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Il coraggio di Giacomo Matteotti

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Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti

Vi ricordo che oggi è l’anniversario della barbara uccisione di Matteotti da parte dei fascisti nel 1924.
Giacomo Matteotti osò opporsi ai fascisti in modo netto e deciso, sapeva benissimo dove volevano arrivare, era giustamente convinto che la paura era quello che loro volevano per poter continuare indisturbati nell’avanzata al potere. Praticamente era solo. La CGL, Confederazione Generale del Lavoro, si inclinava sempre più verso Mussolini. Neppure i comunisti, a modo loro, non erano di grande aiuto.
A questo proposito Matteotti scrisse a Turati: ‘Il nemico è attualmente uno solo, il fascismo. Complice involontario del fascismo è il comunismo. La violenza e la dittatura predicata dall’uno, diviene il pretesto e la giustificazione della violenza e della dittatura in atto dell’altro’.
Tre anni prima della morte ebbe il coraggio di denunciare le intimidazioni e le violenze fasciste nella famosa ‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’. Pochi mesi prima di essere ucciso pubblicò a Londra il volume ‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’, dove riportava in modo scrupoloso tutte le violenze avvenute fino a quel momento. Inutile dire che questi testi sono tuttora introvabili, e ognuno ci faccia sopra le considerazioni che desidera.
Il 30 maggio 1924 il Deputato Giacomo Matteotti prese la parola alla Camera e, tra gli schiamazzi e le offese dei fascisti e di quelli che prestissimo lo sarebbero diventati, denunciò coraggiosamente i brogli, gli abusi e le violenze delle milizie fasciste durante le elezioni del 1924.

(…)
Giacomo Matteotti.
Onorevole Presidente, forse ella non m’intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata… (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)
Voci: a destra: “E le guardie rosse?”
Giacomo Matteotti. Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare… (Interruzioni) mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l’Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero… (Interruzioni, rumori)
Roberto Farinacci. Erano i balilla!
(…)

‘E adesso, potete preparare la mia orazione funebre’, disse ai suoi colleghi una volta finito il discorso.
Il 10 giugno dello stesso anno Matteotti fu rapito sul lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma da un gruppo di membri della polizia politica fascista, l’OVRA. Questi sono i loro nomi: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo.
Il giorno dopo avrebbe dovuto parlare di nuovo alla Camera e molto probabilmente, secondo studi recenti, aveva scoperto un giro di tangenti che legava il fascismo alla compagnia petrolifera americana Sinclair Oil e stava per denunciarlo pubblicamente.
Il suo corpo fu ritrovato da un guardiacaccia al boschetto della Quartarella di Riano, fuori città, il 16 agosto, in avanzato stato di decomposizione.
I particolari sul processo che seguì potete leggerli nei link in fondo all’articolo, così come la totalità dei documenti citati in questo articolo. Il succo è che quelli furono giorni convulsi e imbarazzanti per i fascisti.
La stampa voleva sapere, da più parti la gente cominciava a chiedersi apertamente che tipo di tranquillità fosse quella guadagnata con l’eliminazione del dissenso (un po’ tardi, aggiungerei: erano anni che i fascisti devastavano e uccidevano nella più completa impunità).
E poi ci fu la Secessione dell’Aventino, atto inutile e tardivo come se ne fanno in Italia, da sempre.
Il punto (tragicamente) interessante arrivò quando Mussolini, il 3 gennaio dell’anno successivo, intervenne alla Camera dei Deputati prendendosi in toto le responsabilità di ogni cosa che era accaduta, minacciò l’Aventino di sedizione e minacciò l’opposizione nel nome di un’Italia che chiedeva tranquillità e sicurezza.
E lui glie l’avrebbe data.

(…)
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!
Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi.
In questi ultimi giorni non solo i fascisti, ma molti cittadini si domandavano: c’è un Governo? Ci sono degli uomini o ci sono dei fantocci? Questi uomini hanno una dignità come uomini? E ne hanno una anche come Governo?
Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto estremo, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il Partito; e, come per sentire la tempra di certi metalli bisogna battere con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento, quando il vento è infido, scantonano per la tangente.
Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione. Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!
(…)

Quella notte stessa il Ministro dell’Interno Luigi Federzoni scrisse a tutti i Prefetti del Regno invitandoli a assumere ‘ogni cura nell’adozione delle misure atte a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico’ e stringere i controlli su circoli, associazioni, esercizi pubblici ‘sospetti dal punto di vista politico’.
In più, c’era la stampa che non la smetteva di fare gazzarra.
Ce n’era anche per loro. Il Ministro Federzoni, negli stessi telegrammi, al fine di ‘reprimere gli abusi della stampa periodica’ invitava i Prefetti a una più sollecita applicazione del Decreto Legge 10 luglio 1924, trasfuso nel Disegno di Legge sulla ‘gerenza e la vigilanza dei giornali e delle pubblicazioni periodiche’ del 4 dicembre 1924 in vigore dal 31 dicembre. Ogni pubblicazione doveva avere un direttore responsabile riconosciuto dal Governo tramite il prefetto, la responsabilità diventò di carattere penale (pena è l’arresto immediato) e l’esercizio della professione giornalistica venne ‘consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi’.
Nel giro di un anno scomparvero 58 giornali, 149 periodici, migliaia di opuscoli, manifesti, libri e altro.
Tra il 1925 e il 1926 poi uscirono le ‘Leggi fascistissime’ nelle quali si stabiliva che il Capo del Governo non rispondeva più al Parlamento del suo operato, che il Partito Nazionale Fascista era l’unico partito ammesso, che gli scioperi erano proibiti, che i soli sindacati riconosciuti erano quelli fascisti, che a capo delle amministrazioni locali venivano messe autorità di nomina governativa, che chi sgarrava andava al confino o poteva venire ammazzato.
Era fatta, la dittatura era iniziata. L’Italia era finalmente tranquilla e sicura come il Duce voleva che gli Italiani volessero.

Mussolini sulla bara di Matteotti in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Mussolini in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Giacomo Matteotti e il ventennio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Matteotti
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1923p.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1925c.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1937g.htm
http://www.ossimoro.it/p25.htm

L’ultimo discorso di Matteotti alla Camera dei Deputati:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_30_maggio_1924,_Discorso_alla_Camera_dei_Deputati_di_denuncia_di_brogli_elettorali
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21947.html

‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc000.htm

Le immagini allegate all’inchiesta:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc001.htm

‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’:
http://books.google.com/books?id=IdC6AAAAIAAJ&q=giacomo+matteotti&dq=giacomo+matteotti&pgis=1

Un articolo sulle ricerche di Mauro Canali:
http://www.sat8.tv/1997-il-delitto-matteotti-tutti-i-retroscena-nel-libro-di-mauro-canali/

Il discorso di Mussolini su Matteotti:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_3_gennaio_1925,_Discorso_sul_delitto_Matteotti
http://www.pmli.it/discorsomussolini3gennaio1925.htm

Le ‘Leggi fascistissime’:
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_fascistissime
http://www.studiamo.it/dispense/storia/leggi-fascistissime.html

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Written by nevevalenti

10 giugno 2009 at 6:08 pm

Io non c’entro

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Io non c'entro

Io non c'entro

Veramente stiamo vivendo un’epoca in cui non si sa più da che parte guardare per trovare qualcosa di normale.
Ma che significa ‘normale’? Significa tutto e niente. Magari potrebbe significare che l’Uomo che morì sulla croce e che in vita sua parlò sempre a favore degli ultimi abbia dei seguaci che rispettino le sue parole.
Quanto sono diversi invece questi uomini, così compiaciuti di stare al fianco dei potenti in ogni occasione e di essere, anzi, riveriti e obbediti da loro. Sono così abituati a questo che appena vedono una Nazione, mettiamo per esempio la Spagna, i cui politici non sono così propensi ad inchinarsi a baciare l’anello, subito si lamentano e straparlano di ‘indottrinamento laico e statolatria’. Magari esistesse la statolatria, in Italia. Invece crescono in maniera impressionante gli idolatri che s’inchinano alle statue dei Santi e dei Premier.
Si compiacciono del potere che hanno sui nostri politici, sanno quanti voti possono spostarsi solo a un loro cenno. Questa è politica, e non ha altri nomi. Ma ci rassicurano dichiarando alla stampa che la separazione del potere spirituale da quello temporale è ‘una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l’adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli’. Come fanno a farlo coincidere con il pensiero di chi disse ‘Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio’, lo sa solo quest’ultimo. Ma d’altronde anche questa stessa frase dell’Uomo che morì sulla croce è stata stravolta e usata da tempo immemorabile da chi si è autonominato suo successore, al solo scopo di giustificare e legittimare il potere temporale della Chiesa.
Spostano l’elettorato, hanno banche, molto denaro, proprietà ovunque. Insomma sono potenti, molto più potenti dell’Uomo che morì sulla croce. Lui parlava degli umili, dei sofferenti, dei poveri, degli emarginati. Loro la sofferenza la alimentano.
Guardate la povera Eluana Englaro, sulla quale questi signori e i loro servitori al Governo hanno inscenato il più ipocrita e volgare dei teatrini. Povera ragazza, che ha sofferto ininterrottamente per 17 anni perché in Italia non ci meritiamo una legge laica sul testamento biologico, e povero suo padre, invecchiato a guardare la figlia morire di una morte che non la si augurerebbe neanche al peggiore dei nemici. Giovanni Paolo II stesso rifiutò l’accanimento terapeutico, ma secondo i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non era giusto che la stessa cosa venisse fatta a quella povera ragazza. Ma c’era da creare divisione e scompiglio.
Un po’ per rafforzare l’ala cattolica, che se non fosse per i massimalisti più integerrimi si starebbe ammosciando non poco, dato che questo Papa sta facendo record negativi di afflusso agli incontri pubblici sia in Vaticano che a Castelgandolfo, e quindi è a loro che bisogna puntare; un po’ per sfruttare un bell’argomento di sicura presa di chi non la pensa come il Premier, che agiti i suoi oppositori a qualsiasi livello, così che li si possa indicare chiaramente per quello che sono. Ma anche e soprattutto una bella occasione per sfidare il Presidente della Repubblica e la Costituzione con un Decreto totalmente irrispettoso della dignità umana, partorito alla bell’e meglio, che il Presidente non avrebbe mai firmato. Un decreto anticostituzionale. Un bell’appiglio per provare per l’ennesima volta a cambiare la Costituzione Italiana con l’appoggio dei tanti italiani difensori della vita. Gente disposta a uccidere, pur di difendere la vita.
Ma chi se ne frega dei diritti civili, qui c’è la crisi, dobbiamo pensare a sopravvivere.
A proposito, fra un po’ la legge sul biotestamento l’avremo. Pare che i nostri voleri non conteranno niente e che la scelta se effettuare accanimento terapeutico o no sarà in mano al medico. Con le percentuali bulgare di obiettori di coscienza che abbiamo in Italia, quanti dottori credete che faranno ciò che non è gradito ai seguaci dell’Uomo che morì sulla croce?
Lo scopriremo solo soffrendo.

Io non c'entro

Io non c'entro

Dicevamo dei seguaci dell’Uomo che morì sulla croce, dicevamo di quanto sono potenti.
Potremmo dire che sono più potenti dei politici, dato che l’ultima parola è sempre la loro. I politici passano, loro restano. Da 2000 anni, sono sempre là. Quando non hanno potuto più comandare in prima persona, hanno comandato tramite i politici a loro asserviti. Portandoli pure in giro.
Ieri Gianfranco Fini ha detto che ‘quando si impone per legge un concetto siamo più vicini ad uno Stato etico che laico’. Oggi la Conferenza Episcopale gli ha ricordato che ‘non ha simpatia per nessuno Stato etico, che esiste dove c’è costrizione, e non mi sembra questo il caso’. Verissimo: la Chiesa non ha mai interferito con la politica in Italia, meno che mai negli ultimi anni. La stesura della Legge sulle staminali, della Legge sulla procreazione assistita e di quella sul biotestamento non hanno affatto seguito le direttive del Vaticano. E io ho la barba.
E poi ve lo ricordate quando, a fine dicembre, il Vaticano decise che non avrebbe più rispettato le Leggi italiane? Si sono accorti che le norme italiane, che dal 1929 venivano recepite automaticamente anche in Vaticano, non vanno d’accordo con ‘l’immutabilità dei concetti e dei valori’ vigente a San Pietro.
Quanti di voi hanno sperato che i prelati ricominciassero a pagare l’ICI si calmino: quella legge lì è perfettamente in linea coi loro valori.
Lo è di meno la vita degli omosessuali, da sempre nella Storia monoteista occidentale perseguitati tra i perseguitati. Quando il presidente di turno dell’Unione Europea ha proposto una moratoria di depenalizzazione universale dell’omosessualità, questa è stata accettata da tutti i 27 paesi dell’Unione. Solo il Vaticano ha detto di no.
Ancora oggi, in pieno XXI secolo, non si contano i paesi del mondo dove avere un diverso orientamento sessuale equivalga a sanzioni, carcere, lavori forzati, tortura e pena capitale. Scorrete la lista e ci troverete Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia, India, Pakistan, Birmania, Guyana, Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados, Guinea Bissau, Angola, Mozambico, Malawi, Maldive, Malesia.
Immaginate come si sono fregati le mani in questi e in altri posti: ‘l’ha detto anche il Papa dei cristiani, hai visto che abbiamo ragione?’. È così difficile capire che un gesto del genere ha di fatto legittimato le atrocità sessiste che si compiono ogni giorno sotto i cieli di tutte quelle nazioni sfortunate?
Ma i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non demordono. Loro hanno la vita come valore primario, e la difendono. Tranne quando l’orientamento sessuale della vita da difendere non è (pubblicamente) conforme alle loro idee. Non credo che quando Cristo parlava di umili e di emarginati facesse di queste distinzioni, ma forse sono io che sbaglio. Si sa, non c’è nessun dogma che affermi che la Valenti è infallibile.

Io non c'entro

Io non c'entro

Un dubbio si insinua: alimentare la sofferenza è una operazione di marketing per acquisire clientela? Qualcuno dica loro che hanno sbagliato strategia, che questa li porta dritti verso l’integralismo.
Ma vogliamo parlare dei vescovi scismatici della Fraternità Sacerdotale San Pio X? Questi pii signori sono scomunicati da più di vent’anni, poverini. Ma sono a favore della Chiesa preconciliare, della Messa in latino e di altre anticaglie, per cui l’Uomo vestito di bianco, che per queste cose ha un debole, ha pensato di revocare loro la scomunica con la speranza di giungere ‘al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione’.
Il problema è che questi vescovi scismatici, tra le anticaglie alle quali sono affezionati, hanno anche uno spiccato antisemitismo. Famosa è la dichiarazione di uno dei tre alla TV Svedese, tale vescovo Williamson: ‘Io credo che le prove storiche siano fortemente in contrasto con l’idea che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere a gas, a seguito di un’indicazione di Adolf Hitler. Io credo che non siano esistite le camere a gas’.
Come al solito, per rammendare un buchino si è strappato tutto il vestito. Tutto il mondo civile si è sollevato in un coro di proteste contro il colpo di genio del Santo Padre. Come al solito, anni di sforzi e di sacrifici sono stati buttati al vento.
Ma mi dite chi non capirebbe che togliere la scomunica a questa gente nostalgica della superiorità della razza e di tutto l’armamentario necrofilo del peggio del secolo scorso equivale a legittimare tutto questo? Giusto un uomo che preferisce un cattivo eterosessuale vivo a un innocente omosessuale morto, una madre morta e un orfano in pasto ai lupi a una madre viva in grado di poter generare ancora, una bimba con in braccio un bebè che non è cicciobello.
‘È inspiegabile che il Papa si preoccupi più dei lefebvriani che di un miliardo di cattolici’, ha dichiarato il teologo Hans Küng. Ma Küng non lo ascoltano neanche, a Roma. Figurarsi se danno peso a uno che disse di non credere nell’autorità papale.
Sia come sia, anche questo seme ha dato i suoi frutti. Non credo che il TG5 abbia mostrato al popolo bue che vuole essere fregato sì, ma dai suoi connazionali, la sfilata che Forza Nuova ha tenuto a Bergamo qualche settimana fa.
Non è bello mostrare gente armata di spranghe che sfila indisturbata per la città facendo il saluto romano e gridando ‘Sieg heil’, non è bello vedere un prete benedire questi pacifici angioletti ricambiando il saluto a braccio teso, non è bello vedere le forze dell’ordine non muovere un dito per impedire una manifestazione non autorizzata e comunque illegale per concentrare i loro sforzi unicamente contro chi protesta per un tale scandalo. Non è bello vederlo e non lo vedrete mai. Un po’ perché TG5 proprio non c’era, e un po’ perché i pochi reporter che erano lì, rigorosamente indipendenti, è già tanto che siano riusciti a scattare qualche foto e girare qualche spezzone. Un cameraman è stato pure malmenato e la sua attrezzatura è stata distrutta assieme al materiale girato.
E no, non c’era neanche Striscia la Notizia. Loro sono troppo impegnati a mostrarci il mandriano di Castelliri che litiga con i compaesani.
Per la cronaca, il prete di cui sopra si chiama Don Giulio Tam, ha celebrato molte messe sul sepolcro del Duce, è lefebvriano anche lui e Forza Nuova lo onorerà pure con la candidatura a Sindaco di Bologna.
I suoi amici dicono di lui: ‘Venne ordinato prete da uno dei vescovi lefreviani scomunicati da Woityla, ma le ordinazioni fatte da loro non vennero invalidate. In ogni caso la pronuncia di papa Ratzinger ha annullato quella scomunica’.
E bravo Joseph, bel lavoro.

Io non c'entro

Io non c'entro

Ma andiamo avanti.
Le ultime in ordine di tempo sono di qualche giorno fa e come al solito hanno scandalizzato tutto il mondo tranne i soliti servi della politica italiana, tutti uniti in un assordante silenzio.
L’Uomo vestito di bianco ha parlato a ministri e personalità dell’Angola riuniti e ha detto ‘Quanto amara è l’ironia di coloro che promuovono l’aborto tra le cure della salute materna’.
Sappiamo che l’aborto è previsto dai programmi di salute riproduttiva approvati dall’Organizzazione per l’Unità Africana sostenuti dall’ONU e sappiamo che al Papa l’aborto non piace. Niente di nuovo, quindi.
Ora immaginate il turbinare dei pensieri nelle menti di tutte quelle eminenti personalità, la ricchissima aristocrazia angolese vestita a festa, appena uscita dagli appartamenti galattici sulla cima dei grattacieli enormi che svettano sul 62 % del resto della popolazione che vive nelle baraccopoli senza fogne né acqua da bere, che si spezza la schiena e muore nelle miniere di diamanti e nei siti petroliferi. Tutti questi ricconi perfettamente d’accordo con l’Uomo in bianco: più aborto, meno manodopera. Come se non bastasse essere al secondo posto nella classifica mondiale della mortalità infantile per colera a toglierci manovalanza.
Ma alla fine, si sa, la storia è sempre la stessa: noi donne siamo tutte mignotte assatanate, vogliamo solo fare sesso e sbarazzarci al più presto degli inconvenienti. Mica siamo esseri umani civili e ben formati come i maschietti, prede indifese della nostra sessualità vampira. Non mi invento niente, l’ha detto l’Arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois non molto tempo fa: ‘La cosa più difficile è avere donne che siano formate. L’essenziale non è indossare una gonna, è avere qualcosa nella testa’.
Lo sa bene Monsiglor Josè Cardoso Sobrunho, che per difendere la vita dei due feti gemelli nel povero pancino di una bimba di 9 anni stuprata ripetutamente dal suo patrigno, ha scomunicato i medici che hanno autorizzato la pratica di aborto farmaceutico su di lei. Sobrunho ha specificato che la condanna è diretta ai medici e non alla bambina, la cui vita spezzata evidentemente ha meno valore dei feti che porta in grembo.
Alle accuse di estremismo radicale che da più parti si sono sollevate, il Monsignore non si è scomposto e ha risposto che ‘l’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia’. La stessa frase che usano con tutte le altre donne più o meno formate e più o meno mignotte.
La seconda storiella sul Papa in Africa la sanno pure i sassi: quell’Uomo vestito di bianco, là dove si muore di AIDS molte più volte di quanto qui cambiamo il cellulare, ha detto che l’epidemia ‘non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi’.
Io non capisco davvero. Perché tanto amore per sperma, feti ed embrioni e tanto disinteresse per le sofferenze delle donne con gravidanze problematiche che vengono costrette a rischiare la pelle o per mano della mammana o durante il parto, o per 28 milioni di persone che soffrono atrocemente e muoiono di AIDS.
I profilattici ‘aumentano i problemi’. Pensate all’effetto tremendo di queste parole sui poveri abitanti dell’Africa cristianizzata, che credono ciecamente all’Uomo vestito di bianco, pensate a quanti danni terribili queste parole possono portare, pensate che botta tremenda a decenni di sofferte politiche sanitarie pubbliche.
Soffrono e muoiono come mosche e, come dice una mia amica, devono pure astenersi e guardarsi l’un l’altro morire.
I profilattici salvano la vita, tanto in Africa quanto in Europa. L’ossessione insensata della Chiesa per i genitali va avanti da 2000 anni, non ha ottenuto nessun risultato e ancora i prelati non hanno capito che l’essere umano è fatto così e così (eppure molti di loro lo sanno bene!) e non c’è niente da fare.
Quanto male ha portato nel mondo l’ossessione sessuofoba della cultura cattolica e delle sue cugine vicine e lontane? Quante energie sprecate che invece avrebbero potuto essere dirette altrove? E non parlo di speculazione edilizia.
Tutto il mondo civile s’è sollevato contro una baggianata del genere, Francia e Germania in primis. La CEI subito si è issata a difesa dell’Uomo vestito di bianco e per bocca del Cardinal Bagnasco ha dichiarato: ‘Non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso’.
Altrimenti ci arrabbiamo.

Articoli:
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/contro-spagna/contro-spagna.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/visita-ambasciata-italia/visita-ambasciata-italia.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/meno-audience/meno-audience.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/leggi-italiane/leggi-italiane.html
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/testamento-bio-2/medici-cattaneo/medici-cattaneo.html
http://www.asca.it/news-TESTAMENTO_BIOLOGICO__DDL_AL_PIT-STOP__ALLA_CAMERA_SARA__SFIDA_APERTA-819342-ORA-.html
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=112766
http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_sulla_remissione_della_scomunica_al_vescovo_Richard_Williamson
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/scheda-omossessualita/scheda-omossessualita.html
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42177girata.asp
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/no-aborto-nei-piani/no-aborto-nei-piani.html
http://www.uaar.it/news/2009/03/09/arcivescovo-parigi-vince-premio-macho-anno/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/17/forza-nuova-schiera-la-tonaca-nera.html
http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=3626:il-prete-che-sfila-con-i-fascisti-di-forza-nuova&catid=37:politica-interna&Itemid=154
http://www.youreporter.it/search.php?q=Bergamo+%3A+corteo+Forza+Nuova&x=28&y=12
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/il-tabu-del-pontefice.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/benedetto-xvi-sbarca-in-africa-contro.html

Porta via

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C’è un movimento, in Italia, al quale piace definirsi ‘politico’. Si chiama Militia Christi, la Milizia di Cristo.
Non si capisce per quale motivo ci dovrebbe essere una milizia, seppur metaforica, in nome dell’Uomo che chiese a chi lo seguiva di amare i nemici, di porgere l’altra guancia, di essere misericordiosi e che consigliò loro ‘Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato’.
Ricordiamo la Militia Christi per i manifesti con cui va sporcando i muri chiedendo pulizia, e la ricordiamo l’anno scorso protestare sdegnosa presso lo Yad Vashem, il memoriale ufficiale di Israele delle vittime ebree dell’olocausto, per una didascalia che presentava come ‘ambigua’ la posizione di Papa Pio XII durante i massacri dell’ultimo conflitto mondiale. La didascalia era forse eccessiva e ingrata, ma come la mettiamo con il dato oramai oggettivo delle centinaia di criminali di guerra nazisti che sono fuggiti in America meridionale grazie all’appoggio del Vaticano? Ma non è di questo che volevo parlare.
Questo ‘movimento politico’, che rifiuta l’Europa perché la considera un’entità fittizia ‘forzatamente creata a tavolino da potenti lobbies anticristiane’, si è molto rallegrata ieri, in occasione del CXXXVIII anniversario della breccia di Porta Pia, per l’intervento di Antonino Torre, consigliere comunale per la Lista civica per Alemanno eletto con il minimo dei voti e uomo dai conclamati valori cristiani, famoso per non tollerare una città ‘sollazzata periodicamente da Notti bianche, festival cinematografici e giornate ludiche’.
Il consigliere Antonino Torre, presenti come da tradizione le rappresentanze del Comune, della Provincia e della Regione, ha dedicato tutto il suo intervento al ricordo e alla stesura dell’elenco dei soldati pontifici caduti in difesa del potere temporale papale, naturalmente omettendo di dire che erano per la stragrande maggioranza mercenari stranieri. Agli esponenti laici presenti, ovviamente, è stato impedito di parlare.

I Savoia e i loro sgherri sono stati e sono insopportabili. Per conquistare il Regno delle Due Sicilie hanno mosso mezzo mondo, dagli inglesi ai repubblicani estremisti; per conquistare il Regno del Papa hanno addirittura inciuciato con Napoleone III.
Insomma, hanno attuato una politica espansionista giocando in modo molto sporco alla fine della quale hanno usato la scusante dell’Italia Unita, ma se c’è qualcosa che mi sento di sottoscrivere è il ‘Libera Chiesa in libero Stato’ che il Conte di Cavour non ebbe il tempo di attuare.
Al Papa la libertà dell’esercizio spirituale e allo Stato il potere temporale, così pensava Camillo. Ma morì prima di poterlo attuare completamente, e poi non è così facile mettersi contro chi, perso il Regno, aveva ancora molta influenza sulle anime.
Ma torniamo ad oggi, nei giorni in cui la moda del revisionismo storico non conosce confini. L’eco degli infelici interventi di simpatie per il ventennio del sindaco Alemanno e del Ministro La Russa ancora non si è spento che già c’è chi con il revisionismo si spinge ben oltre il ventennio e addirittura rimpiange il Papa Re, vicario di un Cristo che disse ‘Il mio regno non è di questo mondo’.

Articoli:
http://www.zenit.org/article-9031?l=italian
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/esteri/nunzio-protesta/nunzio-protesta/nunzio-protesta.html
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=251764
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31405&sez=HOME_ROMA
http://www.uaar.it/news/2008/09/20/settembre-roma-radici-cristiane-antonino-torre/
http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1330&Itemid=1

Papa Pio IX benedice le truppe pontificie alla vigilia della presa di Roma.

Papa Pio IX benedice le truppe pontificie alla vigilia della presa di Roma.

Sono come tu mi vuoi.

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L’associazione ebraica Keren Hayesod di Parigi ha conferito il premio ‘Personalità dell’anno’ al Premier italiano Silvio Berlusconi.
Emozionato, Silvio ha improvvisato un discorso di ringraziamento, puntando l’attenzione sulla follia di chi, magari soltanto per ragioni politiche interne, vorrebbe cancellare una civiltà dalla carta geografica.
‘Queste sono cose a cui noi dobbiamo dare il senso che hanno e non crediamo siano reali. Però già una volta c’era un tal signore che all’inizio sembrava un democratico e che poi ha fatto quel che ha fatto e voi purtroppo sapete a chi mi riferisco’, ha detto.
Non gli riesce proprio di parlare di altri che non siano lui.

http://www.corriere.it/politica/08_settembre_16/berlusconi_israele_prigi_20446b16-83ee-11dd-8a6a-00144f02aabc.shtml

Entra in vigore l’Ordinanza 242 del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, quello nostalgico di tutto tranne che delle leggi razziali. L’Ordinanza anti-prostituzione è pienamente in linea con il pensiero del Ministro Mara Carfagna, quella che per farsi strada si è spogliata e poi non sopporta la vista di chi usa il proprio corpo per farsi strada.
La filosofia di base dell’ordinanza è quella di accanirsi contro le prostitute e contro i clienti e lasciar stare le organizzazioni criminali, in modo da chiarire bene chi sta da una parte e chi sta dall’altra.
Sono già scattate le prime multe in ottemperanza all’Ordinanza: ieri un signore è stato fermato e multato dai vigili in Via Longoni mentre trattava con un transessuale.
Il signore, che in qualità di primo multato è stato come di prassi intervistato, ha dichiarato che ritiene il provvedimento utile, ma che di sicuro non voterà più Alemanno.
L’ordinanza funziona. La prostituzione accusa le prime sconfitte.

http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_16/roma_psrotuzione_trans_multato_b5fbf8be-8410-11dd-8a6a-00144f02aabc.shtml

È polemica per il capoverso dell’Ordinanza 242 del Sindaco Alemanno che vieta di ‘assumere atteggiamenti e comportamenti e di indossare abbigliamenti, che manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio’. Avanza a grandi passi nella società italiana, nostalgica di pruderie di altri tempi, l’idea che chi indossa abiti succinti lo faccia per provocare sessualmente l’altro sesso.
Per cui, basta abiti sconvenienti nella vita di tutti i giorni.
Vestiremo il burka guardando agitarsi le veline seminude in TV.

http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_17/caos_multe_prostitute_alemanno_fdcb01a4-8478-11dd-be21-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

Written by nevevalenti

17 settembre 2008 at 9:55 am

E come potevamo noi cantare

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La notte tra l’11 e il 12 Agosto 1944 le truppe tedesche del Secondo Battaglione, 35° reggimento, 16te SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS, guidati da italiani del luogo che bene conoscevano i sentieri, circondano il piccolo paese di Sant’Anna, frazione del Comune di Stazzema, Lucca.
Rastrellando indiscriminatamente tutta la popolazione che incontrano, la portano in una località detta la Vaccareccia, la chiudono in tre stalle, piazzano una mitragliatrice e falciano tutti, poi gettano bombe a mano nell’edificio per completare l’opera; altri abitanti del piccolo centro, delle frazioni di Vinci e del Pero vengono radunati nella Piazza del paese insieme a tutti gli sfollati rifugiati, fatti inginocchiare e massacrati, mentre tutti gli edifici vengono incendiati. I loro cadaveri sono accatastati e dati alle fiamme mentre tra quegli assassini c’è chi canta e suona la fisarmonica.
Poi i tedeschi scendono verso i borghi di Coletti e Mulini e anche lì compiono la stessa tremenda operazione.
560 vittime nel giro di una mattinata. Uomini e donne, anche incinte, vecchi, 150 bambini sotto i 14 anni.
Alla fine tornano a valle, a Valdicastello, uccidono i loro portatori italiani e rastrellano il paese.
Questo è stato il risultato di una vera e propria strategia terroristica, decisa dalle autorità tedesche e pianificata fino al minimo dettaglio, che è continuata seminando morte nei modi più atroci a Fivizzano, Valla, Bardine e Vinca, San Terenzo, Pioppetti di Montemagno, Bergiola, Forno, Marzabotto, ecc. ecc.
Il Procuratore Militare Marco de Paolis, che tanto ha lavorato per fare luce sulle stragi naziste e sui loro esecutori, ha detto: ‘Da magistrato che ha indagato su quell’eccidio dico solo che non fu una rappresaglia. I soldati nazisti massacrarono uomini, donne e bambini e fu un atto di terrorismo, pianificato e studiato nei minimi particolari. Deciso dai vertici del comando tedesco come politica del terrore per dissuadere i cittadini ad aiutare i partigiani’.
Ma in Italia è destino che non si parli più della barbarie nazifascista, perché la Storia ci ha donato un grande imprenditore che 15 anni fa decise di darsi alla politica per salvarsi dall’uragano Tangentopoli, schierandosi a destra solo perché non aveva spazi altrove, dando inizio a una campagna di odio verso la sinistra che ha fatto rialzare la testa alle frange di irriducibili nostalgici e a un gioco perverso di gara sulla conta dei morti, fatto sulla pelle di chi nella barbarie morì e soffrì.
Ma d’altronde, c’è da dire, l’Italia è sempre il paese dove nessuno paga. Da noi non c’è mai stata tanta premura da parte delle istituzioni di punire chi si rese responsabile di azioni tanto efferate. In Italia non c’è stato alcun Processo di Norimberga e al suo posto abbiamo invece l’Armadio della Vergogna, rinvenuto nel 1994 in uno sgabuzzino di Palazzo Cesi a Roma, contenente una serie infinita di fascicoli sui crimini e i criminali di guerra in Italia, che fu occultato subito dopo la guerra.
Poi a peggiorare le cose sono venuti Arturo Parisi e Clemente Mastella prima e Angelino Alfano e Ignazio Benito Maria La Russa poi, che nella foga di chiudere quanti più Tribunali Militari possibili hanno incluso nella lista anche quello di La Spezia. Chiudere un Ufficio dove si fa un processo l’anno contro un soldato reo di avere attraversato il piazzale della caserma senza basco è una cosa giustissima, ma chiudere La Spezia significa mettere a tacere di nuovo, per un’altra eternità, la verità storica sulle stragi nazifasciste, negare almeno una parvenza di giustizia storica a chi di quelle stragi fu vittima.
Ma tutto fa brodo nell’Italia di inizio XXI Secolo. I pochi testimoni e superstiti sono anziani, scompariranno e poi nessuno si ricorderà di niente e finalmente questi signori che ci comandano potranno togliere quell’odioso prefisso dalla parola ‘postfascista’.

È in questo quadro generale che il regista afroamericano Spike Lee sta girando o ha finito di girare, proprio a Sant’Anna di Stazzema, il suo ultimo film intitolato ‘Miracolo a Sant’Anna’, basato sull’omonimo romanzo di James McBride e incentrato sulle vicende di alcuni soldati afroamericani della 92ª Divisione Buffalo.
Giorgio Giannelli, storico, giornalista, ex parlamentare, ha detto ‘Mi metto in ginocchio e chiedo a Spike di tagliare tre metri del suo film. La strage di Sant’Anna non è un romanzo, fu una tragedia che appartiene alla storia. E un episodio inventato può stravolgere la storia. Il film avrà una risonanza mondiale. Allora tremo a sapere che da Tokyo a New York, da Mosca a Nuova Delhi sia raccontata una storia falsa. La nostra.’
La scena in questione mostra un ufficiale nazista che chiede al Parroco di Farnocchia, don Innocenzo Lazzeri, che sarà massacrato, dove si trovi il partigiano (immaginario) Papalla e se ci siano altri partigiani nascosti tra le montagne.
Il problema è che la propaganda dei postfascisti, fin da subito, per addolcire la vergognosa posizione dei loro ex amici nazisti, ha sostenuto che le SS non avevano piani di terrorismo indiscriminato bensì erano alla ricerca di partigiani. Cavillo incomprensibile ai più, ma che cambia la posizione di chi ha eseguito l’atto e dei committenti di fronte alla Legge. La strage indiscriminata diverrebbe rappresaglia ai sensi del Bandenbefehl di Kesselring, una amara sottigliezza che trasformerebbe i terroristi in soldati senza responsabilità.
Paolo Pezzino, storico, Consigliere del PM del Tribunale Militare di La Spezia, che già ebbe a convenire con De Paolis che l’eccidio di Sant’Anna fu ‘un’azione terroristica contro i civili preventivata dai nazisti per ripulire un territorio dalle infestazioni partigiane, senza che alcun episodio precedente li avesse spinti a intervenire’, è stato tirato in ballo nella faccenda del film e ha negato di essere il consulente storico di Spike Lee.
A questo proposito ha detto ‘contestare la libertà poetica di un regista, che sta facendo un film e non un documentario e potrebbe anche avere bisogno di introdurre qualche particolare, come la ricerca di un partigiano, semplicemente per drammatizzare la sua storia, non per una presunta intenzione revisionista’, concludendo però con la seguente stonatissima nota: ‘cerchiamo di non esportare polemiche provinciali’.
Ora posso comprendere che a Pezzino, uomo che tantissimo ha dato per fare luce su verità nascoste per decenni, essere accusato di revisionismo possa far male. Posso comprendere anche le ragioni artistiche di Spike Lee di ‘avere bisogno di introdurre qualche particolare, come la ricerca di un partigiano, semplicemente per drammatizzare la sua storia’.
Però bisogna ricordarsi che siamo nell’Italia postfascista, che i revisionisti spuntano come funghi e lavorano alacremente e con molte più risorse di chi vuole mantenere il ricordo e svelare le verità. Siamo nell’Italia postfascista e si è fatto tanto per diffondere l’ignoranza, perché all’ignoranza puoi propinare programmi che iniziano con una sigletta con la scritta ‘Storie Italiane’ e poi, di seguito, ‘Il sangue e la rosa’ (dove manca solo Amedeo Nazzari); all’ignoranza si può dire che la Seconda Guerra Mondiale è stato un conflitto come gli altri, del tutto normale, senza cattivi né buoni, senza capire da chi ci hanno liberato i liberatori, una cosa astratta, tranne per il dettaglio nitido dei feroci Comunisti che invece massacravano senza pietà né motivo la gente nelle foibe.
A cosa serve ricordare le foibe se ci dimentichiamo del resto? Tutte le barbarie vanno condannate. Condannarne una sola è ipocrita e strumentale.
Queste polemiche così accese non sono ‘polemiche provinciali’. Vogliono dire che la gente che ragiona sa che il film manterrà la memoria collettiva del fatto più delle parole dei superstiti, ormai anziani, o delle ANPI sempre più malridotte a causa dei continui tagli di fondi alle quali sono sottoposte. La gente che ragiona sa che nell’Italia del XXI Secolo ogni venticello è un pretesto per rimettere in discussione un argomento e sa di vivere in una società dominata dall’ignoranza in cui le immagini contano più delle parole, in cui tutti hanno fretta e tutto quel che non si vede è lontano. Io stessa ho visto ‘news’ come quella che potete leggere qui sotto, dove nella stringatezza di raccontare il massacro al lettore che non sa, si dà per scontato che i nazisti cercassero un partigiano.
Queste non sono ‘polemiche provinciali’, questa è vita reale. Qui le ragioni artistiche non contano niente.
Aspettiamo il film, sperando che almeno Spike Lee l’abbia capito.

Eccidio di Sant’Anna di Stazzema:
http://www.vittimeinnocenti.altervista.org/pag2.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Sant’Anna_di_Stazzema
http://www.repubblica.it/online/cronaca/santanna/santanna/santanna.html
http://www.romacivica.net/anpiroma/dossier/Dossier3.htm
http://www.romacivica.net/anpiroma/dossier/Dossier3a.htm
http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/1944-Strage-di-Sant-Anna-di-Stazzema.-La-Cassazione-conferma-gli-ergastoli.html
http://ius.regione.toscana.it/memorie_del_900/eccidi_nazifascisti/doc_fonti/archivio_fotografico.shtml
http://www.rai.it/accessibile/news/articolornews24/0,9219,4160249,00.html
http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=5064&IDCategoria=210

L’Armadio della Vergogna:
http://www.eccidi1943-44.toscana.it/stampa/espresso_011109/armadio_della_vergogna.htm
http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=58370&Itemid=2
http://www.corriere.it/politica/08_giugno_01/tribunali_militari_proroga_2162c88c-2faf-11dd-a286-00144f02aabc.shtml

Spike Lee e il film:
http://www.esserecomunisti.toscana.it/?p=236
http://primapagina.regione.toscana.it/indew.php?codice=24549
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/spike-stazzema/spike-stazzema/spike-stazzema.html
http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/nuovo-spike-lee/nuovo-spike-lee/nuovo-spike-lee.html
http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_06/santanna_stazzema_spike_lee_gasperetti_partigiani.shtml
http://www.parcapuane.it/test_anpi/Spike%20Lee/21_24_26_%20Quel%20film%20romanzato%20non%20deve%20essere%20difeso.pdf
http://151.11.56.202/test_anpi/Spike%20Lee/79_%20Il%20film%20di%20Spike%20Lee%20finir%C3%A0%20in%20tribunale.pdf
http://www.contattoradio.it/dettaglio_news.asp?Id=1755

Come fu e come non fu

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Chi muore e dar non sa di gloria un segno / alle future età, di fama è indegno.

‘Dobbiamo lottare contro questo stato fascista’ disse Umberto Bossi, il colorito Ministro delle Riforme dell’attuale Governo Berlusconi. Ma con chi ce l’aveva il Senatùr, dato che al governo c’è lui?
‘Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista’ disse Umberto Bossi. E continuavo a non capire con chi ce l’avesse. Forse con se stesso, dato che è lui oggi quello che sta stravaccato a Roma Ladrona e non disdegna il lauto stipendio e i privilegi che il centralismo gli passa.
‘Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola’ disse Umberto Bossi, e mi chiesi come mai tra i tanti argomenti di cui la sua raffinatissima cultura poteva occuparsi, tirava fuori proprio la scuola. Poi pensai subito alla scuola fascista della Riforma Gentile e scacciai via il dubbio.
‘Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord’ disse Umberto Bossi. Nessuno che si chieda dove siano mai gli insegnanti del Nord. Certo è in linea con le stupidaggini di partito dire che vengono calpestati da quelli del Sud, ma la verità è che di insegnanti del Nord ce ne sono molto pochi. Quelli del Nord non vanno a farsi umiliare giorno per giorno da Presidi e alunni per uno stipendio da fame. Quelli del Nord devono vincere, lavorare, produrre, tirare i sassi dal cavalcavia.
‘Il problema della scuola è molto sentito perchè tocca tutte le famiglie. La Padania ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini la insegnamo fin da quando nascono, insegnamo loro che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati’ disse Umberto Bossi. Questa era una palese captatio benevolentiæ. Dove voleva arrivare il Senatùr?
‘Tutto quello che dico è la verità. Un nostro ragazzo è stato bastonato agli esami perchè aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo’ disse Umberto Bossi. Eccoci, siamo al dunque. Il ‘ragazzo’ in questione è suo figlio Renzo, bocciato dall’incorruttibile commissione di maturità del Liceo Bentivoglio di Tradate (VA). E non era neanche la prima bocciatura.
Ecco l’uomo Umberto Bossi è venuto allo scoperto, la montagna ha partorito il topolino. Tanti discorsi roboanti, i soliti scandalosi discorsi che un uomo di Governo non dovrebbe fare, per coprire una magagna personale e farla passare come una ingiustizia.
Il Senatùr non sa o non ricorda, oppure tace, che la tesina è solo una parte dell’esame di maturità, che ci sono scritti e orali e che per far sì che quella (coraggiosa) Commissione bocciasse il figlio di un Ministro della Repubblica Italiana, quel ‘ragazzo’ doveva avere raggiunto un punteggio veramente basso.
Ecco com’è la scuola oggi: quando un ‘ragazzo’ non studia è solo colpa dei professori. Se lo dice a chiare lettere anche il Ministro Bossi, perché non dovrebbe essere altrimenti?
La parlamentare leghista Paola Goisis, della Commissione Cultura della Camera, dopo l’arringa del Ministro non poteva essere da meno, e qui di seguito voglio fare un breve sunto delle perle da lei inanellate, affinché la Storia le ricordi.
‘Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima’, disse la parlamentare. Lo studente medio, prendete me 10 anni fa, risponderebbe che i re di Roma erano sette e i Dogi di Venezia sono stati 120, che c’è una bella differenza nel ricordare sette personaggi da leggenda e dedicargli mezza lezione e ricordarne una lista interminabile nella quale solo una decina ha fatto qualcosa di davvero notevole.
La Goisis risponderebbe che negli Stati Uniti i ragazzi conoscono i nomi di tutti i Presidenti, lo si vede in tutti i films. Solo i nomi, però, risponderei io. Per quel che serve.
‘Dopo trent’anni di scuola di sinistra, di esami di sinistra, di professori di sinistra, di presidi di sinistra i nostri ragazzi sono disorientati. I nostri studenti hanno bisogno di essere guidati da uno come Umberto Bossi.’, disse la Goisis. Ma se si vuole purgare la scuola dai frutti del garantismo insolente del passato, come si può contemporaneamente voler continuare a fruirne, come il Senatùr ha chiaramente espresso? E poi, alla fine, gli studenti hanno veramente bisogno di essere guidati dal Senatùr?
‘Non è possibile che vengano professori da ogni parte a togliere il lavoro agli insegnanti del Nord. Loro vogliono sentir parlare solo di Pirandello e Sciascia e non di un federalista come Carlo Cattaneo’, disse la Goisis. Questa è la perla più brillante di tutte. Fedele al suo capo, la parlamentare ribadiva il terribile torto subito dall’eroico ‘ragazzo’ da parte dei professori Comunisti del Sud e innalzava il Cattaneo sopra a tutti gli altri. Come a dire che ognuno glorifica ciò che ha, o come a dire che essere promossi solo per conoscere Sciascia e essere promossi per conoscere solo Cattaneo non sia analogamente idiota.
Ma non era finita, non poteva finire così.

S’ode a destra uno squillo di tromba, / a sinistra risponde uno squillo.

Nel Sud alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana’, partiva all’attacco il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, e rincarava ‘in Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti’, quegli insegnanti che poi avranno classi di 30 o 35 ragazzi e dovranno insegnare con i test, con le caselline del sì e del no, circondati dal disprezzo totale degli alunni e dei loro genitori.
La cosa bella degli intolleranti italiani di inizio XXI Secolo è che non si ricordano, loro del Nord, che è stato proprio uno staterello del Nord a annettersi il Sud più per forza che per amore. Cosa aveva 150 anni fa che li attirava tanto e perché oggi non ce l’ha più?
Tra le tante risposte giustamente indignate che la Ministra ha ricevuto, voglio ricordare quella di Piergiuseppe Manicone che ho letto su Repubblica: ‘Bisognerebbe che questa signora venisse costretta ogni anno a cambiare sede, a ricominciare da capo con alunni e colleghi nuovi con la spada di Damocle di una riconferma che è in forse ad ogni inizio di anno scolastico. Bisognerebbe che la nostra signora, si confrontasse ogni giorno con situazioni familiari impensabili, in un contesto sociale disagiato, in periferie ghetto’.
Queste cose a Roma, città ladrona o riverita Sede del Governo a seconda dei casi, non le sanno. E pensano di risolverle operando un taglio di 85 mila docenti sul personale, riducendo l’orario delle lezioni, ampliando le classi a dismisura e inserendo un ‘maestro unico’ a fare il quadruplo di quello che facevano i loro corrispettivi di 40 anni fa, togliendo 10 mila insegnanti di sostegno per i disabili.
Ma l’opinione pubblica non bada a queste cose, a loro basta che quei fannulloni di insegnanti stiano al loro posto e che ringrazino Dio di avere un lavoro sicuro che gli permette di stare in vacanza per metà dell’anno.
Per fare contenta la gente basta reintrodurre il voto di condotta senza ricordare che una volta si veniva bocciati con un sette e oggi bisogna arrivare a cinque; basta reintrodurre i grembiuli a scuola come ‘elemento di uguaglianza’, ma che siano griffati Armani; basta annunciare che i libri costeranno di meno ma dimenticare di dire che si dovrà comunque ricomprarli ogni anno anche se saranno sempre uguali.
Come dite? Che la Ministra ha chiesto scusa e quindi devo smetterla con queste polemiche?

Articoli:
http://www.corriere.it/politica/08_luglio_20/bossi_lega_dialogo_a29d8d36-5644-11dd-a206-00144f02aabc.shtml
http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_11/maturita_figlio_bossi_11681692-4f0f-11dd-932f-00144f02aabc.shtml
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/docenti-nord-sud/corsi-insegnanti-sud/corsi-insegnanti-sud.html
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/docenti-nord-sud/gelmini-smentisce/gelmini-smentisce.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/26/rivolta-contro-il-ministro-gelmini-non-siamo.html

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È possibile che Sabina Guzzanti e Beppe Grillo non conoscano Silvio Berlusconi, oppure che lo conoscano talmente bene da fare il suo gioco. Entrambe le supposizioni, alla luce di quanto è successo a piazza Navona, sono plausibili.
Non riesco a pensare che Sabina Guzzanti e Beppe Grillo non sappiano che Silvio Berlusconi ha in mano pressoché la totalità dei mass media italiani.
Non riesco a pensare che Sabina Guzzanti e Beppe Grillo non sapevano che qualsiasi cosa avessero detto, la potente macchina mediatica del dittatore dello stato libero di Bananas avrebbe trasformato una civile manifestazione democratica in una manifestazione di estremisti che sbraitano.
Non riesco a pensare che Sabina Guzzanti e Beppe Grillo non capiscano che in un momento come questo l’ultima cosa di cui c’è bisogno è un arrogante, stupido colpo di testa per affossare ancora di più l’unica opposizione reale che c’è oggi in Italia.
Un bel regalo a Berlusconi fatto da artisti che conoscono la televisione. Gente che dovrebbe conoscere Berlusconi meglio di quanto possano conoscerlo i politici, dato che il Cavaliere è prima di tutto uomo di televisione ed è in quel modo che frega le opposizioni e vince supportato dalla massa.

La TV, che è il mezzo con il quale la quasi totalità della gente si rapporta con il mondo, da due giorni ci sta martellando con immagini che mostrano che in piazza Navona c’erano soltanto Sabina Guzzanti e Beppe Grillo, e nient’altro è stato fatto e detto in quella piazza.
Non posso credere che non sapevano che sarebbe successo. Oppure sì.

Il trionfo della morte (XV secolo) nell'Oratorio dei Celestini a Clusone (BG).

Il trionfo della morte (XV secolo) nell'Oratorio dei Celestini a Clusone (BG).

Written by nevevalenti

10 luglio 2008 at 9:06 am