famoso per non tollerare una città ‘sollazzata periodicamente da Notti bianche, festival cinematografici e giornate ludiche’.
Il consigliere Antonino Torre, presenti come da tradizione le rappresentanze del Comune, della Provincia e della Regione, ha dedicato tutto il suo intervento al ricordo e alla stesura dell’elenco dei soldati pontifici caduti in difesa del potere temporale papale, naturalmente omettendo di dire che erano per la stragrande maggioranza mercenari stranieri. Agli esponenti laici presenti, ovviamente, è stato impedito di parlare.

I Savoia e i loro sgherri sono stati e sono insopportabili. Per conquistare il Regno delle Due Sicilie hanno mosso mezzo mondo, dagli inglesi ai repubblicani estremisti; per conquistare il Regno del Papa hanno addirittura inciuciato con Napoleone III.
Insomma, hanno attuato una politica espansionista giocando in modo molto sporco alla fine della quale hanno usato la scusante dell’Italia Unita, ma se c’è qualcosa che mi sento di sottoscrivere è il ‘Libera Chiesa in libero Stato’ che il Conte di Cavour non ebbe il tempo di attuare.
Al Papa la libertà dell’esercizio spirituale e allo Stato il potere temporale, così pensava Camillo. Ma morì prima di poterlo attuare completamente, e poi non è così facile mettersi contro chi, perso il Regno, aveva ancora molta influenza sulle anime.
Ma torniamo ad oggi, nei giorni in cui la moda del revisionismo storico non conosce confini. L’eco degli infelici interventi di simpatie per il ventennio del sindaco Alemanno e del Ministro La Russa ancora non si è spento che già c’è chi con il revisionismo si spinge ben oltre il ventennio e addirittura rimpiange il Papa Re, vicario di un Cristo che disse ‘Il mio regno non è di questo mondo’.

Articoli:
http://www.zenit.org/article-9031?l=italian
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/esteri/nunzio-protesta/nunzio-protesta/nunzio-protesta.html
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=251764
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31405&sez=HOME_ROMA
http://www.uaar.it/news/2008/09/20/settembre-roma-radici-cristiane-antonino-torre/
http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1330&Itemid=1

Papa Pio IX benedice le truppe pontificie alla vigilia della presa di Roma.

Papa Pio IX benedice le truppe pontificie alla vigilia della presa di Roma.

Italiani brava gente

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Enrico De Pedis, detto Renatino, uno dei capi storici della organizzazione criminale romana detta Banda della Magliana, tumulato nella cripta della basilica di Sant’Apollinare a Roma, in territorio Vaticano.
Così scrisse il Cardinale Ugo Poletti per agevolare il trasferimento della sua salma in Sant’Apollinare: ‘Si attesta che il signor Enrico De Pedis è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la Basilica e ha aiutato concretamente tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana’.

Il magistrato Giancarlo De Cataldo, autore del romanzo ‘Romanzo Criminale’, su Repubblica di oggi scrive della Banda della Magliana e dei possibili coivolgimenti con il rapimento della povera Emanuela Orlandi: ‘I nuovi sviluppi del caso Orlandi ci costringono, una volta di più, a riaprire la partita con la storia criminale d’Italia. Una storia segnata da una continuità impressionante di rapporti fra settori deviati delle istituzioni e criminalità organizzata, fra servitori infedeli dello Stato e terroristi, fra uomini in grigio e coppole e lupare. Una lunga catena di agevolazioni, depistaggi, affari gestiti in comune. Con costanti pressoché obbligate: lo scambio di favori, l’occultamento delle prove, il patto per tacere segreti inconfessabili. Da qui, anche da qui, l’esito deludente di processi che si annunciavano clamorosi e che si sono trasformati in altrettante débacle per la giustizia: anche dietro l’omicidio Pecorelli c’era la Magliana. Tutti assolti. Andreotti baciò Riina. Tutti assolti (o prescritti). Calvi fu “assistito” a Londra dagli usurai di Campo dei Fiori. Tutti assolti.
Speriamo che anche questa volta non finisca allo stesso modo’
.

Articoli:
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/emanuela-orlandi/salma-renatino/salma-renatino.html
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/emanuela-orlandi/mistero-infinito/mistero-infinito.html


Immagine: Enrico De Pedis.

Ruanda, una storia

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Il Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda è stato costituito dall’ONU all’indomani dell’immane genocidio dei Tutsi nell’aprile del 1994. Quella stessa ONU che rimase indifferente nonostante fosse stata avvertita da tempo della preparazione preliminare del massacro, svoltasi alla luce del giorno per mesi e mesi.
Come esempio tra i tanti, basta citare la campagna d’odio dello speaker radiofonico italo-belga Giorgio Ruggiu dai microfoni di Radio Mille Collines, l’emittente radiofonica degli estremisti Hutu: ‘schiacciate gli scarafaggi, riempite le tombe’.
Nel silenzio del cosiddetto mondo civile, gli Hutu aspettavano solo il segnale.
‘È cominciato il taglio degli alberi alti’, disse la radio.
In tre mesi la popolazione Hutu eliminò la minoranza Tutsi in modo sistematico e con una ferocia disumana.
Nelle strade, nelle scuole, nelle case e nelle chiese, uomini, donne e bambini furono massacrati a colpi di arma da fuoco, machete, bastoni chiodati. E quando non fu abbastanza, anche le minoranze Hutu che si opponevano al massacro furono eliminate.
Le cifre ufficiali parlano di ottocentomila vittime, ma di solito questo genere di dati va sempre per difetto.
Un massacro allucinante tra fratelli, se si considera che non esistono rilevanti differenze linguistiche o culturali tra gli Hutu e i Tutsi, che addirittura condividono religione e lingua.
Il tutto è avvenuto sotto lo sguardo indifferente dell’occidente, di solito così attento e sensibile. Forse le patate del Ruanda non erano così allettanti come il petrolio dell’Iraq.

È di pochi giorni fa la notizia della condanna all’ergastolo di padre Athanase Seromba da parte del Tribunale Internazionale per il Ruanda.
Padre Athanase Seromba è un prete cattolico ruandese. Quest’anima pia, nei giorni del massacro, convinse i rifugiati Tutsi della sua zona che se si fossero rifugiati nella sua chiesa a Nyange nessuno avrebbe osato violare l’edificio sacro, nessuno avrebbe fatto loro del male.
I Tutsi gli credettero. Padre Athanase Seromba era un uomo buono, tutti lo conoscevano.
Così 2000 persone, uomini, donne, vecchi, bambini, vennero stipate in un edificio che poteva contenerne al massimo 1500, e quando l’ultimo Tutsi entrò, Padre Athanase chiuse bene la porta, si girò e si dimenticò di loro.
Passavano i giorni e la gente aveva fame e soffriva di dissenteria. Ma Padre Athanase è un uomo buono e così decise che era il momento di fermare queste sofferenze e chiamò i miliziani Hutu, avvertendoli che aveva un bel dono per loro.
Arrivati i miliziani, circondarono subito la chiesa e spararono sistematicamente a chi tentava di fuggire dalle finestre, poi gettarono diverse granate all’interno dell’edificio. Qualcuno riuscì a fuggire, ma tra questi i più vennero catturati. Il buon Padre Athanase era pronto a tutto, e per loro ordinò l’esecuzione immediata.
Dopo tre giorni, i miliziani erano stanchi di gettare granate e di sparare alle finestre, così il buon Padre Athanase suggerì di chiudere la storia definitivamente.
Fece chiamare due autisti con due bulldozer della società italiana Astaldi, che stava costruendo la strada da Gitarama a Kibuye, e ordinò di distruggere l’edificio sacro con i rifugiati al suo interno.
‘Gli hutu sono tanti. Questa chiesa verrà ricostruita in tre giorni’ disse il buon Padre.
Il sacerdote consigliò persino il muro dal quale secondo lui sarebbe stato meglio iniziare l’opera, il muro più cedevole. Se si dovesse iniziare con un muro robusto, ci si metterebbe più tempo e ci sarebbero più possibilità di fuga per i prigionieri.
Metodici, i due bulldozer demolirono la chiesa gremita di persone mentre i miliziani armati di machete e bastoni circondavano l’area per uccidere gli eventuali fuggitivi.

Quando la guerra finì, Padre Athanase fuggì in Italia aiutato da amici preti e dalle gerarchie vaticane, cambiò identità e visse in Toscana, continuando a a officiare messa come se nulla fosse accaduto.
Fu riconosciuto e denunciato, ma l’ONU non riuscì ad ottenere l’estradizione per le pressioni del Vaticano sul governo italiano.
Ma i giornalisti lo scovarono, l’affare diventò incontrollabile e il governo non poté più far finta di nulla e dovette cedere alle richieste di estradizione dell’allora procuratrice del Tribunale dell’ONU, Carla del Ponte.
Il Tribunale Internazionale per il Ruanda lo ha condannato in primo grado a 15 anni di carcere con la motivazione di aver solo aiutato gli assassini, ma la sentenza d’appello di due settimane fa, alla luce di nuove schiaccianti prove, è stata l’ergastolo.
Questa la dichiarazione che l’avvocato del caritatevole Padre Athanase Seromba, Alfred Pognon, ha rilasciato nel 2004 al Corriere della Sera durante una intervista: ‘Il mio cliente è una vittima e il tribunale dell’ONU è politicizzato. Quei giudici vogliono condannare gli accusati per giustificare la loro esistenza e la loro burocrazia che costa milioni di dollari. Attraverso Seromba intendono colpire la Chiesa e noi dobbiamo impedirlo’.
Manco a dirlo, il buon Padre Athanase non è affatto pentito di quello che ha fatto, anzi.

Questa storia è stata messa insieme utilizzando come fonte non un giornale vetero-comunista, bensì il flemmatico Corriere della Sera.
Questi sono gli articoli:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/12_Dicembre/13/stroria_seromba.shtml
http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_12/seromba_italiana_giudice_pubblica_accusa_47321992-f061-11dc-a686-0003ba99c667.shtml
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/12_Dicembre/13/alberizzi_seromba.shtml
http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_12/condannato_padre_seromba_6f3e64f0-f060-11dc-a686-0003ba99c667.shtml

Ruanda su Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Rwanda
http://en.wikipedia.org/wiki/Origins_of_Tutsi_and_Hutu
http://en.wikipedia.org/wiki/Rwandan_Genocide

Nyamata Memorial Site

Immagine: Memoriale Nyamata, foto di Fanny Schertzer da Wikicommons.

¿Quién sabe?

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Due sacerdoti e due storie.

Don Sante Sguotti, parroco di Monterosso, ha infranto la promessa di castità, si è innamorato e ha avuto un figlio. Sospeso immediatamente dai suoi superiori al Vaticano dalle sue funzioni spirituali.

Padre Christian Von Wernich, cappellano della polizia di Buenos Aires ai tempi dell’ultima dittatura, compartecipe di sequestri e torture e per questo condannato all’ergastolo.
Lui non sembra che sia stato sospeso da alcuno, chissà perché.

Qui sotto ci sono gli articoli:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_93706033.html
http://www.uaar.it/news/2007/10/08/monterosso-dovra-andarsene-parroco-fidanzato/
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/padova-prete-padre/rimosso-don-sante/rimosso-don-sante.html
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_93758786.html
http://www.corriere.it/esteri/07_ottobre_10/argentina_ergastolo_cappellano.shtml

¿Quién sabe?

Written by nevevalenti

11 ottobre 2007 at 9:49 am

Sempre er Papa vie’ fora in portantina

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Sempre er Papa vie’ fora in portantina

Roberto Calderoli, l’intellettuale della Lega, chiede che l’Unione Europea venga scomunicata.
La reazione del noto politico è scaturita ieri, dopo che la Commissione UE ha fatto sapere al Governo italiano che aprirà una inchiesta per aiuti di Stato illegali al Vaticano.
L’inchiesta si riferisce ad una norma contenuta nella finanziaria 2006, l’ultima del Governo Berlusconi, dove si disponeva l’esenzione dall’ICI degli immobili di proprietà della Chiesa adibiti a finalità commerciali. Una norma che già quando uscì, all’epoca, fece già urlare di scandalo i “soliti anticlericali”.
L’ICI (lo scrivo per gli eventuali lettori prelati che non sanno cosa sia) è “un’imposta indiretta locale che grava sui fabbricati e sui terreni agricoli ed edificabili della Repubblica Italiana”, e “grava sul valore del fabbricato con una percentuale fissa decisa dal Comune con una apposita delibera del Consiglio Comunale” (la definizione l’ho presa dall’enciclopedia comunista Wikipedia).
Forza Italia si è detta sorpresa e candidamente si difende affermando che la norma è stata emessa in base a una Legge del Governo Amato risalente al 1992, quando loro purtroppo non c’erano ancora, e che era tesa a favorire le istituzioni no-profit, semplicemente riallacciandosi ad essa. La stessa cosa dice il noto giornale cattolico L’Avvenire.
La responsabilità è come il Santo Graal: è altrove, ma dove?
Le carte sono mescolate ben bene, in modo da non poter distinguere il commerciale dal no-profit, cos’è del Vaticano e cosa non lo è (un conto sono gli Enti Ecclesiastici, un altro conto è la Chiesa), in modo che alla fine l’opinione pubblica non riesca a farsi un’idea della faccenda e così capisca solo quello che vuole capire, a seconda da quale parte sta.

Ancora un episodio che dimostra quanto la Chiesa tragga profitto dalla politica italiana, di come la politica italiana non sappia svincolarsi dall’influenza della Chiesa e, se vogliamo, quanto la Chiesa ci tenga all’Italia.
Divisa, come ai tempi che er Papa veniva fora in portantina.

Articoli:
http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_Comunale_sugli_Immobili
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_122417762.html
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/08_Agosto/28/ue_fisco_chiesa.shtml
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/08_Agosto/21/cento_chiesa_tasse.shtml
http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/economia/ue-chiesa-vantaggi/ue-chiesa-vantaggi/ue-chiesa-vantaggi.html

Written by nevevalenti

29 agosto 2007 at 1:27 pm