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Il coraggio di Giacomo Matteotti

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Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti

Vi ricordo che oggi è l’anniversario della barbara uccisione di Matteotti da parte dei fascisti nel 1924.
Giacomo Matteotti osò opporsi ai fascisti in modo netto e deciso, sapeva benissimo dove volevano arrivare, era giustamente convinto che la paura era quello che loro volevano per poter continuare indisturbati nell’avanzata al potere. Praticamente era solo. La CGL, Confederazione Generale del Lavoro, si inclinava sempre più verso Mussolini. Neppure i comunisti, a modo loro, non erano di grande aiuto.
A questo proposito Matteotti scrisse a Turati: ‘Il nemico è attualmente uno solo, il fascismo. Complice involontario del fascismo è il comunismo. La violenza e la dittatura predicata dall’uno, diviene il pretesto e la giustificazione della violenza e della dittatura in atto dell’altro’.
Tre anni prima della morte ebbe il coraggio di denunciare le intimidazioni e le violenze fasciste nella famosa ‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’. Pochi mesi prima di essere ucciso pubblicò a Londra il volume ‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’, dove riportava in modo scrupoloso tutte le violenze avvenute fino a quel momento. Inutile dire che questi testi sono tuttora introvabili, e ognuno ci faccia sopra le considerazioni che desidera.
Il 30 maggio 1924 il Deputato Giacomo Matteotti prese la parola alla Camera e, tra gli schiamazzi e le offese dei fascisti e di quelli che prestissimo lo sarebbero diventati, denunciò coraggiosamente i brogli, gli abusi e le violenze delle milizie fasciste durante le elezioni del 1924.

(…)
Giacomo Matteotti.
Onorevole Presidente, forse ella non m’intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata… (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)
Voci: a destra: “E le guardie rosse?”
Giacomo Matteotti. Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare… (Interruzioni) mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l’Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero… (Interruzioni, rumori)
Roberto Farinacci. Erano i balilla!
(…)

‘E adesso, potete preparare la mia orazione funebre’, disse ai suoi colleghi una volta finito il discorso.
Il 10 giugno dello stesso anno Matteotti fu rapito sul lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma da un gruppo di membri della polizia politica fascista, l’OVRA. Questi sono i loro nomi: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo.
Il giorno dopo avrebbe dovuto parlare di nuovo alla Camera e molto probabilmente, secondo studi recenti, aveva scoperto un giro di tangenti che legava il fascismo alla compagnia petrolifera americana Sinclair Oil e stava per denunciarlo pubblicamente.
Il suo corpo fu ritrovato da un guardiacaccia al boschetto della Quartarella di Riano, fuori città, il 16 agosto, in avanzato stato di decomposizione.
I particolari sul processo che seguì potete leggerli nei link in fondo all’articolo, così come la totalità dei documenti citati in questo articolo. Il succo è che quelli furono giorni convulsi e imbarazzanti per i fascisti.
La stampa voleva sapere, da più parti la gente cominciava a chiedersi apertamente che tipo di tranquillità fosse quella guadagnata con l’eliminazione del dissenso (un po’ tardi, aggiungerei: erano anni che i fascisti devastavano e uccidevano nella più completa impunità).
E poi ci fu la Secessione dell’Aventino, atto inutile e tardivo come se ne fanno in Italia, da sempre.
Il punto (tragicamente) interessante arrivò quando Mussolini, il 3 gennaio dell’anno successivo, intervenne alla Camera dei Deputati prendendosi in toto le responsabilità di ogni cosa che era accaduta, minacciò l’Aventino di sedizione e minacciò l’opposizione nel nome di un’Italia che chiedeva tranquillità e sicurezza.
E lui glie l’avrebbe data.

(…)
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!
Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi.
In questi ultimi giorni non solo i fascisti, ma molti cittadini si domandavano: c’è un Governo? Ci sono degli uomini o ci sono dei fantocci? Questi uomini hanno una dignità come uomini? E ne hanno una anche come Governo?
Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto estremo, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il Partito; e, come per sentire la tempra di certi metalli bisogna battere con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento, quando il vento è infido, scantonano per la tangente.
Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione. Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!
(…)

Quella notte stessa il Ministro dell’Interno Luigi Federzoni scrisse a tutti i Prefetti del Regno invitandoli a assumere ‘ogni cura nell’adozione delle misure atte a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico’ e stringere i controlli su circoli, associazioni, esercizi pubblici ‘sospetti dal punto di vista politico’.
In più, c’era la stampa che non la smetteva di fare gazzarra.
Ce n’era anche per loro. Il Ministro Federzoni, negli stessi telegrammi, al fine di ‘reprimere gli abusi della stampa periodica’ invitava i Prefetti a una più sollecita applicazione del Decreto Legge 10 luglio 1924, trasfuso nel Disegno di Legge sulla ‘gerenza e la vigilanza dei giornali e delle pubblicazioni periodiche’ del 4 dicembre 1924 in vigore dal 31 dicembre. Ogni pubblicazione doveva avere un direttore responsabile riconosciuto dal Governo tramite il prefetto, la responsabilità diventò di carattere penale (pena è l’arresto immediato) e l’esercizio della professione giornalistica venne ‘consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi’.
Nel giro di un anno scomparvero 58 giornali, 149 periodici, migliaia di opuscoli, manifesti, libri e altro.
Tra il 1925 e il 1926 poi uscirono le ‘Leggi fascistissime’ nelle quali si stabiliva che il Capo del Governo non rispondeva più al Parlamento del suo operato, che il Partito Nazionale Fascista era l’unico partito ammesso, che gli scioperi erano proibiti, che i soli sindacati riconosciuti erano quelli fascisti, che a capo delle amministrazioni locali venivano messe autorità di nomina governativa, che chi sgarrava andava al confino o poteva venire ammazzato.
Era fatta, la dittatura era iniziata. L’Italia era finalmente tranquilla e sicura come il Duce voleva che gli Italiani volessero.

Mussolini sulla bara di Matteotti in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Mussolini in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Giacomo Matteotti e il ventennio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Matteotti
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1923p.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1925c.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1937g.htm
http://www.ossimoro.it/p25.htm

L’ultimo discorso di Matteotti alla Camera dei Deputati:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_30_maggio_1924,_Discorso_alla_Camera_dei_Deputati_di_denuncia_di_brogli_elettorali
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21947.html

‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc000.htm

Le immagini allegate all’inchiesta:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc001.htm

‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’:
http://books.google.com/books?id=IdC6AAAAIAAJ&q=giacomo+matteotti&dq=giacomo+matteotti&pgis=1

Un articolo sulle ricerche di Mauro Canali:
http://www.sat8.tv/1997-il-delitto-matteotti-tutti-i-retroscena-nel-libro-di-mauro-canali/

Il discorso di Mussolini su Matteotti:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_3_gennaio_1925,_Discorso_sul_delitto_Matteotti
http://www.pmli.it/discorsomussolini3gennaio1925.htm

Le ‘Leggi fascistissime’:
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_fascistissime
http://www.studiamo.it/dispense/storia/leggi-fascistissime.html

Written by nevevalenti

10 giugno 2009 a 6:08 pm

9 Risposte

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  1. grande Neve, tieni in vita la tenue speranza che i giovani di oggi possano mettere domani, le mani su questo paese sostenuti dalla conoscenza del percorso storico compiuto dalle precedenti generazioni.
    chi è morto sapendo di poter morire, solo per dare il suo contributo alla realizzazione di ideali di libertà, merita di essere ricordato e soprattutto deve essere sottolineato e ribadito il loro appassionato messaggio.
    è davvero necessario, mai come ora

    sandro

    11 giugno 2009 at 4:23 pm

  2. il 30 maggio 1924, durante il suo ultimo discorso alla Camera, al presidente che gli ingiungeva di parlare prudentemente, rispose: non chiedo di parlare nè prudentemente, nè imprudentemente, ma parlamentarmente” grazie giacomo

    marco

    12 giugno 2009 at 5:43 am

  3. Spesso ci si chiede: “Ma come hanno fatto a lasciare che iniziasse una dittatura?” La dittatura non inizia da un momento all’altro, ma è il punto finale di un lungo percorso che inizia nell’ombra e che, in modo subdolo prima, sempre più manifesto poi, compie atti che in una democrazia sarebbero impensabili. C’è una lunga preparazione dell’opinione pubblica, in modo da poter fare esplicitamente oggi senza l’indignazione di nessuno quello per cui ieri ci sarebbe stata una sollevazione popolare. E passo dopo passo si giunge a poter disporre a proprio piacimento di stato e popolo. Chissà, forse a qualcuno, in questo momento, stanno fischiando le orecchie.

    venividiwc

    12 giugno 2009 at 8:21 pm

  4. Grandissimo post di testimonianza civile e passione democratica.
    Infatti l’anniversario dell’omicidio Matteotti è passato praticamente sotto totale (tombale) silenzio. Non una parola è stata spesa a livello istituzionale: il Presidente della Repubblica ha reputato più opportuno biasimare il “protagonismo di certi magistrati” e al contempo le lentezze del CSM; il Presidente del Consiglio era troppo impegnato a raccontare le sue indecenti barzellette ad una sghignazzante assemblea di bottegari nostrani. Il resto del Parlamento e del governo invece si preoccupava su come accogliere al meglio il col. Gheddafi: un solido esempio internazionale di democrazia e campione nel rispetto dei diritti umani. Meglio tacere sui trascorsi terroristici del golpista libico. La cosa sembra non riguardare minimamente i ‘democratici e riformisti’ del disastrato PD; non i tribuni dell’IdV; meno che mai i litigiosi ectoplasmi posti alla loro sinistra. Sul resto dell’offerta elettorale non vale neanche la pena di spendere una parola.

    sendigiovus

    13 giugno 2009 at 3:52 pm

  5. Murizio Correnti, tale è il nome dell’incredibile imbecille che si esibisce oltre il ridicolo in divisa da ‘rondista nero’, si è detto “allibito dalle reazioni” che hanno accolto la sua demenziale iniziativa. Il poverino infatti mica si era reso conto che la miriade di patacche che decorano la sua pseudo uniforme da novello SA fossero di origine nazifascista. E certo il deficiente è vittima di un equivoco: per puro caso ha ripescato nel baule di qualche avo repubblichino l’aquila della RSI. Per una strana suggestione ipnotica ha poi tracciato i profili del Sonnenrad, tanto caro ai pangermanisti e protonazisti della Società Vril. In fondo il “Sole Nero” è soltanto il simbolo scelto dalle SS della Schwarze Sonne: l’ordine mistico-esoterico creato dal simpatico Himmler.
    A chi non piacerebbe fregiarsene in pubblico?!?
    Quello che preoccupa non è tanto il movimento di Saya e dei sui oberfuhrer da strapazzo, ma il fatto che molti sedicenti “tutori dell’ordine” vi aderiscano e si preoccupino dell’addestramento della ricostituita GNR. Poi ci si meraviglia ancora che possano accadere fatti, come quelli consumati alla Diaz e nella caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001 a Genova.

    sendigiovus

    16 giugno 2009 at 1:06 am

  6. che l’ambiente delle varie polizie sia orientato a destra è fuor di dubbio, del resto a fare il celerino mica ci vanno poeti e ballerini classici. il problema è che attualmente chi ha idee repressive e reazionarie si sente legittimato da un governo terra terra che sotto sotto intende sfruttare queste menti semplici per i propri scopi repressivi e reazionari.
    l’autore di quelle oscene divise ha dichiarato di non voler essere definito fascista, forse perchè intende andare oltre, le divise richiamano più quelle delle ss che quelle dei fasci, inoltre pare che stia nascendo il partito nazionalista italiano. solo effetti collaterali del clima cupo che subiamo? speriamo

    sandro

    17 giugno 2009 at 4:13 pm

  7. ecco, dopo un post del genere mi rendo conto che noi italiani siamo davvero nella merda più nera.

    faina

    2 luglio 2009 at 1:11 pm

  8. Doverosa la conoscenza di questi fatti come doveroso è l’essere edotti su tutti gli aspetti e le conseguenze del “Manuale Cubrilovic’,fatti purtroppo noti a ben pochi italiani

    Bat Yam

    24 gennaio 2010 at 2:47 am


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