UN BLOG IN PIÙ NELLA RETE

Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Posts Tagged ‘Silvio Berlusconi

Chi si ricorda del terremoto?

with 4 comments

TERREMOTO IN ABRUZZO

A Roma, all’ultimo piano di un palazzo di periferia, la notte del terremoto il boato ci ha svegliate, io e mia madre. Un boato sordo e poi tutto ha tremato per un tempo lunghissimo: quaranta secondi, un minuto, non saprei dire quanto è durato. Mentre eravamo pietrificate nel letto dal terrore, a L’Aquila gli edifici crollavano e centinaia di persone morivano.
La mattina, televisione e radio cominciavano a mostrarci pezzo per pezzo la tragedia che era avvenuta in Abruzzo.
Il giorno stesso, agitatissime (e lo saremmo state per un bel pezzo, anche oggi ogni tremore mi blocca il sangue nelle vene), abbiamo parlato con un ingegnere e ci ha detto che è normale, che gli edifici devono essere elastici, che se non ballasse tutto verremmo giù come birilli. L’ho fatto sapere ai miei attacchi di panico, che mi hanno ringraziato e hanno continuato a fare i loro comodi come se niente fosse, anche la settimana scorsa, quando la scossa che abbiamo sentito aveva come epicentro Castel Sant’Angelo, qui nella capitale, che gli esperti considerano ‘a bassissimo rischio sismico’.
Ma in Abruzzo è stata un’ecatombe, un inferno. 290 vittime accertate, ma sicuramente sotto quelle macerie sarà morta anche altra gente. È impossibile quantificare. Gli immigrati irregolari, ad esempio. Quelli a qui di solito si affittano ruderi per cifre spropositate. Quelli non li cercherà nessuno, né con le ronde, né con le motovedette. Ma anche gli italiani hanno smesso di cercarli presto. A Pasqua, per l’esattezza. Ricordate?
Io non so quanto possa essere saggio fermare le ricerche a una sola settimana dall’evento, quando al mondo ci sono casi accertati di ritrovamento di superstiti vivi anche dopo un mese.

Comunque sia, siamo in Italia. Scriveva Sergio Romano il 9 aprile sul Corriere della Sera:
‘Non possiamo evitarle, ma possiamo ridurne il pericolo e mitigarne gli effetti. Basterebbe, per raggiungere lo scopo, evitare di costruire nelle zone a rischio e applicare diligentemente le precauzioni rese possibili dall’edilizia moderna. La California e il Giappone sanno che verranno colpiti da un grande terremoto nel corso dei prossimi trent’anni, ma hanno fatto il possibile per ridurne le conseguenze. Anche noi sappiamo che la terra continua a tremare sotto di noi, che il Vesuvio non è spento, che i torrenti dell’Appennino possono diventare spaventose macchine da guerra, che i nostri boschi sono male custoditi e governati, che Venezia è esposta a rischi mortali.
Ma l’arte del pensare sui tempi lunghi sembra essere estranea alla nostra natura. Le leggi esistono, ma vengono sistematicamente sconfitte da una potente coalizione di interessi elettorali, fatalismo individuale, imperizia amministrativa, affarismo spregiudicato, instabilità governativa e una somma di cavilli giuridici che metterebbe in ginocchio il più illuminato dei riformatori. Fra la preveggenza e il tornaconto, politico o individuale, vince quasi sempre il tornaconto. Ma il Paese imprevidente può essere al tempo stesso, nel momento del pericolo, generoso ed efficiente’
.

È passato un mese e mezzo, sono successe un sacco di cose, e così del terremoto non si sente quasi più parlare.
La gente che vive nelle tendopoli comincia a morire e non arrivano né case prefabbricate né new town. Però arriverà il G8, grazie a una geniale trovata del nostro amatissimo Presidente del Consiglio, che ha detto che lo farà per mostrare ai grandi della terra quanto siamo messi male in Italia e ‘per risparmiare denaro e risorse che potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione’. Peccato che i denari, alla Maddalena, siano stati già spesi da un po’.
Questa è una delle tante cose che gli integerrimi giornalisti italiani non dicono, sì, perché sono tante le cose che non sappiamo.
A questo proposito, qui di seguito pubblico uno stralcio di una lettera che Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film, ha scritto a sua moglie e che descrive l’atmosfera allucinante che c’è da quelle parti.
Altro che il camping del Premier.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.
Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Il testo completo potrete trovarlo a questo link:
http://nautilusmagazine.blogspot.com/2009/05/prove-tecniche-di-regime.html

Annunci

Written by nevevalenti

20 maggio 2009 at 8:13 pm

Che cosa sapete del Referendum?

with 4 comments

Caratteristico Origami italianoC’è confusione attorno al Referendum. Che cosa sappiamo del Referendum?
Che è per abrogare il porcellum di Calderoli? No. Casomai è per peggiorare ulteriormente il porcellum.
Che è per l’abrogazione delle candidature in più circoscrizioni? Sì, il terzo quesito riguarda proprio questo, ma è irrilevante.
Sono i primi due quesiti che dovrebbero preoccupare. In TV nessuno ne parla, sono troppo impegnati con le avventure di Noemi Letizia, coi pericolosi immigrati che vogliono rubarci il lavoro e con l’arrivo di Maria De Filippi digitale terrestre. Insomma è difficile trovare informazioni sul Referendum.
Per fortuna c’è Internet, che è un grande mezzo di conoscenza (cominciate a capire perché D’Elia, Carlucci e compagnia, con la scusa della pedofilia e della pirateria, vogliono limitarne l’uso?).
I primi due quesiti del Referendum sono riferiti al premio di maggioranza al partito più votato invece che alla lista. Badate bene, al partito e NON alla coalizione. Questo è il motivo per cui non piace alla Lega, che non sarebbe più in condizione di ricattare a giorni alterni. Ma questo è un altro discorso.
Sono quesiti importantissimi e dovreste averne paura, perché sono quanto di più vicino alla Legge Acerbo, che alle elezioni del 1924 permise al Partito Nazionale Fascista di ottenere una solidissima maggioranza, talmente solida che finì che Mussolini sciolse ogni altro partito e lì istituì, di fatto, il regime.
Dovreste averne paura. Dovrebbero averne anche quelli che si esaltano al pensiero del potere assoluto in mano a un settantenne dal passato nebbiosissimo, non tanto lucido e appassionato di lolite.
Voi, sì, voi. Sapete come vanno le cose coi regimi: sei lì che acclami il Capo, ma prima o poi lui, o qualcuno per lui, decide che non la pensi correttamente, oppure qualcuno dice una malignità, ed è facile ritrovarsi da un giorno a un altro in vacanza su un isola fatta di sale. O contro un muro.
Ma basta con il pessimismo. L’attuale Presidente del Consiglio italiano dice che con il pessimismo non si va da nessuna parte e ha ragione.
Passiamo ai crudi fatti:
Sappiate che se al Referendum vincerà il ‘sì’, la nuova legge elettorale assegnerà il 55% di Camera e Senato al primo partito.
Immaginando che al Referendum vinca il ‘sì’ e che il giorno dopo ci fossero le elezioni, questo lo scenario che avremmo: il partito con la maggior percentuale di voti, fosse anche un 20%, avrebbe automaticamente il 55% di Camera (grazie al ‘sì’ al quesito 1) e Senato (quesito 2).
Questa è una legge antidemocratica, tesa a favorire un partito ben specifico e zittire ogni forma di dissenso.
Spingerà i soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento.
Una cosa impossibile per tutti tranne per un partito ben specifico.
Il nome mettetecelo con la fantasia, se ne avete ancora.
E finalmente cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza non rappresenterà più un problema.
Silvio Berlusconi, che (purtroppo) mi rappresenta e decide per me anche quel che non vorrei, il 28 aprile ha dichiarato: ‘Il referendum concede il premio di maggioranza al partito più forte: posso mai votare ‘no’? Va bene essere masochisti, ma c’è un limite. Se ti danno un vantaggio così…’
Non mi sono mai esposta direttamente, non mi piace farlo, ma la legge me lo permette, stavolta non posso esimermi: secondo me questo Referendum va boicottato, il quorum non va raggiunto.
Non so voi, non ci vado.
Oppure ci vado e voto ‘no’, ‘no’, ‘si’.

Articoli:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/passigli-perche-il-referendum-minaccia-la-costituzione/
http://battilo.it/
http://www.referendumelettorale.org/dettaglio/64282/Presentazione_dei_quesiti
http://www.donnapratica.com/articoli/2009/05/05/speciale-referendum-2009-testi-quesiti-spiegazioni-di-cosa-tratta-link-utili-referendum
http://lorrore.blogspot.com/2009/05/non-farti-fregare-di-no-al-referendum.html

Written by nevevalenti

19 maggio 2009 at 11:24 am

Io non c’entro

with 9 comments

Io non c'entro

Io non c'entro

Veramente stiamo vivendo un’epoca in cui non si sa più da che parte guardare per trovare qualcosa di normale.
Ma che significa ‘normale’? Significa tutto e niente. Magari potrebbe significare che l’Uomo che morì sulla croce e che in vita sua parlò sempre a favore degli ultimi abbia dei seguaci che rispettino le sue parole.
Quanto sono diversi invece questi uomini, così compiaciuti di stare al fianco dei potenti in ogni occasione e di essere, anzi, riveriti e obbediti da loro. Sono così abituati a questo che appena vedono una Nazione, mettiamo per esempio la Spagna, i cui politici non sono così propensi ad inchinarsi a baciare l’anello, subito si lamentano e straparlano di ‘indottrinamento laico e statolatria’. Magari esistesse la statolatria, in Italia. Invece crescono in maniera impressionante gli idolatri che s’inchinano alle statue dei Santi e dei Premier.
Si compiacciono del potere che hanno sui nostri politici, sanno quanti voti possono spostarsi solo a un loro cenno. Questa è politica, e non ha altri nomi. Ma ci rassicurano dichiarando alla stampa che la separazione del potere spirituale da quello temporale è ‘una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l’adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli’. Come fanno a farlo coincidere con il pensiero di chi disse ‘Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio’, lo sa solo quest’ultimo. Ma d’altronde anche questa stessa frase dell’Uomo che morì sulla croce è stata stravolta e usata da tempo immemorabile da chi si è autonominato suo successore, al solo scopo di giustificare e legittimare il potere temporale della Chiesa.
Spostano l’elettorato, hanno banche, molto denaro, proprietà ovunque. Insomma sono potenti, molto più potenti dell’Uomo che morì sulla croce. Lui parlava degli umili, dei sofferenti, dei poveri, degli emarginati. Loro la sofferenza la alimentano.
Guardate la povera Eluana Englaro, sulla quale questi signori e i loro servitori al Governo hanno inscenato il più ipocrita e volgare dei teatrini. Povera ragazza, che ha sofferto ininterrottamente per 17 anni perché in Italia non ci meritiamo una legge laica sul testamento biologico, e povero suo padre, invecchiato a guardare la figlia morire di una morte che non la si augurerebbe neanche al peggiore dei nemici. Giovanni Paolo II stesso rifiutò l’accanimento terapeutico, ma secondo i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non era giusto che la stessa cosa venisse fatta a quella povera ragazza. Ma c’era da creare divisione e scompiglio.
Un po’ per rafforzare l’ala cattolica, che se non fosse per i massimalisti più integerrimi si starebbe ammosciando non poco, dato che questo Papa sta facendo record negativi di afflusso agli incontri pubblici sia in Vaticano che a Castelgandolfo, e quindi è a loro che bisogna puntare; un po’ per sfruttare un bell’argomento di sicura presa di chi non la pensa come il Premier, che agiti i suoi oppositori a qualsiasi livello, così che li si possa indicare chiaramente per quello che sono. Ma anche e soprattutto una bella occasione per sfidare il Presidente della Repubblica e la Costituzione con un Decreto totalmente irrispettoso della dignità umana, partorito alla bell’e meglio, che il Presidente non avrebbe mai firmato. Un decreto anticostituzionale. Un bell’appiglio per provare per l’ennesima volta a cambiare la Costituzione Italiana con l’appoggio dei tanti italiani difensori della vita. Gente disposta a uccidere, pur di difendere la vita.
Ma chi se ne frega dei diritti civili, qui c’è la crisi, dobbiamo pensare a sopravvivere.
A proposito, fra un po’ la legge sul biotestamento l’avremo. Pare che i nostri voleri non conteranno niente e che la scelta se effettuare accanimento terapeutico o no sarà in mano al medico. Con le percentuali bulgare di obiettori di coscienza che abbiamo in Italia, quanti dottori credete che faranno ciò che non è gradito ai seguaci dell’Uomo che morì sulla croce?
Lo scopriremo solo soffrendo.

Io non c'entro

Io non c'entro

Dicevamo dei seguaci dell’Uomo che morì sulla croce, dicevamo di quanto sono potenti.
Potremmo dire che sono più potenti dei politici, dato che l’ultima parola è sempre la loro. I politici passano, loro restano. Da 2000 anni, sono sempre là. Quando non hanno potuto più comandare in prima persona, hanno comandato tramite i politici a loro asserviti. Portandoli pure in giro.
Ieri Gianfranco Fini ha detto che ‘quando si impone per legge un concetto siamo più vicini ad uno Stato etico che laico’. Oggi la Conferenza Episcopale gli ha ricordato che ‘non ha simpatia per nessuno Stato etico, che esiste dove c’è costrizione, e non mi sembra questo il caso’. Verissimo: la Chiesa non ha mai interferito con la politica in Italia, meno che mai negli ultimi anni. La stesura della Legge sulle staminali, della Legge sulla procreazione assistita e di quella sul biotestamento non hanno affatto seguito le direttive del Vaticano. E io ho la barba.
E poi ve lo ricordate quando, a fine dicembre, il Vaticano decise che non avrebbe più rispettato le Leggi italiane? Si sono accorti che le norme italiane, che dal 1929 venivano recepite automaticamente anche in Vaticano, non vanno d’accordo con ‘l’immutabilità dei concetti e dei valori’ vigente a San Pietro.
Quanti di voi hanno sperato che i prelati ricominciassero a pagare l’ICI si calmino: quella legge lì è perfettamente in linea coi loro valori.
Lo è di meno la vita degli omosessuali, da sempre nella Storia monoteista occidentale perseguitati tra i perseguitati. Quando il presidente di turno dell’Unione Europea ha proposto una moratoria di depenalizzazione universale dell’omosessualità, questa è stata accettata da tutti i 27 paesi dell’Unione. Solo il Vaticano ha detto di no.
Ancora oggi, in pieno XXI secolo, non si contano i paesi del mondo dove avere un diverso orientamento sessuale equivalga a sanzioni, carcere, lavori forzati, tortura e pena capitale. Scorrete la lista e ci troverete Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia, India, Pakistan, Birmania, Guyana, Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados, Guinea Bissau, Angola, Mozambico, Malawi, Maldive, Malesia.
Immaginate come si sono fregati le mani in questi e in altri posti: ‘l’ha detto anche il Papa dei cristiani, hai visto che abbiamo ragione?’. È così difficile capire che un gesto del genere ha di fatto legittimato le atrocità sessiste che si compiono ogni giorno sotto i cieli di tutte quelle nazioni sfortunate?
Ma i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non demordono. Loro hanno la vita come valore primario, e la difendono. Tranne quando l’orientamento sessuale della vita da difendere non è (pubblicamente) conforme alle loro idee. Non credo che quando Cristo parlava di umili e di emarginati facesse di queste distinzioni, ma forse sono io che sbaglio. Si sa, non c’è nessun dogma che affermi che la Valenti è infallibile.

Io non c'entro

Io non c'entro

Un dubbio si insinua: alimentare la sofferenza è una operazione di marketing per acquisire clientela? Qualcuno dica loro che hanno sbagliato strategia, che questa li porta dritti verso l’integralismo.
Ma vogliamo parlare dei vescovi scismatici della Fraternità Sacerdotale San Pio X? Questi pii signori sono scomunicati da più di vent’anni, poverini. Ma sono a favore della Chiesa preconciliare, della Messa in latino e di altre anticaglie, per cui l’Uomo vestito di bianco, che per queste cose ha un debole, ha pensato di revocare loro la scomunica con la speranza di giungere ‘al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione’.
Il problema è che questi vescovi scismatici, tra le anticaglie alle quali sono affezionati, hanno anche uno spiccato antisemitismo. Famosa è la dichiarazione di uno dei tre alla TV Svedese, tale vescovo Williamson: ‘Io credo che le prove storiche siano fortemente in contrasto con l’idea che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere a gas, a seguito di un’indicazione di Adolf Hitler. Io credo che non siano esistite le camere a gas’.
Come al solito, per rammendare un buchino si è strappato tutto il vestito. Tutto il mondo civile si è sollevato in un coro di proteste contro il colpo di genio del Santo Padre. Come al solito, anni di sforzi e di sacrifici sono stati buttati al vento.
Ma mi dite chi non capirebbe che togliere la scomunica a questa gente nostalgica della superiorità della razza e di tutto l’armamentario necrofilo del peggio del secolo scorso equivale a legittimare tutto questo? Giusto un uomo che preferisce un cattivo eterosessuale vivo a un innocente omosessuale morto, una madre morta e un orfano in pasto ai lupi a una madre viva in grado di poter generare ancora, una bimba con in braccio un bebè che non è cicciobello.
‘È inspiegabile che il Papa si preoccupi più dei lefebvriani che di un miliardo di cattolici’, ha dichiarato il teologo Hans Küng. Ma Küng non lo ascoltano neanche, a Roma. Figurarsi se danno peso a uno che disse di non credere nell’autorità papale.
Sia come sia, anche questo seme ha dato i suoi frutti. Non credo che il TG5 abbia mostrato al popolo bue che vuole essere fregato sì, ma dai suoi connazionali, la sfilata che Forza Nuova ha tenuto a Bergamo qualche settimana fa.
Non è bello mostrare gente armata di spranghe che sfila indisturbata per la città facendo il saluto romano e gridando ‘Sieg heil’, non è bello vedere un prete benedire questi pacifici angioletti ricambiando il saluto a braccio teso, non è bello vedere le forze dell’ordine non muovere un dito per impedire una manifestazione non autorizzata e comunque illegale per concentrare i loro sforzi unicamente contro chi protesta per un tale scandalo. Non è bello vederlo e non lo vedrete mai. Un po’ perché TG5 proprio non c’era, e un po’ perché i pochi reporter che erano lì, rigorosamente indipendenti, è già tanto che siano riusciti a scattare qualche foto e girare qualche spezzone. Un cameraman è stato pure malmenato e la sua attrezzatura è stata distrutta assieme al materiale girato.
E no, non c’era neanche Striscia la Notizia. Loro sono troppo impegnati a mostrarci il mandriano di Castelliri che litiga con i compaesani.
Per la cronaca, il prete di cui sopra si chiama Don Giulio Tam, ha celebrato molte messe sul sepolcro del Duce, è lefebvriano anche lui e Forza Nuova lo onorerà pure con la candidatura a Sindaco di Bologna.
I suoi amici dicono di lui: ‘Venne ordinato prete da uno dei vescovi lefreviani scomunicati da Woityla, ma le ordinazioni fatte da loro non vennero invalidate. In ogni caso la pronuncia di papa Ratzinger ha annullato quella scomunica’.
E bravo Joseph, bel lavoro.

Io non c'entro

Io non c'entro

Ma andiamo avanti.
Le ultime in ordine di tempo sono di qualche giorno fa e come al solito hanno scandalizzato tutto il mondo tranne i soliti servi della politica italiana, tutti uniti in un assordante silenzio.
L’Uomo vestito di bianco ha parlato a ministri e personalità dell’Angola riuniti e ha detto ‘Quanto amara è l’ironia di coloro che promuovono l’aborto tra le cure della salute materna’.
Sappiamo che l’aborto è previsto dai programmi di salute riproduttiva approvati dall’Organizzazione per l’Unità Africana sostenuti dall’ONU e sappiamo che al Papa l’aborto non piace. Niente di nuovo, quindi.
Ora immaginate il turbinare dei pensieri nelle menti di tutte quelle eminenti personalità, la ricchissima aristocrazia angolese vestita a festa, appena uscita dagli appartamenti galattici sulla cima dei grattacieli enormi che svettano sul 62 % del resto della popolazione che vive nelle baraccopoli senza fogne né acqua da bere, che si spezza la schiena e muore nelle miniere di diamanti e nei siti petroliferi. Tutti questi ricconi perfettamente d’accordo con l’Uomo in bianco: più aborto, meno manodopera. Come se non bastasse essere al secondo posto nella classifica mondiale della mortalità infantile per colera a toglierci manovalanza.
Ma alla fine, si sa, la storia è sempre la stessa: noi donne siamo tutte mignotte assatanate, vogliamo solo fare sesso e sbarazzarci al più presto degli inconvenienti. Mica siamo esseri umani civili e ben formati come i maschietti, prede indifese della nostra sessualità vampira. Non mi invento niente, l’ha detto l’Arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois non molto tempo fa: ‘La cosa più difficile è avere donne che siano formate. L’essenziale non è indossare una gonna, è avere qualcosa nella testa’.
Lo sa bene Monsiglor Josè Cardoso Sobrunho, che per difendere la vita dei due feti gemelli nel povero pancino di una bimba di 9 anni stuprata ripetutamente dal suo patrigno, ha scomunicato i medici che hanno autorizzato la pratica di aborto farmaceutico su di lei. Sobrunho ha specificato che la condanna è diretta ai medici e non alla bambina, la cui vita spezzata evidentemente ha meno valore dei feti che porta in grembo.
Alle accuse di estremismo radicale che da più parti si sono sollevate, il Monsignore non si è scomposto e ha risposto che ‘l’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia’. La stessa frase che usano con tutte le altre donne più o meno formate e più o meno mignotte.
La seconda storiella sul Papa in Africa la sanno pure i sassi: quell’Uomo vestito di bianco, là dove si muore di AIDS molte più volte di quanto qui cambiamo il cellulare, ha detto che l’epidemia ‘non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi’.
Io non capisco davvero. Perché tanto amore per sperma, feti ed embrioni e tanto disinteresse per le sofferenze delle donne con gravidanze problematiche che vengono costrette a rischiare la pelle o per mano della mammana o durante il parto, o per 28 milioni di persone che soffrono atrocemente e muoiono di AIDS.
I profilattici ‘aumentano i problemi’. Pensate all’effetto tremendo di queste parole sui poveri abitanti dell’Africa cristianizzata, che credono ciecamente all’Uomo vestito di bianco, pensate a quanti danni terribili queste parole possono portare, pensate che botta tremenda a decenni di sofferte politiche sanitarie pubbliche.
Soffrono e muoiono come mosche e, come dice una mia amica, devono pure astenersi e guardarsi l’un l’altro morire.
I profilattici salvano la vita, tanto in Africa quanto in Europa. L’ossessione insensata della Chiesa per i genitali va avanti da 2000 anni, non ha ottenuto nessun risultato e ancora i prelati non hanno capito che l’essere umano è fatto così e così (eppure molti di loro lo sanno bene!) e non c’è niente da fare.
Quanto male ha portato nel mondo l’ossessione sessuofoba della cultura cattolica e delle sue cugine vicine e lontane? Quante energie sprecate che invece avrebbero potuto essere dirette altrove? E non parlo di speculazione edilizia.
Tutto il mondo civile s’è sollevato contro una baggianata del genere, Francia e Germania in primis. La CEI subito si è issata a difesa dell’Uomo vestito di bianco e per bocca del Cardinal Bagnasco ha dichiarato: ‘Non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso’.
Altrimenti ci arrabbiamo.

Articoli:
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/contro-spagna/contro-spagna.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/visita-ambasciata-italia/visita-ambasciata-italia.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/meno-audience/meno-audience.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/leggi-italiane/leggi-italiane.html
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/testamento-bio-2/medici-cattaneo/medici-cattaneo.html
http://www.asca.it/news-TESTAMENTO_BIOLOGICO__DDL_AL_PIT-STOP__ALLA_CAMERA_SARA__SFIDA_APERTA-819342-ORA-.html
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=112766
http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_sulla_remissione_della_scomunica_al_vescovo_Richard_Williamson
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/scheda-omossessualita/scheda-omossessualita.html
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42177girata.asp
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/no-aborto-nei-piani/no-aborto-nei-piani.html
http://www.uaar.it/news/2009/03/09/arcivescovo-parigi-vince-premio-macho-anno/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/17/forza-nuova-schiera-la-tonaca-nera.html
http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=3626:il-prete-che-sfila-con-i-fascisti-di-forza-nuova&catid=37:politica-interna&Itemid=154
http://www.youreporter.it/search.php?q=Bergamo+%3A+corteo+Forza+Nuova&x=28&y=12
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/il-tabu-del-pontefice.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/benedetto-xvi-sbarca-in-africa-contro.html

Perché il NO al Decreto Gelmini

with 21 comments

22 Ottobre 2008.
Silvio Berlusconi, quel signore che alla fine di una campagna elettorale come le fa lui, piena di odio e perfidia, dopo aver vinto e dichiarato che avrebbe governato bene per tutti gli italiani, anche quelli che non l’hanno votato, mostra il pugno di ferro a chi non è d’accordo con le imposizioni del suo governo.
In migliaia sono scesi in piazza per protestare contro il decreto che la sua fida Ministra Mariastella Gelmini ha voluto, un decreto di fronte al quale brilla persino la riforma Moratti, che almeno una sua logica l’aveva. Perversa, ma l’aveva. Queste migliaia di persone evidentemente non sono gli italiani per i quali Berlusconi ha promesso di governare bene, oppure non sono abbastanza intelligenti per poter capire la bontà delle decisioni del Premier. Forse stanno fraintendendo, forse lo scopo della riforma Gelmini è solo un modo per stroncare la fuga dei cervelli alla radice, evitando di produrre cervelli.
Per Silvio migliaia di persone che scendono nelle piazze non sono soggetti da ascoltare e con i quali confrontarsi, non sono soggetti coinvolti direttamente nel settore in cui con tanta leggerezza si vuole andare a rimestare. Migliaia di persone in piazza sono per il Presidente del Consiglio ‘una violenza’. Difatti ha dichiarato: ‘convocherò Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule’ e ha rincarato ‘Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro’.
Non c’è che dire. Davvero un omino disposto al dialogo.
Dice Berlusconi: ‘La sinistra parla di 86mila insegnanti in meno. Falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l’età e il blocco del turn over. La sinistra tenta di costruire un’opposizione di piazza’ e aggiunge rivolgendosi a Mariastella: ‘Ti sei sbagliata, non è maestro unico ma prevalente. affiancato dall’insegnante di lingua straniera, religione e di informatica’.
Notate che la frase ‘ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l’età e il blocco del turn over’ non è la solita bugia, ma un qualcosa di più complesso. Significa molto semplicemente che a disposizione degli alunni ci sarà sempre meno personale. O il Premier è un maestro della Retorica moderna oppure i suoi sostenitori sono particolarmente addormentati, dato che con queste parole egli nega una cosa che gli viene contestata dicendo che questa cosa è vera.
Ma parliamo di cose importanti.

Il Decreto Legge 1 settembre 2008 n. 137 dice: ‘Le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola’.
Se i maestri possono lavorare solo 24 ore a settimana e se 6 per 4 fa 24, quali insegnanti si occuperanno dei bambini durante le ore pomeridiane? Chi pagherà tali insegnanti, le scuole? E con quali soldi? L’argomento lasciato in sospeso dal Decreto Legge ci fa pensare che nel tempo pieno potrebbero entrare in ballo i privati, ai quali già vengono appaltate pulizie che non vengono fatte e mense mal gestite. E chi pagherà questi privati? Lo Stato o le famiglie? Se li pagherà lo Stato, quanto verranno a costare in più rispetto alla spesa che ha voluto tagliare? Se li pagheranno le famiglie, in quanti saranno in grado di permetterselo, coi tempi che corrono?
Corre in nostro aiuto il Piano Programmatico del governo, che recita: ‘potranno continuare ad essere utilizzati, in caso di carenza di docenti specializzati, docenti specialisti esterni alle classi, per l’intero orario settimanale di docenza previsto dal CCNL’.
Con un taglio di 87.000 docenti volete che non ci sia carenza di docenti specializzati?
A proposito di privati, se avete letto il Decreto Legge e il Piano Programmatico, avrete notato che sono gli unici a non venire toccati.
Ma il tempo pieno è un argomento marginale, lo sanno tutti. Le statistiche ufficiali del Ministero dicono che nel 2007 solo il 90% delle famiglie del Nord e il 70-80% delle famiglie del Sud ne hanno fatto richiesta. A chi volete che interessi il tempo pieno?
Non c’è che dire, è davvero un provvedimento a favore della famiglia, in particolar modo della donna.
Per quanto riguarda ‘l’insegnante di lingua straniera, religione e di informatica’, il Piano Programmatico ci chiarisce le idee dicendo che ‘si porranno in essere le azioni finalizzate alla realizzazione di una intensiva formazione dei docenti che non hanno ancora il titolo per poter insegnare la lingua inglese’. Traduzione: spariranno i docenti specialisti di lingua inglese e questo verrà affidato a un docente preparato alla bella e buona.
Ancora il Piano Programmatico: ‘saranno attivati corsi di riconversione professionale per i docenti, facenti parte delle classi di concorso in esubero, nonché corsi relativi ad altre tipologie di docenti, ai fini dell’inserimento in classi di concorso più ampie’. Traduzione: se prima bisognava essere specializzati, ora non occorre più.
Il Piano Programmatico afferma che il docente unico è più funzionale “all’innalzamento” (sic, tra virgolette) degli obiettivi di apprendimento, con particolare riguardo all’acquisizione dei saperi di base, favorisce l’unitarietà dell’insegnamento soprattutto nelle classi iniziali, rappresenta un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente e alunno, semplifica e valorizza la relazione fra scuola e famiglia’.
Nella scuola di un tempo i saperi di base potevano essere riassunti con il detto ‘saper scrivere e far di conto’, ma oggi i programmi ministeriali sono molto più ampi rispetto al passato. Ora i bambini devono conoscere fin da piccoli l’inglese e l’informatica. Come può un unico insegnante conoscere tutto? E come può farlo senza tempo pieno e con una riforma che impone che ‘il rapporto alunni-classe si eleverà di uno 0,20 con riferimento all’anno scolastico 2009/2010 e di uno 0,10 in ciascuno dei due anni scolastici successivi’ (cito sempre dal Piano Programmatico)?
Questo, a conti fatti, significa classi di 30-35 alunni.
I signori ai quali sta a cuore l’innalzamento tra virgolette degli obiettivi di apprendimento dovrebbe essere noto che il numero elevato di alunni, oltre che rendere impossibile il seguirli da vicino e altre cose, non permette ai docenti di interrogare oralmente almeno due volte a quadrimestre ogni alunno, e così i maestri dovranno fare ricorso a test, quiz o prove scritte il cui voto dovrà supplire il voto dell’interrogazione. Questo non aiuterà le nuove generazioni ad imparare ad esprimersi oralmente in modo corretto e peggiorerà una situazione già tragica.

Scriveva Luca Ricolfi su La Stampa del 25 settembre 2008: ‘Se la scuola elementare italiana fosse così ben congegnata come ripetono i suoi paladini, forse non osserveremmo quotidianamente quel che invece osserviamo. E cioè che sia nelle scuole medie sia (incredibilmente) all’università tantissimi ragazzi, oltre a fare errori di grammatica e ortografia con cui un tempo nessuno avrebbe preso la licenza elementare, non sanno organizzare un discorso né a voce né per iscritto, non sono in grado di progettare una tesi o una tesina, non conoscono il significato esatto delle parole, fanno sistematicamente errori logici, non sanno spiegare un concetto né costruire un’argomentazione, insomma non capiscono e non riescono a farsi capire se non in situazioni ultra-semplici’.
Siamo sicuri che diminuire le ore di lezione, aumentare il numero di alunni per classe e tagliare sul numero degli insegnanti sia la soluzione migliore a questo gravissimo problema?
In molti hanno riflettuto su di esso, tanti quanti sono quelli che non sono stati ascoltati ogni volta che si è messo mano alle varie riforme degli ordinamenti scolastici.
Le cause di questa disgraziata situazione italiana sono molteplici e ramificate, vengono da lontano e per parlarne occorre fare un passo indietro.
All’inizio fu la Riforma Gentile, in epoca fascista. La scuola gentiliana era basata sul nozionismo: la mente dell’alunno è un guscio vuoto da riempire con nozioni che non debbono essere discusse.
Nel secondo dopoguerra dagli U.S.A. arrivarono concetti pedagogici innovativi e anche la scuola italiana ha abbracciato lentamente le idee del cognitivismo.
Il cognitivismo mette lo studente al centro del processo di apprendimento, è lui l’attore protagonista di questo processo e non più il contenitore vuoto che voleva Gentile.
Una rivoluzione copernicana per la didattica. Ora lo scopo era sviluppare la capacità del ragazzo di collegare i concetti tra loro e ampliare il numero di collegamenti, e non soltanto di apprendere singole nozioni a memoria, separate le une dalle altre come blocchi.
Purtroppo il passaggio dei sistemi di insegnamento dal nozionismo al cognitivismo in Italia si portò dietro l’errore madornale di fare un fascio di tutto ciò che la riforma Gentile aveva portato.
Nozionismo e autorità del maestro vennero messi frettolosamente sullo stesso piano come eredità malsane del regime. Così il garantismo insolente della fine degli anni 60 credette che gerarchia fosse sinonimo di fascismo, anche perché di quella parola nel ventennio aveva fatto indigestione, e buttò via il bambino e l’acqua sporca, mettendo l’allievo e il maestro ‘alla pari’. Chiunque ricordasse che l’idea che il maestro debba avere autorità non è di origine fascista ma è ben più antica, era automaticamente bollato come fascista.
Tutto questo accadde contemporaneamente al crescere esponenziale dell’allegra macchina da guerra del consumismo, che costruiva nei giovani il suo più grande bacino di utenti e creava il virus del culto del divertimento al quale nessuno poteva sfuggire, pena l’isolamento sociale, sfruttando i meccanismi psicologici tipici del branco. Quel virus col quale la TV dell’intrattenimento degli ultimi 30 anni ha forgiato milioni di italiani.
Oggi, nelle meccaniche scolastiche, lo studente continua ad essere attore protagonista, ma di un copione (le materie scolastiche) del quale non ha alcun interesse e, peggio, non ne capisce l’importanza.
Gettare via le gerarchie annullando la distanza fra insegnanti e alunni ha sminuito l’insegnante stesso al punto che l’alunno è portato a pensare: ‘Se chi mi insegna è come me, cosa ha da insegnarmi?’
L’ingresso dei genitori nella vita scolastica, lo svilimento e la delegittimazione continua alle quali è stato sottoposto il corpo docenti nel corso degli anni non hanno fatto altro che aggiungere il peggio al peggio.
Oggi l’insegnante è per la maggior parte dei ragazzi quanto di più lontano dall’educatore. Lo dicono ben chiaro i genitori che difendono i loro figli anche di fronte all’evidenza di colpa più sfacciata, magari dicendo ‘lei è pagato per insegnare la materia e non per sostituirsi alla famiglia’. Quella famiglia che oggi non ha tempo né voglia di educare i bambini e delega tutto alla Playstation, quella famiglia che si meraviglia se i ragazzini si ubriacano o si drogano, sperando che il proprio, col quale non si riesce proprio a parlare, non sia come quelli che vede al TG della sera.

Berlusconi: ‘Un’altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole. Non è vero, noi pensiamo a una razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal governo di centrosinistra. Per le comunità montane abbiamo previsto che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni’.
La Legge 6 agosto 2008, n. 133 dice che bisogna fare economie ‘non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012’.
La Legge 6 agosto 2008, n.133 dice che ‘nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti’.
Il Decreto Legge 7 ottobre 2008, n. 154 aggiunge una modifica all’art. 64 della Legge 133 con cui ‘diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica’, minacciando commissariamenti e altre cose.
Vedete un po’ voi se non è vero che il Premier vuole chiudere le scuole.
Da notare che il complicato meccanismo per chiudere 4.000 istituti scolastici è ideato dal governo che si vanta di avere tra le sue fila un Ministro della Semplificazione.
Nella sola regione Piemonte, per esempio, chiuderanno 816 istituti su 1366. Traduzione: più bambini e ragazzi in autobus per le strade, più spese da affrontare, più pericoli.
L’Italia delle piccole e medie comunità, la maggioranza degli italiani, non viene presa per niente in considerazione e si deve adattare per forza o per amore alla legge degli uomini del palazzo, che queste realtà non le conosce o se le è scordate.
È vero che questa idea di ‘razionalizzare’ l’ha avuta per primo un governo di sinistra, anni fa, ma una stupidaggine rimane una stupidaggine.
Ma il governo attuale per accaparrare consenso utilizza da sempre, e questa volta come non mai, un populismo rozzo ma efficace facendo leva sui ricordi dei bei tempi andati. A tutti piacciono i bei tempi andati.
I TG interpellano a proposito del maestro unico e l’intervistato ripensa con nostalgia a quando andava a scuola 20, 30, 40 anni fa. Naturalmente quelli che rispondono diversamente non vengono mandati in onda, si capisce.
I nostalgici del libro Cuore però non pensano per niente al fatto che oggi la società è totalmente diversa da quella nella quale hanno vissuto la loro infanzia, non capiscono e non si rendono conto che allora i bambini avevano un rapporto diverso con i loro insegnanti.
Chiedetelo ai vostri nonni. I maestro era stimato e onorato, ed era un punto di riferimento non solo all’interno della scuola, ma per l’intera società.
Come potete pretendere di fargli riconquistare la dignità, l’unica cosa che potrà essere la chiave di volta per la ricostruzione della scuola, quando persino il Ministro lo chiama ‘fannullone’?
La disciplina è un fatto mentale, è una visione della società, e non è per forza una cosa negativa.
Non la si riconquista introducendo un voto in condotta, che può essere un passo iniziale, ma ricordatevi che una volta si veniva bocciati col 7 in condotta.
E neanche il grembiulino servirà a qualcosa, perché se oggi c’è l’alunno vestito Armani e l’alunno sfortunato, domani ci sarà il bambino col grembiulino Armani e l’altro col grembiulino del Lidl.

Lotte di classe, update

with 3 comments

In tutta Italia aumentano in modo esponenziale le proteste al Ministro Gelmini, che venerdì ha dichiarato angelica: ‘le ragioni della protesta francamente non le comprendo e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il provvedimento, perché non si capisce come mai si occupino le università, si facciano manifestazioni nella scuola secondaria, che sono ambiti minimamente toccati dal provvedimento’.
Anche il Presidente della Regione Veneto ha letto il testo della Gelmini e resta al suo fianco, e usa le stesse parole gentili che Mariastella usò nei riguardi dello stato di diritto, schierandosi delicatamente contro ‘i talebani dell’ignoranza scolastica e la casta del sindacalismo parassitario’ che ‘sono contro la razionalizzazione della rete scolastica’.
Evidentemente i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Puglia e Sardegna non hanno letto il decreto, altrimenti non si capisce perché avrebbero deciso di fare ricorso.
Dei tanti poveri italiani che oltre Emilio Fede e Vittorio Feltri non vanno, che si lamentano (come ho sentito ieri per strada) perché ‘sono sempre sti rossi a protestare, sempre a loro non va bene niente’, cosa dovrei pensare? Quando per amore di una idea politica si è più disposti a essere fregati dai ‘neri’ piuttosto che essere aiutati dai ‘rossi’, non c’è più niente da fare.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32981&sez=HOME_SCUOLA

È di ieri la notizia che la stellina miliardaria Paris Hilton ha fatto acquistare un consistente numero di tagliandi del Superenalotto. Le fonti dicono addirittura che non sia neppure la prima volta che lo fa.
Vorrei segnalarla a tutti gli italiani che credono che dare ulteriore potere a chi ha già potere non gli faccia venire voglia di abusarne perché già sazio.

http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_18/superenalotto_jackpot_record_giocatori_francia_67c35cea-9cee-11dd-951d-00144f02aabc.shtml

Muore Vittorio Foa. Nato da famiglia ebraica nel 1910, fu militante nel movimento antifascista ‘Giustizia e Libertà’ e incarcerato dal regime fascista per 15 anni, fu partigiano, fu Deputato nell’assemblea costituente, sindacalista, giornalista.
Che imbarazzo e che tristezza vederlo piangere da chi oggi fa fatica a dire che il fascismo non fu un male assoluto, da chi vuole riscrivere la Costituzione, da chi vuole sfasciare i sindacati e da chi ha l’informazione tutta al suo servizio.

http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_20/vittorio_foa_scomparsa_b595d536-9ea3-11dd-b7ca-00144f02aabc.shtml

Ecco i nomi dei ‘nove paesi’ dell’Unione Europea che non si possono permettere la riduzione dei costi per la riduzione dell’anidride carbonica, quelli di cui parlava ieri Silvio Berlusconi.
Sono Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania.
L’Italia fa parte dei G8, organizzazione dei paesi più industrializzati e potenti del mondo, ma ufficialmente inquina e non ha un centesimo proprio come i paesi emergenti più malridotti.

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/consiglio-lussemburgo/consiglio-lussemburgo/consiglio-lussemburgo.html

E m’arintontoniva de bucìe

with 2 comments

Federico Andreotti (1847, 1930) - La lezione di musica

Federico Andreotti (1847-1930) - La lezione di musica

‘Così si uccide l’industria europea. E quella italiana prima delle altre’, ha detto giorni fa il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Insomma, prendersi cura dell’ambiente che ospita la razza umana è deleterio per la razza umana.
‘Maggiori costi di 180 miliardi l’anno per le imprese europee, e di 20-27 solo per quelle italiane’ ha aggiunto la Marcegaglia, e soltanto per avere una riduzione di anidride carbonica ‘tra lo 0,3 e lo 0,53%’.
L’Italia non butta un centesimo nell’ambito della ricerca, può forse sprecare denaro per l’ambiente?
Ma torniamo alla Marcegaglia. Il problema è che ‘Usa, Cina, Brasile, India non hanno alcuna intenzione di farlo, e basterebbe andare a produrre in Turchia, in Nord Africa, di fatto anche in Russia per non avere più vincoli né prezzi da pagare’. Se non l’avete capito ora, non lo capirete mai. Fare i buoni non paga. Paga invece l’industrializzazione senza scrupoli e la speculazione selvaggia che non guarda in faccia a nessuno. Paga il capitalismo, il buon samaritano. Quando le cose vanno bene, lui ingrassa e tu, anonimo lettore, giochi alla Playstation e te ne freghi dei negretti che muoiono per farti stare bene; quando le cose vanno male, lui ingrassa e tu, anonimo lettore, muori di fame sotto il ponte insieme ai negretti che detestavi tanto.
Comunque, per tornare a noi, dopo che la querelle sul pacchetto-clima e sull’analisi su costi e benefici è durata per tutto il fine settimana, il Presidente del Consiglio italiano ha detto: ‘La richiesta di avere più tempo per approfondire il tema dei costi per la riduzione dell’anidride carbonica è stata condivisa da altri nove Stati’.
Il Premier non resiste ai coup de théâtre. Un po’ per prendere disperatamente tempo, un po’ mostrandoci un’Europa vigliacca in cui l’unico coraggioso a dichiarare che l’analisi sui costi e sui benefici è stato lui, ora attende che il mormorio della folla giù in platea si plachi per fare i nomi dei nove stati.
Che nel frattempo andrà a chiedere.

Articoli:
http://www.corriere.it/economia/08_ottobre_15/clima_marcegaglia_polato_21ab8dae-9a91-11dd-8bde-00144f02aabc.shtml?fr=correlati
http://www.corriere.it/esteri/08_ottobre_17/clima_commissione_ue_obiezioni_0b47aba6-9c3f-11dd-962f-00144f02aabc.shtml
http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_18/brunetta_clima_posizione_ue_follia_727e3f3e-9cfc-11dd-951d-00144f02aabc.shtml
http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_19/berlusconi_clima_italia_non_isolata_ue_dbdc6414-9dc0-11dd-b589-00144f02aabc.shtml

Written by nevevalenti

20 ottobre 2008 at 10:04 am

Alcune delle cose che avrete in cambio del taglio dell’ICI

with 2 comments

265 sì, 246 no e un astenuto. Questo il voto con il quale, non senza una aggiustatina per accontentare qualche dubbioso nella maggioranza, è passata alla Camera la mozione, a firma del leghista Roberto Cota, inerente la creazione delle ‘classi d’inserimento’, un nome molto elegante per definire le classi speciali nelle quali i bimbi degli immigrati che vivono in maniera regolare in Italia verranno tenuti separati dal resto dei bambini.
Sulla presenza dei bimbi stranieri nelle italiche scuole, dicono in giro, si è espresso l’onorevole Paolo Romani, dicendo di temere che sia la causa del rallentamento dell’apprendimento dei nostri bambini. Insomma, si sancisce l’esistenza del ‘diverso’ e si rafforza in lui l’idea di essere diverso. Si sancisce per legge l’esistenza del ‘diverso’ e si sancisce che il ‘diverso’ dev’essere tenuto da parte. Un piccolo passo per il governo, un grande passo per il ritorno all’ordine che tanto affascina i postfascisti odierni. Oggi sono i piccoli immigrati ad essere separati dai loro coetanei proprio in quella fase delicata della crescita in cui la socializzazione e lo scambio sono fondamentali. Domani magari saranno i disabili. Anche i disabili rallentano l’apprendimento della classe. E dopodomani?
Cari onorevoli (mai parola fu tanto abusata), se i giovanissimi italiani non apprendono, è per le condizioni disastrose nelle quali da sempre mantenete le scuole, e apprenderanno sempre meno e sempre peggio grazie ai tagli mascherati da riforma che voi signori avete deciso di fare. Col favore di tanti italiani che non sanno che non erano più maestri per classe a far lievitare la spesa pubblica, ma i tanti maestri ‘esterni’ che vengono pagati profumatamente per fare progetti di cinema, di teatro ed altre amenità. Quelle sono le cose che andrebbero tagliate, non l’insegnamento dell’italiano e della matematica. Col favore di tanti italiani che giudicano pensando a quando erano giovani e si dicono che il maestro unico è stato un bene per loro e così deve essere anche per i loro figli e nipoti, dimenticando che ai loro tempi a scuola non si insegnavano l’inglese e l’informatica.
La scuola e la sanità sono i cardini del funzionamento del principio di uguaglianza. Se la maggioranza degli italiani è contenta che queste grandi conquiste della democrazia, costate sangue e sofferenza, vengano spazzate via in modo così sfacciato; se la maggioranza degli italiani, nelle cui vene scorre sangue africano, arabo, normanno, bizantino, celtico, albanese, pensa che isolando la diversità si possa diventare un paese migliore, ha ragione Margherita Hack quando dice che siamo un paese ignorante e provinciale.
Tutto merito del lavoro certosino svolto da 30 anni dal modello di TV che in un modo o nell’altro fa capo all’attuale Presidente del Consiglio, o Premier, come vuole farsi chiamare.
Dopo la scuola, il prossimo obiettivo del governo sarà la sanità. Voglio vedere cosa useranno come specchietto per le allodole per convincere la gente, al posto del grembiulino. Mediaset ha già cominciato a preparare il terreno con la serie ‘Crimini bianchi’.
Tra pochi anni, se non avrete l’assicurazione non ci sarà nessun Pronto Soccorso ad ospitarvi, come negli U.S.A..

Articoli:
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_15/stranieri_classi_separate_benedetti_792ff016-9a7c-11dd-8bde-00144f02aabc.shtml
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/classi-inserimento/classi-inserimento/classi-inserimento.html
http://www.superando.it/content/view/3696/111/

È di questi giorni la notizia che Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali dell’attuale governo Berlusconi, ha sottoposto all’esame del Parlamento un disegno di legge di riforma delle regole sul diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità.
La parte interessante della riforma che il Ministro ha in mente è la seguente. Cito dall’articolo del Sole 24 Ore: ‘Obbligo di indire un referendum consultivo prima di proclamare una protesta, con la dichiarazione di adesione individuale da parte del singolo lavoratore. Sanzioni applicate dai prefetti e non più dalle aziende’.
Sacconi ha preso spunto da un’idea venuta a Pierluigi Bersani qualche anno fa in occasione dell’ondata di scioperi dei trasporti pubblici: in pratica i dipendenti, che già il suo collega Renato Brunetta ha stabilito essere tutti dei gran fannulloni, dovranno provvedere da soli alla loro schedatura e la certezza della punizione sarà, di fronte a ben altra autorità, ineluttabile.
In pratica si sancisce, come ai vecchi tempi, che il lavoratore non ha diritto di protestare quando è oggetto di ingiustizie.
Cosa vi aspettavate dal governo capeggiato da un signore anziano e rancoroso che del leader della seppur languida opposizione dice ‘Non me ne frega niente’ e dichiara ‘io con chi scende in piazza non parlo’, perché evidentemente per lui quelli non sono italiani, o perlomeno sono italiani di serie B, che non meritano niente, che devono lavorare e stare zitti, umiliati dall’opinione pubblica e da Ministri incapaci di distinguere i fannulloni da quelli che lavorano anche per conto dei fannulloni; derisi dai loro capi, della stessa pasta del Ministro tanto severo con le ‘risorse umane’ e tanto generoso con i dirigenti, ai quali ha tagliato il tetto al trattamento economico.
‘Risorse umane’, tremate. La vostra paura è la forza del potere. Controllate che non abbiano messo un timer anche alla macchinina del caffè del vostro ufficetto.
Oggi il caffè, domani il Generale Bava Beccaris ad aspettarvi in piazza col cannone puntato.

Articoli:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/10/sciopero-trasporti-pubblici-referendum-preventivo.shtml?uuid=789e3efa-9a95-11dd-ad2b-19db11f9235c&DocRulesView=Libero
http://archiviostorico.corriere.it/2000/luglio/25/Bersani_referendum_tra_lavoratori_prima_co_0_000725389.shtml
http://www.unadis.it/2008/07/14/decreto-brunetta-norme-da-disapplicare/
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_30/pausa_caffe_timer_a2ed9490-8eb9-11dd-8a6d-00144f02aabc.shtml

Bava Beccaris spara sulla folla.

Maggio 1898: Bava Beccaris spara sulla folla.