UN BLOG IN PIÙ NELLA RETE

Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Posts Tagged ‘libertà

Il coraggio di Giacomo Matteotti

with 9 comments

Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti

Vi ricordo che oggi è l’anniversario della barbara uccisione di Matteotti da parte dei fascisti nel 1924.
Giacomo Matteotti osò opporsi ai fascisti in modo netto e deciso, sapeva benissimo dove volevano arrivare, era giustamente convinto che la paura era quello che loro volevano per poter continuare indisturbati nell’avanzata al potere. Praticamente era solo. La CGL, Confederazione Generale del Lavoro, si inclinava sempre più verso Mussolini. Neppure i comunisti, a modo loro, non erano di grande aiuto.
A questo proposito Matteotti scrisse a Turati: ‘Il nemico è attualmente uno solo, il fascismo. Complice involontario del fascismo è il comunismo. La violenza e la dittatura predicata dall’uno, diviene il pretesto e la giustificazione della violenza e della dittatura in atto dell’altro’.
Tre anni prima della morte ebbe il coraggio di denunciare le intimidazioni e le violenze fasciste nella famosa ‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’. Pochi mesi prima di essere ucciso pubblicò a Londra il volume ‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’, dove riportava in modo scrupoloso tutte le violenze avvenute fino a quel momento. Inutile dire che questi testi sono tuttora introvabili, e ognuno ci faccia sopra le considerazioni che desidera.
Il 30 maggio 1924 il Deputato Giacomo Matteotti prese la parola alla Camera e, tra gli schiamazzi e le offese dei fascisti e di quelli che prestissimo lo sarebbero diventati, denunciò coraggiosamente i brogli, gli abusi e le violenze delle milizie fasciste durante le elezioni del 1924.

(…)
Giacomo Matteotti.
Onorevole Presidente, forse ella non m’intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata… (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)
Voci: a destra: “E le guardie rosse?”
Giacomo Matteotti. Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare… (Interruzioni) mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l’Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero… (Interruzioni, rumori)
Roberto Farinacci. Erano i balilla!
(…)

‘E adesso, potete preparare la mia orazione funebre’, disse ai suoi colleghi una volta finito il discorso.
Il 10 giugno dello stesso anno Matteotti fu rapito sul lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma da un gruppo di membri della polizia politica fascista, l’OVRA. Questi sono i loro nomi: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo.
Il giorno dopo avrebbe dovuto parlare di nuovo alla Camera e molto probabilmente, secondo studi recenti, aveva scoperto un giro di tangenti che legava il fascismo alla compagnia petrolifera americana Sinclair Oil e stava per denunciarlo pubblicamente.
Il suo corpo fu ritrovato da un guardiacaccia al boschetto della Quartarella di Riano, fuori città, il 16 agosto, in avanzato stato di decomposizione.
I particolari sul processo che seguì potete leggerli nei link in fondo all’articolo, così come la totalità dei documenti citati in questo articolo. Il succo è che quelli furono giorni convulsi e imbarazzanti per i fascisti.
La stampa voleva sapere, da più parti la gente cominciava a chiedersi apertamente che tipo di tranquillità fosse quella guadagnata con l’eliminazione del dissenso (un po’ tardi, aggiungerei: erano anni che i fascisti devastavano e uccidevano nella più completa impunità).
E poi ci fu la Secessione dell’Aventino, atto inutile e tardivo come se ne fanno in Italia, da sempre.
Il punto (tragicamente) interessante arrivò quando Mussolini, il 3 gennaio dell’anno successivo, intervenne alla Camera dei Deputati prendendosi in toto le responsabilità di ogni cosa che era accaduta, minacciò l’Aventino di sedizione e minacciò l’opposizione nel nome di un’Italia che chiedeva tranquillità e sicurezza.
E lui glie l’avrebbe data.

(…)
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!
Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi.
In questi ultimi giorni non solo i fascisti, ma molti cittadini si domandavano: c’è un Governo? Ci sono degli uomini o ci sono dei fantocci? Questi uomini hanno una dignità come uomini? E ne hanno una anche come Governo?
Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto estremo, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il Partito; e, come per sentire la tempra di certi metalli bisogna battere con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento, quando il vento è infido, scantonano per la tangente.
Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione. Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!
(…)

Quella notte stessa il Ministro dell’Interno Luigi Federzoni scrisse a tutti i Prefetti del Regno invitandoli a assumere ‘ogni cura nell’adozione delle misure atte a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico’ e stringere i controlli su circoli, associazioni, esercizi pubblici ‘sospetti dal punto di vista politico’.
In più, c’era la stampa che non la smetteva di fare gazzarra.
Ce n’era anche per loro. Il Ministro Federzoni, negli stessi telegrammi, al fine di ‘reprimere gli abusi della stampa periodica’ invitava i Prefetti a una più sollecita applicazione del Decreto Legge 10 luglio 1924, trasfuso nel Disegno di Legge sulla ‘gerenza e la vigilanza dei giornali e delle pubblicazioni periodiche’ del 4 dicembre 1924 in vigore dal 31 dicembre. Ogni pubblicazione doveva avere un direttore responsabile riconosciuto dal Governo tramite il prefetto, la responsabilità diventò di carattere penale (pena è l’arresto immediato) e l’esercizio della professione giornalistica venne ‘consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi’.
Nel giro di un anno scomparvero 58 giornali, 149 periodici, migliaia di opuscoli, manifesti, libri e altro.
Tra il 1925 e il 1926 poi uscirono le ‘Leggi fascistissime’ nelle quali si stabiliva che il Capo del Governo non rispondeva più al Parlamento del suo operato, che il Partito Nazionale Fascista era l’unico partito ammesso, che gli scioperi erano proibiti, che i soli sindacati riconosciuti erano quelli fascisti, che a capo delle amministrazioni locali venivano messe autorità di nomina governativa, che chi sgarrava andava al confino o poteva venire ammazzato.
Era fatta, la dittatura era iniziata. L’Italia era finalmente tranquilla e sicura come il Duce voleva che gli Italiani volessero.

Mussolini sulla bara di Matteotti in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Mussolini in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Giacomo Matteotti e il ventennio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Matteotti
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1923p.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1925c.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1937g.htm
http://www.ossimoro.it/p25.htm

L’ultimo discorso di Matteotti alla Camera dei Deputati:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_30_maggio_1924,_Discorso_alla_Camera_dei_Deputati_di_denuncia_di_brogli_elettorali
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21947.html

‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc000.htm

Le immagini allegate all’inchiesta:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc001.htm

‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’:
http://books.google.com/books?id=IdC6AAAAIAAJ&q=giacomo+matteotti&dq=giacomo+matteotti&pgis=1

Un articolo sulle ricerche di Mauro Canali:
http://www.sat8.tv/1997-il-delitto-matteotti-tutti-i-retroscena-nel-libro-di-mauro-canali/

Il discorso di Mussolini su Matteotti:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_3_gennaio_1925,_Discorso_sul_delitto_Matteotti
http://www.pmli.it/discorsomussolini3gennaio1925.htm

Le ‘Leggi fascistissime’:
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_fascistissime
http://www.studiamo.it/dispense/storia/leggi-fascistissime.html

Written by nevevalenti

10 giugno 2009 at 6:08 pm

Perché il NO al Decreto Gelmini

with 21 comments

22 Ottobre 2008.
Silvio Berlusconi, quel signore che alla fine di una campagna elettorale come le fa lui, piena di odio e perfidia, dopo aver vinto e dichiarato che avrebbe governato bene per tutti gli italiani, anche quelli che non l’hanno votato, mostra il pugno di ferro a chi non è d’accordo con le imposizioni del suo governo.
In migliaia sono scesi in piazza per protestare contro il decreto che la sua fida Ministra Mariastella Gelmini ha voluto, un decreto di fronte al quale brilla persino la riforma Moratti, che almeno una sua logica l’aveva. Perversa, ma l’aveva. Queste migliaia di persone evidentemente non sono gli italiani per i quali Berlusconi ha promesso di governare bene, oppure non sono abbastanza intelligenti per poter capire la bontà delle decisioni del Premier. Forse stanno fraintendendo, forse lo scopo della riforma Gelmini è solo un modo per stroncare la fuga dei cervelli alla radice, evitando di produrre cervelli.
Per Silvio migliaia di persone che scendono nelle piazze non sono soggetti da ascoltare e con i quali confrontarsi, non sono soggetti coinvolti direttamente nel settore in cui con tanta leggerezza si vuole andare a rimestare. Migliaia di persone in piazza sono per il Presidente del Consiglio ‘una violenza’. Difatti ha dichiarato: ‘convocherò Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule’ e ha rincarato ‘Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro’.
Non c’è che dire. Davvero un omino disposto al dialogo.
Dice Berlusconi: ‘La sinistra parla di 86mila insegnanti in meno. Falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l’età e il blocco del turn over. La sinistra tenta di costruire un’opposizione di piazza’ e aggiunge rivolgendosi a Mariastella: ‘Ti sei sbagliata, non è maestro unico ma prevalente. affiancato dall’insegnante di lingua straniera, religione e di informatica’.
Notate che la frase ‘ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l’età e il blocco del turn over’ non è la solita bugia, ma un qualcosa di più complesso. Significa molto semplicemente che a disposizione degli alunni ci sarà sempre meno personale. O il Premier è un maestro della Retorica moderna oppure i suoi sostenitori sono particolarmente addormentati, dato che con queste parole egli nega una cosa che gli viene contestata dicendo che questa cosa è vera.
Ma parliamo di cose importanti.

Il Decreto Legge 1 settembre 2008 n. 137 dice: ‘Le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola’.
Se i maestri possono lavorare solo 24 ore a settimana e se 6 per 4 fa 24, quali insegnanti si occuperanno dei bambini durante le ore pomeridiane? Chi pagherà tali insegnanti, le scuole? E con quali soldi? L’argomento lasciato in sospeso dal Decreto Legge ci fa pensare che nel tempo pieno potrebbero entrare in ballo i privati, ai quali già vengono appaltate pulizie che non vengono fatte e mense mal gestite. E chi pagherà questi privati? Lo Stato o le famiglie? Se li pagherà lo Stato, quanto verranno a costare in più rispetto alla spesa che ha voluto tagliare? Se li pagheranno le famiglie, in quanti saranno in grado di permetterselo, coi tempi che corrono?
Corre in nostro aiuto il Piano Programmatico del governo, che recita: ‘potranno continuare ad essere utilizzati, in caso di carenza di docenti specializzati, docenti specialisti esterni alle classi, per l’intero orario settimanale di docenza previsto dal CCNL’.
Con un taglio di 87.000 docenti volete che non ci sia carenza di docenti specializzati?
A proposito di privati, se avete letto il Decreto Legge e il Piano Programmatico, avrete notato che sono gli unici a non venire toccati.
Ma il tempo pieno è un argomento marginale, lo sanno tutti. Le statistiche ufficiali del Ministero dicono che nel 2007 solo il 90% delle famiglie del Nord e il 70-80% delle famiglie del Sud ne hanno fatto richiesta. A chi volete che interessi il tempo pieno?
Non c’è che dire, è davvero un provvedimento a favore della famiglia, in particolar modo della donna.
Per quanto riguarda ‘l’insegnante di lingua straniera, religione e di informatica’, il Piano Programmatico ci chiarisce le idee dicendo che ‘si porranno in essere le azioni finalizzate alla realizzazione di una intensiva formazione dei docenti che non hanno ancora il titolo per poter insegnare la lingua inglese’. Traduzione: spariranno i docenti specialisti di lingua inglese e questo verrà affidato a un docente preparato alla bella e buona.
Ancora il Piano Programmatico: ‘saranno attivati corsi di riconversione professionale per i docenti, facenti parte delle classi di concorso in esubero, nonché corsi relativi ad altre tipologie di docenti, ai fini dell’inserimento in classi di concorso più ampie’. Traduzione: se prima bisognava essere specializzati, ora non occorre più.
Il Piano Programmatico afferma che il docente unico è più funzionale “all’innalzamento” (sic, tra virgolette) degli obiettivi di apprendimento, con particolare riguardo all’acquisizione dei saperi di base, favorisce l’unitarietà dell’insegnamento soprattutto nelle classi iniziali, rappresenta un elemento di rinforzo del rapporto educativo tra docente e alunno, semplifica e valorizza la relazione fra scuola e famiglia’.
Nella scuola di un tempo i saperi di base potevano essere riassunti con il detto ‘saper scrivere e far di conto’, ma oggi i programmi ministeriali sono molto più ampi rispetto al passato. Ora i bambini devono conoscere fin da piccoli l’inglese e l’informatica. Come può un unico insegnante conoscere tutto? E come può farlo senza tempo pieno e con una riforma che impone che ‘il rapporto alunni-classe si eleverà di uno 0,20 con riferimento all’anno scolastico 2009/2010 e di uno 0,10 in ciascuno dei due anni scolastici successivi’ (cito sempre dal Piano Programmatico)?
Questo, a conti fatti, significa classi di 30-35 alunni.
I signori ai quali sta a cuore l’innalzamento tra virgolette degli obiettivi di apprendimento dovrebbe essere noto che il numero elevato di alunni, oltre che rendere impossibile il seguirli da vicino e altre cose, non permette ai docenti di interrogare oralmente almeno due volte a quadrimestre ogni alunno, e così i maestri dovranno fare ricorso a test, quiz o prove scritte il cui voto dovrà supplire il voto dell’interrogazione. Questo non aiuterà le nuove generazioni ad imparare ad esprimersi oralmente in modo corretto e peggiorerà una situazione già tragica.

Scriveva Luca Ricolfi su La Stampa del 25 settembre 2008: ‘Se la scuola elementare italiana fosse così ben congegnata come ripetono i suoi paladini, forse non osserveremmo quotidianamente quel che invece osserviamo. E cioè che sia nelle scuole medie sia (incredibilmente) all’università tantissimi ragazzi, oltre a fare errori di grammatica e ortografia con cui un tempo nessuno avrebbe preso la licenza elementare, non sanno organizzare un discorso né a voce né per iscritto, non sono in grado di progettare una tesi o una tesina, non conoscono il significato esatto delle parole, fanno sistematicamente errori logici, non sanno spiegare un concetto né costruire un’argomentazione, insomma non capiscono e non riescono a farsi capire se non in situazioni ultra-semplici’.
Siamo sicuri che diminuire le ore di lezione, aumentare il numero di alunni per classe e tagliare sul numero degli insegnanti sia la soluzione migliore a questo gravissimo problema?
In molti hanno riflettuto su di esso, tanti quanti sono quelli che non sono stati ascoltati ogni volta che si è messo mano alle varie riforme degli ordinamenti scolastici.
Le cause di questa disgraziata situazione italiana sono molteplici e ramificate, vengono da lontano e per parlarne occorre fare un passo indietro.
All’inizio fu la Riforma Gentile, in epoca fascista. La scuola gentiliana era basata sul nozionismo: la mente dell’alunno è un guscio vuoto da riempire con nozioni che non debbono essere discusse.
Nel secondo dopoguerra dagli U.S.A. arrivarono concetti pedagogici innovativi e anche la scuola italiana ha abbracciato lentamente le idee del cognitivismo.
Il cognitivismo mette lo studente al centro del processo di apprendimento, è lui l’attore protagonista di questo processo e non più il contenitore vuoto che voleva Gentile.
Una rivoluzione copernicana per la didattica. Ora lo scopo era sviluppare la capacità del ragazzo di collegare i concetti tra loro e ampliare il numero di collegamenti, e non soltanto di apprendere singole nozioni a memoria, separate le une dalle altre come blocchi.
Purtroppo il passaggio dei sistemi di insegnamento dal nozionismo al cognitivismo in Italia si portò dietro l’errore madornale di fare un fascio di tutto ciò che la riforma Gentile aveva portato.
Nozionismo e autorità del maestro vennero messi frettolosamente sullo stesso piano come eredità malsane del regime. Così il garantismo insolente della fine degli anni 60 credette che gerarchia fosse sinonimo di fascismo, anche perché di quella parola nel ventennio aveva fatto indigestione, e buttò via il bambino e l’acqua sporca, mettendo l’allievo e il maestro ‘alla pari’. Chiunque ricordasse che l’idea che il maestro debba avere autorità non è di origine fascista ma è ben più antica, era automaticamente bollato come fascista.
Tutto questo accadde contemporaneamente al crescere esponenziale dell’allegra macchina da guerra del consumismo, che costruiva nei giovani il suo più grande bacino di utenti e creava il virus del culto del divertimento al quale nessuno poteva sfuggire, pena l’isolamento sociale, sfruttando i meccanismi psicologici tipici del branco. Quel virus col quale la TV dell’intrattenimento degli ultimi 30 anni ha forgiato milioni di italiani.
Oggi, nelle meccaniche scolastiche, lo studente continua ad essere attore protagonista, ma di un copione (le materie scolastiche) del quale non ha alcun interesse e, peggio, non ne capisce l’importanza.
Gettare via le gerarchie annullando la distanza fra insegnanti e alunni ha sminuito l’insegnante stesso al punto che l’alunno è portato a pensare: ‘Se chi mi insegna è come me, cosa ha da insegnarmi?’
L’ingresso dei genitori nella vita scolastica, lo svilimento e la delegittimazione continua alle quali è stato sottoposto il corpo docenti nel corso degli anni non hanno fatto altro che aggiungere il peggio al peggio.
Oggi l’insegnante è per la maggior parte dei ragazzi quanto di più lontano dall’educatore. Lo dicono ben chiaro i genitori che difendono i loro figli anche di fronte all’evidenza di colpa più sfacciata, magari dicendo ‘lei è pagato per insegnare la materia e non per sostituirsi alla famiglia’. Quella famiglia che oggi non ha tempo né voglia di educare i bambini e delega tutto alla Playstation, quella famiglia che si meraviglia se i ragazzini si ubriacano o si drogano, sperando che il proprio, col quale non si riesce proprio a parlare, non sia come quelli che vede al TG della sera.

Berlusconi: ‘Un’altra falsità che si dice è che vogliamo chiudere le scuole. Non è vero, noi pensiamo a una razionalizzazione del personale, cosa prevista anche dal governo di centrosinistra. Per le comunità montane abbiamo previsto che un preside e un segretario possano occuparsi di due o più scuole con meno di 50 alunni’.
La Legge 6 agosto 2008, n. 133 dice che bisogna fare economie ‘non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012’.
La Legge 6 agosto 2008, n.133 dice che ‘nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti’.
Il Decreto Legge 7 ottobre 2008, n. 154 aggiunge una modifica all’art. 64 della Legge 133 con cui ‘diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica’, minacciando commissariamenti e altre cose.
Vedete un po’ voi se non è vero che il Premier vuole chiudere le scuole.
Da notare che il complicato meccanismo per chiudere 4.000 istituti scolastici è ideato dal governo che si vanta di avere tra le sue fila un Ministro della Semplificazione.
Nella sola regione Piemonte, per esempio, chiuderanno 816 istituti su 1366. Traduzione: più bambini e ragazzi in autobus per le strade, più spese da affrontare, più pericoli.
L’Italia delle piccole e medie comunità, la maggioranza degli italiani, non viene presa per niente in considerazione e si deve adattare per forza o per amore alla legge degli uomini del palazzo, che queste realtà non le conosce o se le è scordate.
È vero che questa idea di ‘razionalizzare’ l’ha avuta per primo un governo di sinistra, anni fa, ma una stupidaggine rimane una stupidaggine.
Ma il governo attuale per accaparrare consenso utilizza da sempre, e questa volta come non mai, un populismo rozzo ma efficace facendo leva sui ricordi dei bei tempi andati. A tutti piacciono i bei tempi andati.
I TG interpellano a proposito del maestro unico e l’intervistato ripensa con nostalgia a quando andava a scuola 20, 30, 40 anni fa. Naturalmente quelli che rispondono diversamente non vengono mandati in onda, si capisce.
I nostalgici del libro Cuore però non pensano per niente al fatto che oggi la società è totalmente diversa da quella nella quale hanno vissuto la loro infanzia, non capiscono e non si rendono conto che allora i bambini avevano un rapporto diverso con i loro insegnanti.
Chiedetelo ai vostri nonni. I maestro era stimato e onorato, ed era un punto di riferimento non solo all’interno della scuola, ma per l’intera società.
Come potete pretendere di fargli riconquistare la dignità, l’unica cosa che potrà essere la chiave di volta per la ricostruzione della scuola, quando persino il Ministro lo chiama ‘fannullone’?
La disciplina è un fatto mentale, è una visione della società, e non è per forza una cosa negativa.
Non la si riconquista introducendo un voto in condotta, che può essere un passo iniziale, ma ricordatevi che una volta si veniva bocciati col 7 in condotta.
E neanche il grembiulino servirà a qualcosa, perché se oggi c’è l’alunno vestito Armani e l’alunno sfortunato, domani ci sarà il bambino col grembiulino Armani e l’altro col grembiulino del Lidl.

Lotte di classe, update

with 3 comments

In tutta Italia aumentano in modo esponenziale le proteste al Ministro Gelmini, che venerdì ha dichiarato angelica: ‘le ragioni della protesta francamente non le comprendo e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il provvedimento, perché non si capisce come mai si occupino le università, si facciano manifestazioni nella scuola secondaria, che sono ambiti minimamente toccati dal provvedimento’.
Anche il Presidente della Regione Veneto ha letto il testo della Gelmini e resta al suo fianco, e usa le stesse parole gentili che Mariastella usò nei riguardi dello stato di diritto, schierandosi delicatamente contro ‘i talebani dell’ignoranza scolastica e la casta del sindacalismo parassitario’ che ‘sono contro la razionalizzazione della rete scolastica’.
Evidentemente i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Puglia e Sardegna non hanno letto il decreto, altrimenti non si capisce perché avrebbero deciso di fare ricorso.
Dei tanti poveri italiani che oltre Emilio Fede e Vittorio Feltri non vanno, che si lamentano (come ho sentito ieri per strada) perché ‘sono sempre sti rossi a protestare, sempre a loro non va bene niente’, cosa dovrei pensare? Quando per amore di una idea politica si è più disposti a essere fregati dai ‘neri’ piuttosto che essere aiutati dai ‘rossi’, non c’è più niente da fare.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=32981&sez=HOME_SCUOLA

È di ieri la notizia che la stellina miliardaria Paris Hilton ha fatto acquistare un consistente numero di tagliandi del Superenalotto. Le fonti dicono addirittura che non sia neppure la prima volta che lo fa.
Vorrei segnalarla a tutti gli italiani che credono che dare ulteriore potere a chi ha già potere non gli faccia venire voglia di abusarne perché già sazio.

http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_18/superenalotto_jackpot_record_giocatori_francia_67c35cea-9cee-11dd-951d-00144f02aabc.shtml

Muore Vittorio Foa. Nato da famiglia ebraica nel 1910, fu militante nel movimento antifascista ‘Giustizia e Libertà’ e incarcerato dal regime fascista per 15 anni, fu partigiano, fu Deputato nell’assemblea costituente, sindacalista, giornalista.
Che imbarazzo e che tristezza vederlo piangere da chi oggi fa fatica a dire che il fascismo non fu un male assoluto, da chi vuole riscrivere la Costituzione, da chi vuole sfasciare i sindacati e da chi ha l’informazione tutta al suo servizio.

http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_20/vittorio_foa_scomparsa_b595d536-9ea3-11dd-b7ca-00144f02aabc.shtml

Ecco i nomi dei ‘nove paesi’ dell’Unione Europea che non si possono permettere la riduzione dei costi per la riduzione dell’anidride carbonica, quelli di cui parlava ieri Silvio Berlusconi.
Sono Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania.
L’Italia fa parte dei G8, organizzazione dei paesi più industrializzati e potenti del mondo, ma ufficialmente inquina e non ha un centesimo proprio come i paesi emergenti più malridotti.

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/consiglio-lussemburgo/consiglio-lussemburgo/consiglio-lussemburgo.html

Verniciare

leave a comment »

Verniciare

Silvio Berlusconi fonda un nuovo partito.
Traduzione: Silvio Berlusconi cambia nome a Forza Italia.
Fini non è il benvenuto nel partito riverniciato, e per di più a lui non piace l’idea che gli si rubi la parola ‘popolo’.
Finché si trattava di prendersi delle ‘libertà’, andava anche bene. Ma ‘popolo’ proprio no.
Intanto, i più giovani tra il ‘popolo’ giocano a dadi e pagano i loro debiti organizzando la baby-prostituzione.
Imparare crescendo.

Articoli:
http://www.corriere.it/politica/07_novembre_18/berlusconi_partito_popolo_italiano.shtml
http://www.corriere.it/editoriali/07_novembre_19/panebianco_mistero_cavaliere.shtml
http://www.corriere.it/ultima_ora/detail.jsp?id={CA0D463D-4C34-4CBB-A672-837E70E88DC0}
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_65045194.html

Written by nevevalenti

19 novembre 2007 at 10:05 am