UN BLOG IN PIÙ NELLA RETE

Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Archive for the ‘Grandi Artisti’ Category

Makkox

leave a comment »

Garigliano Burning, di Makkox

Garigliano Burning, di Makkox

Makkox.
Qualcuno lo conosce per le vignette su Paparazzin, altri lo conoscono per i suoi disegni in giro nella rete. È di una profondità unica e per me è il vero erede dello spirito che aleggia nelle vignette del grande Andrea Pazienza.
Lo adoro incondizionatamente.

Queste le sue vignette di satira politica su Macchianera:
http://www.macchianera.net/author/makkox/
Questo è il suo blog:
http://canemucca.blogspot.com/
Questo il suo Tumblr:
http://canemucca.tumblr.com/
Questo il suo sito:
http://www.canemucca.com/

Written by nevevalenti

16 ottobre 2008 at 1:25 pm

Pubblicato su Grandi Artisti

Tagged with ,

Andrea Pazienza 4

leave a comment »

Prima di fare fumetti dipingevo quadri di denuncia. Erano tempi nei quali non potevo prescindere dal fare questo. Ma i miei quadri venivano comprati da farmacisti che se li mettevano in camera da letto. Il fatto che il quadro continuasse a pulsare in quell’ambiente mi sembrava, oltre che una contraddizione, anche un limite enorme. Da qui il mio desiderio di fare fumetti.
(Andrea Pazienza, da Extrapaz, Ed. Cononino Press)

Andrea Pazienza, Corteo a Pescara
Nell’immagine: Andrea Pazienza, Corteo a Pescara.

Written by nevevalenti

17 gennaio 2008 at 1:11 pm

Pubblicato su Grandi Artisti

Tagged with , , ,

Andrea Pazienza 3

leave a comment »

Misi giù il telefono e il mio pianto funebre assunse la forma di tre buffi latrati. Un volpino con la tosse. Derisi la forma assurda che aveva scelto la mia incazzatura, poi uscii in giardino ed emisi altri due o tre latrati, già più degni, da coyote, e fu tutto.
Mi aveva privato senza chiedermi il permesso della possibilità di litigare, di ucciderlo, di invidiargli bavoso i disegni e le storie, di poter sperare che in un qualche modo il fosso pieno di reciproco nulla che ci aveva separato potesse essere riempito, prima o poi, almeno da fumetti suoi disegnati per me o da fumetti miei inventati immaginando che poi in quella sua casa toscana del cazzo lui li leggesse…
(Filippo Scozzari ricorda Andrea Pazienza)

Caro Vincenzo (Sparagna), cari lettori di Frigidaire, due parole su Andrea, due parole per dire che per raccontare Andrea c’è bisogno di un’enciclopedia, con tutti i suoi disegni e con tutti i disegni che lui ha influenzato in questi ultimi terribili e affascinanti 10 anni. Il più bravo a raccontare del mondo che io abbia conosciuto.
“Maestro” lui mi chiamava scherzando sulla mia età, ma io ero l’allievo.
C’è uno sgomento e un vuoto cui dovremo imparare a convivere per i prossimi anni. Tutti i giornali che ho fatto aprivano sempre con Andrea (L’avventurista, Il Male, Ottovolante, Zut) e in tutti i giornali in cui collaboravo, c’era sempre Andrea.
Per me per ora basta di fare giornali.
C’era un’avanguardia che nello stagno italiano da più di dieci anni aveva fatto, sperimentato, vissuto arte, arte nel livello della comunicazione e dello scontro reale contemporaneo. Arte con i giornali, multipli colorati in vendita ad ogni angolo di strada. Arte con Il Cannibale, arte con Il Male, arte con Frigidaire, arte con il primo Zut, arte con Frizzer, arte con Ottovolante, arte con Tango, arte con Ava, e racconto del contemporaneo, del colore contemporaneo, alla ricerca del mitico segno dei tempi.
Il segno del tempo. Era quello che cercava Andrea, era quello che cercava Stefano (Tamburini) è quello che cerchiamo alcuni di noi. Non tutti, c’è chi bleffa, chi non racconta più nulla, chi ha tirato i remi in barca. Andrea no, Andrea era rimasto cocciutamente all’avanguardia, e come altre avanguardie è finito massacrato dalla vita… E noi sopravvissuti..?
Forse chiudere un periodo e attrezzarci per un altro per continuare la ricerca del segno dei tempi. Non so come, né con quali strumenti, ma so che oggi il posto di Andrea come quello di Stefano non lo potrà prendere nessuno e bisognerà cercare altro e altrove.
(Vincino, il segno dei tempi, Frigidaire Luglio-Agosto 1988)

 

Vignetta di Andrea Pazienza

Nell’immagine: una vignetta di Andrea Pazienza

Written by nevevalenti

15 gennaio 2008 at 10:21 am

Andrea Pazienza 2

leave a comment »

Andrea Pazienza, È dedicata a tutti quelli che nel ‘77 avevano vent’anni, e che ora ne hanno diciotto.Andrea Pazienza, detto Andrenza, è più giovane di me, e probabilmente anche di voi, a meno che voi non siate anche più giovani di me, in tal caso potrebbe anche darsi che siate giovani come lui.
Andrea Pazienza, la prima volta che ho visto un suo disegno (era una serie di vignette ciclostilate a Bologna nel marzo ’77) ho detto “questo non sa disegnare”. Questo mio giudizio è stato fondamentale. Tutti quelli che ci ho detto così sono diventati famosi.
In quel caso comunque era per via che A.P. è pigro, una roba micidiale. Egli è in realtà il più grande disegnatore vivente. Quando vi fa vedere le tavole di “studio” dei suoi fumetti e vi racconta la storia com’è, è circa 50 volte meglio di quando l’ha disegnata.
È un ignavo, un pezzente, un mollaccione. Un fallito che si accontenta del settimo posto nella hit-pareid mondiale perché a disegnare gli fanno male le dita. Da tre anni va in giro a raccontare il suo colossal, un rock festival megalitico nel deserto con impianti di amplificazione alti 20 piani e una bomba neurotica piazzata nella chitarra del solista. Ma che volete, è una storia troppo bella, Andrea lavora solo 1 giorno alla settimana e i soldi li vuole vedere lì sul tavolo come la lattina di olio Sasso.
Gli servono 10 grammi di fumo per ogni tavola e 2 telefonate in teleselezione per l’altro capo dell’Universo dove invariabilmente è Betta, il suo amore con la voce da bambina senza la quale (telefonicamente) non può lavorare.
Se l’Italia non fosse l’Italia e i democristiani non fossero tutti ladri ad Andrea gli arriverebbe un tipo con gli occhiali scuri, ci sbatterebbe sul tavolo 100 milioni in piccolo taglio e 1 chilo di libanese bauxitico e ci direbbe, facendosi le unghie col serramanico, “lavora bello, ti do 20 giorni, o mi dai un capolavoro o ti taglio le 5 dita”.
Invece i governanti hanno altro da pensare che l’arte. E voi beccatevi questi schizzetti e immaginatevi cosa sarebbe in grado di fare se ci fosse un’altra legge sugli artisti.
(Giovanni Karen alias Iacopo Fo, 1981, Introduzione a “Il libro rosso del male”, supplemento a “Il Male” n°49 del 29 Dicembre 1981)

Nell’immagine: Andrea Pazienza, È dedicata a tutti quelli che nel ’77 avevano vent’anni, e che ora ne hanno diciotto (cliccare per ingrandire).

Written by nevevalenti

9 marzo 2007 at 6:57 pm

Andrea Pazienza

leave a comment »

Andrea Pazienza, Copertina Cannibale n. 12Andrea Pazienza è nato a San Menaio (FG) ed è praticamente pugliese, pur vivendo tra Bologna e New York.
Alto 1,86 cm. ha frequentato il liceo artistico di Pescara, rivelandosi presto un enfant prodige.
Colto e brillante, pratica molti sport, nessuno escluso. Come tutti gli artisti dei Gemelli è del segno dei Gemelli con ascendente Sagittario.
Freddo e calcolatore, ha fatto mostre a Pescara, San Benedetto, Ascoli Piceno, Vasto Marina, Monte Silva ed altre localita’ della riviera adriatica. Dopo la pittura si è dedicato al fumetto mietendo successi e grano.
Come ama ripetere nulla gli è impossibile, solo che non ha molta voglia.
Il suo hobby è andare in bicicletta, anche perché non ha la macchina e gli hanno fregato il vespino. È stato in Inghilterra, Francia; Spagna, Jugoslavia, Marocco, Svizzera e Stati Uniti.
Ha collaborato ad Alter, e al Male. È stato tra i fondatori della rivista Cannibale ed attualmente è redattore del mensile Frigidaire.
Essendo così giovane, 24 anni, la sua carriera può definirsi senz’altro folgorante. Sotto l’aspetto fatuo e salottiero nasconde abilmente torbidi legami con il movimento del ’77 e con altri movimenti analoghi.
(Così scriveva di sé Andrea Pazienza nel supplemento a “Il Male” n°4 del 2 Dicembre 1981)

Nell’immagine: Andrea Pazienza, Copertina Cannibale n. 12 (cliccare per ingrandire).

Written by nevevalenti

2 marzo 2007 at 1:02 pm