UN BLOG IN PIÙ NELLA RETE

Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Posts Tagged ‘Dario Franceschini

Che cosa sapete del Referendum?

with 4 comments

Caratteristico Origami italianoC’è confusione attorno al Referendum. Che cosa sappiamo del Referendum?
Che è per abrogare il porcellum di Calderoli? No. Casomai è per peggiorare ulteriormente il porcellum.
Che è per l’abrogazione delle candidature in più circoscrizioni? Sì, il terzo quesito riguarda proprio questo, ma è irrilevante.
Sono i primi due quesiti che dovrebbero preoccupare. In TV nessuno ne parla, sono troppo impegnati con le avventure di Noemi Letizia, coi pericolosi immigrati che vogliono rubarci il lavoro e con l’arrivo di Maria De Filippi digitale terrestre. Insomma è difficile trovare informazioni sul Referendum.
Per fortuna c’è Internet, che è un grande mezzo di conoscenza (cominciate a capire perché D’Elia, Carlucci e compagnia, con la scusa della pedofilia e della pirateria, vogliono limitarne l’uso?).
I primi due quesiti del Referendum sono riferiti al premio di maggioranza al partito più votato invece che alla lista. Badate bene, al partito e NON alla coalizione. Questo è il motivo per cui non piace alla Lega, che non sarebbe più in condizione di ricattare a giorni alterni. Ma questo è un altro discorso.
Sono quesiti importantissimi e dovreste averne paura, perché sono quanto di più vicino alla Legge Acerbo, che alle elezioni del 1924 permise al Partito Nazionale Fascista di ottenere una solidissima maggioranza, talmente solida che finì che Mussolini sciolse ogni altro partito e lì istituì, di fatto, il regime.
Dovreste averne paura. Dovrebbero averne anche quelli che si esaltano al pensiero del potere assoluto in mano a un settantenne dal passato nebbiosissimo, non tanto lucido e appassionato di lolite.
Voi, sì, voi. Sapete come vanno le cose coi regimi: sei lì che acclami il Capo, ma prima o poi lui, o qualcuno per lui, decide che non la pensi correttamente, oppure qualcuno dice una malignità, ed è facile ritrovarsi da un giorno a un altro in vacanza su un isola fatta di sale. O contro un muro.
Ma basta con il pessimismo. L’attuale Presidente del Consiglio italiano dice che con il pessimismo non si va da nessuna parte e ha ragione.
Passiamo ai crudi fatti:
Sappiate che se al Referendum vincerà il ‘sì’, la nuova legge elettorale assegnerà il 55% di Camera e Senato al primo partito.
Immaginando che al Referendum vinca il ‘sì’ e che il giorno dopo ci fossero le elezioni, questo lo scenario che avremmo: il partito con la maggior percentuale di voti, fosse anche un 20%, avrebbe automaticamente il 55% di Camera (grazie al ‘sì’ al quesito 1) e Senato (quesito 2).
Questa è una legge antidemocratica, tesa a favorire un partito ben specifico e zittire ogni forma di dissenso.
Spingerà i soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento.
Una cosa impossibile per tutti tranne per un partito ben specifico.
Il nome mettetecelo con la fantasia, se ne avete ancora.
E finalmente cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza non rappresenterà più un problema.
Silvio Berlusconi, che (purtroppo) mi rappresenta e decide per me anche quel che non vorrei, il 28 aprile ha dichiarato: ‘Il referendum concede il premio di maggioranza al partito più forte: posso mai votare ‘no’? Va bene essere masochisti, ma c’è un limite. Se ti danno un vantaggio così…’
Non mi sono mai esposta direttamente, non mi piace farlo, ma la legge me lo permette, stavolta non posso esimermi: secondo me questo Referendum va boicottato, il quorum non va raggiunto.
Non so voi, non ci vado.
Oppure ci vado e voto ‘no’, ‘no’, ‘si’.

Articoli:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/passigli-perche-il-referendum-minaccia-la-costituzione/
http://battilo.it/
http://www.referendumelettorale.org/dettaglio/64282/Presentazione_dei_quesiti
http://www.donnapratica.com/articoli/2009/05/05/speciale-referendum-2009-testi-quesiti-spiegazioni-di-cosa-tratta-link-utili-referendum
http://lorrore.blogspot.com/2009/05/non-farti-fregare-di-no-al-referendum.html

Written by nevevalenti

19 maggio 2009 at 11:24 am

Noi, le patatine e la morte

with 3 comments

Anno Zero

La politica finge di ignorare l’antipolitica di Grillo e lo fa pure male.
Fa finta di niente e contemporaneamente cerca disperatamente di svecchiare le liste arruolando giovani, cercando di mostrare al popolo votante la volontà di dare sangue nuovo al vecchio sistema corrotto. Sarò pure cinica, ma mi sembra soltanto una enorme operazione di facciata.
Il problema, potrò anche sbagliarmi, è che questi giovani candidati sono a grandi linee classificabili in tre categorie.
I gruppi più consistenti sono composti da quelli che provengono da famiglie da sempre a stretto contatto con il ‘vecchio sistema’ e da giovani senza volontà propria. Nessuno tra questi farà qualcosa di diverso da quello che hanno fatto le salme che li hanno preceduti, un po’ perché troppo collusi col loro modo di fare e un po’ perché placidamente pilotati dall’alto.
Poi ci sono i puri, quelli che ci credono veramente e che proveranno ad agire in modo nuovo. La dico grossa se penso che la vita verrà resa loro molto difficile?

La politica finge di ignorare l’antipolitica di Grillo e lo fa pure male.
Ieri sera, durante la trasmissione televisiva di Santoro, hanno fatto sentire l’intervento dove Beppe Grillo, per stigmatizzare modelli produttivi ed economici sballati, prende ad esempio il caso delle patatine Pai che nascono in Germania, vengono portate in Sicilia per essere lavate, tornano in Germania per essere tagliate, vanno in Svizzera per essere fritte e infine arrivano in Liguria per essere confezionate.
La soluzione per evitare che centinaia di TIR vadano su e giù per l’Europa ad inquinare inutilmente sarebbe quella di sviluppare una economia che eviti tutte questi assurdi trasferimenti, che parta dal locale.
Il buon Franceschini, presente in studio, non ha capito o non ha voluto capire la tesi e ha detto serenamente che il trasporto su gomma è sì inquinante, e quindi le patatine Pai dovrebbero andare in treno invece che in Tir.
Non c’è stato nessuno che abbia detto una frase anche lontanamente simile a ‘non è questo il punto’. Neppure Flavia D’Angeli, che a rigor di logica o magari solo per affinità avrebbe potuto farlo.
Sia detto con tutto il rispetto che le porto.

La politica finge di ignorare l’antipolitica di Grillo e lo fa pure male.
Berlusconi e Casini dicono che gli Italiani sono stati avventati nel dire di no al nucleare e il buon Cavaliere dichiara che, appena vincerà, annullerà quel referendum e farà ripartire i progetti di centrali nucleari in Italia.
A parte che per costruire una centrale nucleare ci vogliono, come giustamente ricorda Grillo, molti più anni di quanto possa durare una legislatura intera o anche un pezzetto solo. A parte che il nucleare è ancora un palliativo, come votare Veltroni per non votare il buon Silvio in mancanza di meglio, ed è una tecnologia vecchia, anche questa, alla quale Francia ed altri ricorrono perché attualmente purtroppo non c’è di meglio. A parte che data la situazione mondiale sarebbe meglio per tutti, non solo per l’Italia, destinare molte più risorse alla ricerca e avere il coraggio di spezzare i ricatti che legano la politica ai giganti dell’economia.
A parte queste e altre cose, mi sembra che una centrale nucleare per funzionare abbia bisogno di notevoli quantità di acqua, necessaria per assorbire il calore prodotto.
Lo sanno tutti che l’altra grave emergenza che l’umanità dovrà affrontare, oltre a quella dell’energia, sarà quella della carenza di acqua e qui mi fermo, non voglio fare battutacce.
Solo mi piacerebbe che chi di dovere ci arrivi da solo.