UN BLOG IN PIÙ NELLA RETE

Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Che cosa sapete del Referendum?

with 4 comments

Caratteristico Origami italianoC’è confusione attorno al Referendum. Che cosa sappiamo del Referendum?
Che è per abrogare il porcellum di Calderoli? No. Casomai è per peggiorare ulteriormente il porcellum.
Che è per l’abrogazione delle candidature in più circoscrizioni? Sì, il terzo quesito riguarda proprio questo, ma è irrilevante.
Sono i primi due quesiti che dovrebbero preoccupare. In TV nessuno ne parla, sono troppo impegnati con le avventure di Noemi Letizia, coi pericolosi immigrati che vogliono rubarci il lavoro e con l’arrivo di Maria De Filippi digitale terrestre. Insomma è difficile trovare informazioni sul Referendum.
Per fortuna c’è Internet, che è un grande mezzo di conoscenza (cominciate a capire perché D’Elia, Carlucci e compagnia, con la scusa della pedofilia e della pirateria, vogliono limitarne l’uso?).
I primi due quesiti del Referendum sono riferiti al premio di maggioranza al partito più votato invece che alla lista. Badate bene, al partito e NON alla coalizione. Questo è il motivo per cui non piace alla Lega, che non sarebbe più in condizione di ricattare a giorni alterni. Ma questo è un altro discorso.
Sono quesiti importantissimi e dovreste averne paura, perché sono quanto di più vicino alla Legge Acerbo, che alle elezioni del 1924 permise al Partito Nazionale Fascista di ottenere una solidissima maggioranza, talmente solida che finì che Mussolini sciolse ogni altro partito e lì istituì, di fatto, il regime.
Dovreste averne paura. Dovrebbero averne anche quelli che si esaltano al pensiero del potere assoluto in mano a un settantenne dal passato nebbiosissimo, non tanto lucido e appassionato di lolite.
Voi, sì, voi. Sapete come vanno le cose coi regimi: sei lì che acclami il Capo, ma prima o poi lui, o qualcuno per lui, decide che non la pensi correttamente, oppure qualcuno dice una malignità, ed è facile ritrovarsi da un giorno a un altro in vacanza su un isola fatta di sale. O contro un muro.
Ma basta con il pessimismo. L’attuale Presidente del Consiglio italiano dice che con il pessimismo non si va da nessuna parte e ha ragione.
Passiamo ai crudi fatti:
Sappiate che se al Referendum vincerà il ‘sì’, la nuova legge elettorale assegnerà il 55% di Camera e Senato al primo partito.
Immaginando che al Referendum vinca il ‘sì’ e che il giorno dopo ci fossero le elezioni, questo lo scenario che avremmo: il partito con la maggior percentuale di voti, fosse anche un 20%, avrebbe automaticamente il 55% di Camera (grazie al ‘sì’ al quesito 1) e Senato (quesito 2).
Questa è una legge antidemocratica, tesa a favorire un partito ben specifico e zittire ogni forma di dissenso.
Spingerà i soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento.
Una cosa impossibile per tutti tranne per un partito ben specifico.
Il nome mettetecelo con la fantasia, se ne avete ancora.
E finalmente cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza non rappresenterà più un problema.
Silvio Berlusconi, che (purtroppo) mi rappresenta e decide per me anche quel che non vorrei, il 28 aprile ha dichiarato: ‘Il referendum concede il premio di maggioranza al partito più forte: posso mai votare ‘no’? Va bene essere masochisti, ma c’è un limite. Se ti danno un vantaggio così…’
Non mi sono mai esposta direttamente, non mi piace farlo, ma la legge me lo permette, stavolta non posso esimermi: secondo me questo Referendum va boicottato, il quorum non va raggiunto.
Non so voi, non ci vado.
Oppure ci vado e voto ‘no’, ‘no’, ‘si’.

Articoli:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/passigli-perche-il-referendum-minaccia-la-costituzione/
http://battilo.it/
http://www.referendumelettorale.org/dettaglio/64282/Presentazione_dei_quesiti
http://www.donnapratica.com/articoli/2009/05/05/speciale-referendum-2009-testi-quesiti-spiegazioni-di-cosa-tratta-link-utili-referendum
http://lorrore.blogspot.com/2009/05/non-farti-fregare-di-no-al-referendum.html

Written by nevevalenti

19 maggio 2009 a 11:24 am

4 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. hai ragione neanche io mi sono interessato al contenuto dei referendum, certo lo avrei fatto prima di recarmi alle urne ma la mia attenzione è tutta centrata sulla possibilità da parte dell’elettorato di dare una risposta, un segnale politico a questo governo. cosa fare per dar forza ad una voce dissidente, puntare sulla sinistra sempre più frammentata e stare coi quattro gatti che li voteranno? votare il pd che difende e fa parte comunque del sistema dei partiti padroni dell’italia che ci hanno condotto dove siamo ora? dare ulteriore forza a di pietro e premiare l’unico esponenete politico che mi ha saputo dare qualche soddisfazione?
    per quanto mi riguarda l’unica strada è la terza: chi non vuole più berlusconi deve votare per idv e dare l’unico vero segnale concreto per far capire che siamo stufi di accettare che questo disinvolto signore continui a sistemare le sue pendenze da palazzo chigi.
    scusa per la divagazione e grazie per le informazioni.
    ciao Neve

    sandro

    20 maggio 2009 at 9:14 pm

  2. Siamo alle solite i referendum quanto le bicamerali sono delle ottime occasioni per ripristinare il solito gioco dell’oca per mantenere le leggi elettorali sempre transitive ed assicurare così l’eterna intransitività alla casta!!!! …
    Quando imprescindibilmente servirebbe un nuovo radicale approccio attraverso un più completo argomentato “logos”! In quanto ormai, sul fronte elettorale “ci facciamo” gestire da paradigmi obsoleti frutto di statuizioni formalmente corrette quelli che ci mantengono ancorati a modelli lineari, orientati, deterministici, stazionari a tempo discreto del compassato anziché abbracciare sistemi completi organicistici articolati quanto il SEMIALTERNO propone quale sistema a bipolarismo aperto capaci di rispondere alle prossimità che l’attuale iperbolica accelerazione della realtà impone e così risultare strutturalmente attrezzati per affrontare le contingenti sempre maggiore turbolenze.
    Servono nuove soluzioni giacché anacronistico risulta voler imitare i modelli anglosassoni quando giorno dopo giorno stanno dimostrando la loro intrinseca inadeguatezza dopo le disastrose performance del modello americano che ci sta conducendo nell’attuale disastrosa crisi recessiva anche l’Inghilterra si ritrova sprofondare negli sandali “note-spese” riprodotti da un palese esistente “inciuccio” e, lo speaker del Parlamento s’è dovuto dimettere ad ulteriore dimostrazione della loro altrettanto marcata autoreferenzialità raggiunta sotto ogni profilo!
    Pertanto il SEMIALTERNO rappresenta il passaggio ad una best fit way per l’ottimalità gestionale delle diversità nella complessità e nella differenziazione!
    In quanto un sistema di qualsivoglia genere e tipo… per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare la ricorsività del ciclo “per check &balance criterio” per massimizzare virtuosa concorrenza per dissipare viziosa deterrenza ed indurre ad un efficiente ed efficace bipolarismo… diversamente, mai potrà qualificarsi per sistema dovendosi di tanto in tanto rimettere a sempre nuovi “pitstop” attraverso inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali.
    Pertanto bisogna rimuover l’obsolescenza in corso per risultare minimamente coerenti a quanto attesta sin dagli ingressi la nostra Costituzione già all’art. 3 “è compito della Repubblica rimuover gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Diversamente, non potremmo credere di poter migliorare la nostra situazione continuando ingenuamente a farci confezionare e propinare soluzioni da una casta che sempre più in modo pedissequo, esclusivo ed autoreferenziale si autodetermina, si autonomina e si auto assolve, in modo sempre più disinibito per perpetuarsi nello spazio tempo, propinandoci modelli parziali ed incompleti…
    Quindi, serve un salto di qualità per passare a quanto già insito nelle cose all’organico fisiologico al SEMIALTERNO quale “condensato di semplicità” abbordabile … SEMIALTERNO il sistema enucleante la modalità per acquisire quell’indispensabile equilibrio dinamico necessario a virtuosamente concorrenzialmente evolvere!
    Il SEMIALTERNO rappresenta il sistema enucleante la modalità per acquisire quell’indispensabile equilibrio dinamico necessario a virtuosamente concorrenzialmente evolvere!
    Assodato che alcuno mai potrà arrogarsi o dichiarare di trovarsi in una democrazia compiuta se non per coprire intrinseche speculative convenienza, essendo di per sé la democrazia una dimensione asintote in divenire pertanto serve attingere ad un sistema completo quanto con il SEMIALTERNO si propone affinché non si precluda aprioristicamente soluzioni ottimali ai contingenti problemi quanto continua accadere con gli attuali parziali modelli che risultano sempre più limitati e limitanti!
    Pertanto, la differenzia di una democrazia – dimensione rispetto ad un’altra la si ottiene dal quanto d’apertura su questo fronte, un sistema paese democratico meglio esprime e concede rispetto ad un altro. Questo Ovviamente chiama in causa la sua strutturale articolazione elettoral – istituzionale e reclama che risulti aperto sin dagli ingressi ovvero dai meccanismi delle leggi elettorali che effettivamente emerga aperto e senza soglia quanto il trend della realtà impone affinché se ne possa permettere per concorrenza di facilitarne il processo ed il suo procedere! Pertanto, indispensabile risulta acquisire regole chiare e trasparenti secondo la massima semplificazione quanto richiede la sempre più complessa ed articolata realtà fattasi liquida Bauman dove imprescindibile risulta la necessità di riconoscerne la sempre maggiore libertà di scelta. Aspetto indispensabile da per poter ottenere sempre più efficienti e efficaci responsabili risposte giacché “in fondo nessun ordine è definitivo, che le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sta nell’uso che ne fa chi viene dopo! (1)”
    Pur condividendo l’esigenza di mettere fine alle candidature multiple e con un sì al 3° quesito referendario poterlo abrogare, poco convincente risultano gli altri due quesiti in quanto sfrondando un già di per sé parziale e monco modello unanimemente considerato e, perfino dal suo artefice, una porcata sfrondandolo ulteriormente, molto difficile sarà aspettarsi una congruente risposta di sistema di ritorno! Proprio perché eventualmente, dopo una tale vittoria, ci ritroveremo in mano solo con un bel corno ben sfrondato ma, pur semplicemente sempre un corno! Corno di quella stessa impalco che appartiene alla stessa medesima testa di quella bestia chiamata “DEMOS-KRAZIA” che per domarla abbisogna d’essere impugnata da entrambe le corna!
    Quindi, tanto maggiore sarà la sua incompiutezza di sistema altrettanto maggiore permetterà farsi cavalcare dalla speculazione autoreferenziale… diversamente, tanto maggiore sarà la sua enucleata compiutezza sistemica di “check & balance”, altrettanto maggiore risulterà la sua intrinseca capacità tesa a dissipare viziosa speculazioni autoreferenziali ed affini e/o collegate viziose collusioni… comprese quelle che direttamente od indirettamente hanno fatto partire anche le bolle delle “subprime & so on”, senza pescare nel nostrano!
    Il fatto che anche il sistema elettorale venga in un siffatto incompiuto modo mantenuto è desumibile anche dal fatto che: nessun potere si autolimita! Che è generalmente nelle pieghe che si nasconde il diavolo! Pertanto, lasciando anche il sistema elettorale incompleto ovvero, mantenendolo transitivo risulta funzionale a diventare sempre più intransitiva come classe politica – casta arrivando al culmine di autonominarsi e conseguentemente nominare anche gli organi garanti, e così continuando autoassolversi, indulti, lodi, ecc.
    Pertanto, la ricorrente necessità d’ogniqualvolta riproporre la questione del sistema elettorale diventa intrinseca da una siffatta sempre più intransitiva classe politica che mantiene un siffatto sistema anche elettorale volutamente incompleto per così potersi meglio perpetuare nello spazio tempo aumentandosi così sempre più comodamente l’autoreferenzialità speculativa d’autoperpetuarsi, ecc.
    Anziché provvedere ad acquisire un sistema elettorale completo quanto il sistema SEMIALTERNO che si va proponendo…
    Giacché, se vincesse il referendum ci ritroveremo con un modello monco, con un unico corno quello polare della KRAZIA rispetto a quel idealtipo completo sistema che dovrebbe presentarsi provvisto di entrambe le corna, con quel suo reciproco complementare corno che s’impernia sulla DEMOS.
    Corni appunto, che appartengono alla suddetta stessa bestia!… bicicletta, barca, mezzo che dir si voglia! Pertanto, entrambi questi corni si rendono indispensabile per poter stendere e strutturare quel idealtipo articolato sistema completo necessario per far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione! sia verticalmente quanto orizzontalmente a miglior “check & balance criterio”
    Pertanto un sistema completo si rende sempre più necessario per poter ricreare virtuosa concorrenza indispensabile a poter determinare ed agevolare:

    • governabilità-decisionalità e contestualmente
    • coniugare rappresentatività per riverberare economicità gestionale ed ingenerare nel contempo una dinamica a miglioramento della qualità per implementare in modo ricorsivo
    • elementi indispensabili per poter espandere una più responsabile sussidiarietà caratteristiche indifferibile da poter acquisire ed indurre una crescita a sviluppo “inclusivo sostenibile”!
    Giacché le leggi elettorali rappresentano quel indispensabile dispositivo preposto a confermare e/o determinarne il ricambio delle rappresentanze politiche – governative serve incardinarle compiutamente per così permetterne sin dalle front line un più fisiologico fluire di chiarezza e trasparenza quanto attesta la suprema legge incarnata nella nostra Costituzione affinché possa riverberarne ed innestare quel imprescindibile virtuoso processo capace di imbibire virtuosamente sia orizzontalmente quanto verticalmente tutta la galassia di: politics, policy and polity nel suo complesso.
    Pertanto si propone l’acquisizione del sistema SEMIALTERNO Sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia)
    Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale – idealmente non a base “regionalista”)
    Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”-
    N.B.: il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
    La soluzione a due distinti (logistici) livelli è già praticata nella Regione Trentino Alto Adige giacché il governo regionale deriva dalla confluenza di un’Assemblea Altoatesina eletta a mandate a base Proporzionale ad induzione “Centrifuga” che si somma a quella eletta a mandata a base maggioritaria “centripeta” dell’assemblea Trentina!
    Pertanto un sistema per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare in sé il ciclo quanto il SEMIALTERNO contempla poi, che questo si verifichi attraverso un ciclo a passo d’onda corto o lungo sarà la situazione ricreata dal contesto a determinarla in modo quasi autopoietico!
    – corto ovvero dopo ogni fluttuazione centripeta al maggioritario si ripeta una sua complementare tornata centrifuga – mandata al proporzionale- (questo analogamente già avviene nei modelli elettorali a doppio turno es. in Francia ma, nel SEMIALTERNO il ciclo avviene in entrambe le direzioni dal centripeto al centrifugo e viceversa);
    oppure dopo una fluttuazione
    – lunga questa può avvenire dopo ogni tornata al maggioritario si ripropone dopo ogni mandata al proporzionale la lunghezza dipende dalla tenuta governativa nelle mandate al proporzionale giacché non è detto che si debba ogniqualvolta presentare in modo automatico l’alternanza. In quanto, potrebbe altresì succedere che si ripeta consecutivamente per 3-5 volte in successione mandate ad induzione al proporzionali centrifughe. Pertanto, questo cambio induttivo potrebbe manifestarsi dopo 8-10-15 anni anziché perfettamente alterne ogni cinque anni, laddove ad una mandata al proporzionale pedissequamente ne segua una al maggioritario). Pertanto, il passaggio da una mandata centrifuga a quella centripeta è da considerarsi relativo. L’importante é che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza tale da imbibire più pervasivamente l’insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante l’effetto concorrenziale permanente indotto quale autotutela per i “feed back” di controllo che induce nello spazio tempo sia orizzontalmente che verticalmente quale latente “check & balance criterio” ad effetto dissipativo nei confronti del rischiare autoreferenziali speculative degenerative incestuosi autoavvitamenti, deterrenze quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la stessa democrazie in oligarchia!!
    Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità… in quanto l’induzione:
    CENTRIFUGA esprimere la RAPPRESENTATIVITA’ nelle sue più diverse contestuali identità quale espressione della “Passione del Senso d’Appartenenza e della tenuta sociale” esso impernia l’induzione distributiva quella creatività che dà origine nei fatti ad una multiate d’identità “partitiche” (Bobbio) – il corno del DEMOS!
    E, per sua complementarietà l’induzione CENTRIPETA incardina la KRAZIA quello dell’autorevolezza, della decisionalità e della forza – rappresenta la “Ragione” quella che agevola la GOVERNABILITA’ il corno del “KRAZIA”!
    “SEMIALTERNO” rappresenta una risposta!
    Allora in un siffatto momento “de jure condendo”:
    • per coerenza a quanto si propone la nostra Repubblica attestando sin dall’art.3 della nostra Costituzione esserle “…compito di rimuoverne gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
    • quanto per non vilipendere la ragione dovremmo prodigarci per acquisire anche per ciò che riguarda le leggi elettorali dei meccanismi completi indispensabili a rendere strutturalmente sin dagli ingressi completo ed efficiente il nostro BelPaese.
    Pertanto, l’acquisizione di meccanismo “a check & balance criterio” si rendono sempre più indifferibili ove, per compiutezza, ogni attore attivo e passivo possa virtuosamente interagire ed interoperare in modo dinamico ricorsivo affinché si possa implementare qualità totale in tutto l’insieme del nostro Sistema Paese a virtuoso riverbero per l’intera sua galassia di politics, policy and polity! . Questo affinché tutto risulti altresì strutturalmente più completo. Solo così, meglio attrezzati, sia endo- & eso- si potrà risultare competitivi e poter affrontare con maggiore sicurezza le sfide che il futuro ci aspetta ma, altresì, per saperne cogliere le altrettante insite opportunità che un siffatto nuovo mondo potrà sempre più offrire, date le sempre nuove più imminenti esigenze che le prossimità di una siffatta nuova sempre più complessa e cangiante realtà anzi, liquida impone! (Bauman). L’esigenza di adeguamento sistemico risulta desumibile dall’evolvere delle cose e, direttamente ed indirettamente imposte dall’implicita “asintote” maggiore “encefalizzazione” del mondo che in un siffatto modo continua ad espandersi, grazie e/o in conseguenza delle nuove sempre più pervasive tecnologie informazionali (Moore) che in altrettanto modo pretende sistemica sintonizzazione! Giacché l’iperbolico ritmo impone un altrettanto indifferibile adeguamento per saper affrontare quell’irreversibile storico passaggio che abbiamo appunto intrapreso “per filogenesi” sin dalle città-Stato agli Stati nazionali e che ci porterà (da R. Dahl a R. Kurzweil) alle prossime dimensioni transnazionali – interstatuali: giacché non si può più fermare il mondo e/o pensare di poter decretare la fine della storia Fukuyama!? Ragion per cui si rende anche per i meccanismi elettorali introdurre quegli opportuni impliciti indifferibili aggiornamenti per ritrovarci attrezzati con tutti gli strumenti necessari e quei requisiti “d’accesso” necessari per “fisiologicamente” salpare e prendere largo, navigare sia fiumi impetuosi, quanto mari e/o solcare oceani! Appunto, per risultare competitivi serve attrezzarsi compiutamente dotandosi di un sistema barca che risulti strutturalmente capace di rispondere ad ogni sollecitazione di ogni prossima fluttuazione ad onda sia corta che lunga o di altro qualsivoglia effetto: lisca!?
    Ed un sistema per reputarsi tale deve presentarsi a meccanismi a ciclo completo! Pertanto si deve presentare provvisto di entrambe le corna ovvero sia con il corno che incardina l’induzione polare centripeta della KRAZIA quanto assieme a quell’altro suo complementare corno della DEMOS quello che impernia l’induzione centrifuga. Quindi, dovremmo munirci di coraggio render compiuto il sistema elettorale mettendo così fine a quell’immane famigerata Odissea quella che tuttora ci mantiene in continuazione, sempre ancora in mezzo al guado vittime di quelle solite sirene che ci vogliono montare quei soliti “modelli chimera” rappresentati da quelle solite parzialità dal Mattarellum quanto risulta esserlo l’attuale Porcellum e così, continuando lo sarà per un siffatto anacronistico stereotipato procedere alla Sisifo, giacché se dovesse vincere col referendario il modello Guzzettum ci ritroveremo con altrettanta parzialità sistemica. Giacché per semplice sfrondo di quella parzialità quanto risulta essere l’attuale Porcellum ci ritroveremo nelle medesime peste ovvero, con un sol corno quello della Krazia. Corno che per renderlo sistema completo dovremmo ritrovarci a poter impugnare assieme a quello della Demos suo contrario ma, complementare che rappresenta l’induzione centrifuga! Questo si rende irreversibile necessario per un minimo di “balance criterio” giacché un completo sistema deve presentarsi con entrambe le corna come si propone con il sistema SEMIALTERNO che enuclea entrambe queste induzioni!
    Pertanto si può affermare che finora abbiamo trascorso una peritura Odissea fatta di cicliche inutili bicamerali ed inefficaci ricorsivi referendum: Referendum oltretutto, mantenuti nel solo verso abrogativo che risulta squilibrato quando, anche qui, qualsivoglia equilibrio non potrà mai reggersi su una dinamica de sempre toglier e del mai poterci aggiungere. Pertanto bisognerà ripristinare equilibrio aggiungendovi anche il referendum propositivo; per minimamente assolvere l’implicita necessità di bilanciamento! Giacché il referendum propositivo rappresenta quell’istituto indispensabile necessario ad inoltrarci verso una “asintote” più completa democrazia indispensabile ad aprire quelle indicate, auspicate concrete forme di democrazia partecipativa e deliberativa, ecc. Quindi, sarebbe opportuno cogliere questo momento per mettere a punto l’insieme senza doverci ritrovare anche su questo fronte ai primordi come tuttora accade e privi di un sistema bilanciato e completo. Quando, così facendo si continuerà ad arrecar danno all’insieme del nostro Belpaese determinandone e ricreando dissipazione, discrasie sistemiche e perdita di competitività a causa di questo speculativo stereotipato sconnesso procedere del “never ending story” impiantatosi su un pedissequo “cava e emetti” costellata da continui blocchi. Implosioni e crash rappresentati da quei volubili “(pit)stop e try & go” tempestato da sterilizzati referendum e/o infruttuose bicamerali per montare e smontare talora lo stesso precedente modello se non cambiandovi in percentuale l’induzione centripeta (MMM) con quella centrifuga (MMP)! Od agendo viceversa o, talaltra, per intervenire variandone la percentuale di soglia d’accesso! Soluzioni che rappresentano il massimo d’anacronismo rispetto a quanto la realtà si sta evolvendo quando tutto risulta sempre più improntato sulla diversificazione, specificazione, differenziazione, ecc. Pertanto, contraddittorio risulta con la scusante del dover procedere a semplificare il quadro politico/partitico insistere con soglie d’accesso e/o ad aumentarne il tasso quando così facendo si agisce per anacronisticamente limitare e diminuire quella virtuosa concorrenza necessaria a poter contrastare auto avvitantesi speculative autoreferenzialità, concorrenza imprescindibile a poter dissipare viziose speculative deterrenze.
    Quindi sarebbe opportuno metter fine a questa infruttuosa “Odissea” lastricata di un flippato siffatto procedere straripante di “volubili pitstop” dai quali invece sarebbe opportuno evincere l’esistenza sottotraccia di quel latente alterno “primordiale under statement” del quale tuttora sembra non se ne voglia riconoscerne l’esistenza. Quando si potrebbe semplicemente acquisirne e così semplicemente metterlo definitivamente a sistema articolandolo più compiutamente quanto in ultima analisi sintetizza ed enuclea il SEMIALTERNO. Questo lo si evince dallo stesso percorso che si è finora descritto che ha riprodotto una sconnessa vera e propria traiettoria a modalità semialterna che purtroppo tuttora risulta ancora primitivo, disgiunto ed intermittente quando necessità vorrebbe che venisse articolato e messo a sistema quanto come sintetizza il SEMIALTERNO.
    Oltretutto questa esigenza di provvedere, viene desunta dal fatto che un più che decennale peregrinare dispendioso per lo spreco di energie e fatiche profuse con l’eventuale vittoria del prossimo referendum purtroppo riemergendo con un sol corno – quello ad induzione centripeta! Quindi, sempre senza un sistema completo o da reputarsi tale in quanto per acquisire la dovuta compiutezza e rendere i meccanismi elettorali completi, dovremmo poter impugnare entrambi i corni giacché a quella sola induzione centripeta ottenuta serve aggiungervi l’altrettanto sua contraria ma complementare rappresentato dall’induzione centrifuga che esprime la rappresentatività!
    Quello guarda caso, che abbiamo precedentemente abbandonato pur essendo suo complementare ed indispensabile corno che solo quando correttamente allocato, per reciproco “balance criterio” si rende in altrettanto modo indispensabile a poter imbrigliare la suddetta bestia DEMO-KRAZIA. Questo per equilibratamente poterla meglio governare e far conseguentemente in un siffatto fisiologico modo, ingenerare quella necessaria concorrenzialità indispensabile anche a questo livello, a poter contrastare speculative autoreferenzialità e così dissipare quelle rischiose latenti mutazioni oligarchiche!
    Pertanto, il sistema SEMIALTERNO si presenta completamente attrezzato con tutti i suoi elementi correttamente allocati, senza vantare alcuna presunzione di “distanziamento aureo” pur considerandone la necessità del mantenerne ben distanziati gli induttori di cui si compone ma per così potersi proporre come semplice “idealtipo sistema” elettorale completo… che quando risulta attrezzato ed equipaggiato in modo completo sarebbe opportuno conservarlo nel tempo inserendolo – “embeddandolo” – nella nostra Costituzione affinché ogniqualvolta non ne debba subire inopportune manipolazioni e ritrovarsi cambiato negli stessi propri assetti per risultare così depotenziato ogniqualvolta negli effetti e così non poter più correttamente assolvere ai compiti cui risulta essere preposto ma per continuare ad esserne nuovamente rimaneggiato dai soliti “Penelope di casta” per mantenerlo sempre strutturalmente transitivo facendo sì che conseguentemente e per inverso la sola “casta” risulti sempre più intransitiva per perpetuarsi sempre più bloccata, blindata e continui ad essere in un siffatto modo nominata per ancor più comodamente rendersi sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Umiliando ogni acclamata e conclamata volontà che così facendo ci si potrà muovere verso una società più libera, ecc. se non invece ad ulteriormente conferma dell’esigenza di dover semplicemente, cambiare archetipi… in quanto sempre più retrogrado risulta parlare di conservatori e liberali quando la struttura elettorale si mantenere sempre così obsoleta e transitiva al solo funzionale mero speculativo scopo del perpetuare lo “STATUS QUO” di casta!?
    Perciò, se non ci doteremo di un completo sistema resteremmo sempre in mezzo al guado quanto risultiamo esserlo tuttora e, sempre più impaludati per effetto del continuare ad impiantare e/o farci propinare da suddette consuetudinarie vecchie e sempre nuove ”Penelope” di casta, le altrettanto solite ibride chimere quelle che ci hanno precedentemente impaludato con il Mattarellum quanto ci sta mantenendo in analogo modo l’attuale Porcellum quanto in altrettanto uguale modo risulteremmo ritrotrovarci con un’altrettanto parziale ed incompleto sistema, sortito dal prossimo referendum del 21 giugno c.a. Giacché ci ritroveremo in mano con un corno quando per ogni equilibrato procedere si rende necessario poterne impugnarne due per intrinseca nelle “auree cose” complementarietà!
    Pertanto, col modello Guzzettum ci ritroveremo in mano un bel corno, quello che potenzialmente ci potrebbe ulteriormente rinchiudere entro un forzoso bipartitismo “blindato” schiacciati fra due “prossimi” potenziali partiti – cingoli che ulteriormente tenderebbero a sempre più rinchiudersi nell’autoreferenzialità burocratizzarsi ed istituzionalizzarsi sviluppo che metterebbe ad ulteriore rischio ogni diversa prerogativa di scelta rispetto a quella “dei due gate keeper” detentori al comando giacché alcun potere si autolimita! Questa soluzione rappresenta un anacronismo rispetto all’attuale ogni evolversi delle cose….
    Pertanto servono soluzioni che implementino concorrenza che aumentino le opzioni di scelte e non che castrino sul nascere in quanto questo rappresenterebbe aumentarne la cattività e rischiare conflittualità ed involuzioni autoritarie rispetto a quel virtuoso bipolarismo che un sistema completo permetterebbe ricreare quanto il sistema SEMIALTERNO con semplici, chiare e trasparenti regole propugna realizzare quell’atmosfera indispensabile a rendere sempre più eterea e penetrante la stessa democrazia appunto come l’aria che respiriamo!
    Il SEMIALTERNO si rende opportuno per acquisire quell’indispensabile competitività per rimetterci in rotta e per affrontare attrezzati e ben equipaggiati (eso & endo; evo & devo; geopen & geoped) le sfide che ci attendono e così meglio poter cogliere le opportunità che una siffatta realtà offre quanto in altrettanto modo poter rispondere a quel grido di libertà che viene dal futuro!
    Inoltre, quanto sopra rappresenta la parte formale e strutturale… ma, non è sufficiente la cornice stesa da una buona Costituzione Costituzione giacché il quadro si deve riempire d’impegno di altrettanto buoni cittadini che vitalizzino la Democrazia! Giacché la democrazia non è soltanto un abito esteriore di regole, ma è anche un atteggiamento interiore che dà corpo alle istituzioni; che non c’è democrazia senza un ethos conforme e diffuso. Pertanto, tutto deve essere animato da quest’impegno che viene rimesso ad ognuno di noi per applicarlo e praticarlo! Giacché, la migliore delle Costituzioni nulla può se gli uomini che la mettono in pratica risultano essere corrotti o si corrompono, o, comunque, non ne sono a misura… pertanto la “sicurezza nel futuro” ce la dobbiamo sudare dall’impegno personale ingenerando quel effettivo senso di appartenenza: iniziando con l’acquisire modi alternativi di guardare le cose per al meglio saper superare l’istintivo inerziale “pensiero unico” e, così dopo aver indagato nel micro nel meso e nel marco attraverso tutta la bibliografia possibile da Atena a Sparta fin su all’attuale… da A. Lijphart a Ludwig von Bertalanffy, William Ross Ashby, A.D. Chandler, Lawrence/Lorsch, Burns e Stalker; Lawrence e Lorsch; Woodward; Mintzberg; Coase; Williamson, Deming – Kai-zen a Goffman, Bauman, Watzlawick, De Kerkhove, R. Kurzweil & so on…”!”carpirne il latente insito aureo ciclo delle cose” per quindi, risultare meglio attrezzati nel poter affrontare con quella necessaria sicurezza le sfide e le incertezze del futuro che ci attendono quanto poter cogliere le opportunità che offre una siffatta nuova realtà promette…. giacché “le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!” “Monod” e/o….articolandole, organizzandole e sistematizzandole a ciclo compiuto in modo dinamico aperto verso un virtuoso, concorrenziale ad efficace bipolarismo aperto per meglio sintonizzarsi a come la realtà si evolve…

    Giulio Mancabelli

    20 maggio 2009 at 11:33 pm

  3. @ Sandro:
    Alle Europee, dove il Premier ha messo la faccia, ha perso tantissimi voti, mentre alle Amministrative, dove non c’era lui ma c’erano i suoi, il PDL ha vinto.
    Non ci vuole tanto a capire che la gente comincia a non poterne più di Papi, nonostante i deliri che vanno scrivendo sui suoi giornali (era ora, meglio tardi che mai).
    Papi l’ha capito, così ha ritirato il suo appoggio al Referendum.
    Forse è meglio andare al mare o a Villa Pamphili (Gheddafi permettendo), forse è meglio che non si arrivi al quorum.

    @ Giulio:
    Grazie del mega contributo.
    Chiamami scema, ma non ci ho capito niente. :D
    Non sono esperta del settore, anche se spesso riesco a capire lo stesso dove sta la fregatura, e il testo è troppo lungo.

    nevevalenti

    11 giugno 2009 at 10:27 pm

  4. Per agevolare il processo innovatore ed accelerare le prassi istituzionali serve un salto di qualità. Quindi, per spezzare questo perversa impostazione ed agire al prossimo referendum del 21 c.m. occorre semplicemente fuoriuscire da ogni indicazione e schema di casta e scegliere un secco “NO” al primo quesito elettorale (oppure astenendosi) ed invece abrogare con un “Sì” il 2° ed il 3° quesito. In questo modo si creerebbero quelle dissonanze necessarie ad obbligare la classe politica ad uscire allo scoperto ed aprire il confronto per mettere meglio a punto il sistema elettorale completandolo giacché un sistema di qualsivoglia genere e tipo… per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare la ricorsività del ciclo e “per check and balance criterio” poter incrementare qualità e massimizzare governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità gestionale implementando sussidiarietà! Diversamente, mai si potrà qualificare per sistema il ritrovarci di tanto in tanto obbligati a speculativi “pitstops” costituiti da inutili referendum ed infruttuose bicamerali per ulteriormente mantenere parziale e transitivo il meccanismo elettorale per rendere intransitiva ed autoreferenziale la sola casta! Quindi, servono inderogabili innovazioni ed adeguamenti su molti fronti e livelli perché pur essendo giunti nel terzo millennio, ci ritroviamo anacronisticamente tuttora ancorati ad un bicameralismo “ridondante” perfetto che non ha eguale al mondo! Allora, sarebbe opportuno muoversi per non rischiare di ritrovarci rinchiusi in un modello a bipartitismo forzoso e blindato a soli “barriti e ragli” simile a quello che ci sta da tempo sempre più trascinando nell’attuale recessione quello che fino a l’altro ieri era stato tanto acclamato e decantato dell’“american way of live” ha fatto flop!
    Modelli che si volevano imitare quanto quello maggioritario ma, che l’elettorato alle ultime elezioni ha sancito di voler respingere dimostrando di preferire ad un bipartitismo forzoso e blindato un bipolarismo aperto. Bipolarismo che solo se ben articolato attraverso un sistema più completo e meglio articolato quanto con il sistema semialterno propone potrebbe un modo virtuoso massimizzare governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità gestionale implementando sussidiarietà! Giacché un sistema per reputarsi tale dovrebbe imprescindibilmente enucleare la ricorsività del ciclo e “per check and balance criterio” poter incrementare qualità e non doversi ogniqualvolta rimettersi ai suddetti impropri viziosi pit-stops!
    Appunto, se si volesse effettivamente rendere il sistema istituzionale più veloce accelerandone i processi, oltre a procedere a quanto hanno già intenzionalmente espressero ancor prima delle elezioni Europee, sia il Pres. del Consiglio Berlusconi quanto l’On. Franceschini che si erano nel merito spesi, dichiarandosi disposti a dimezzare anche i Parlamentari contestualmente a questo “ammodernamento” per poter effettivamente rendere virtuoso il sistema nel suo complesso, servirebbe innanzitutto mettere a punto e completare il meccanismo delle leggi elettorali facendo si che la semplificazione del quadro politico venga rimessa automaticamente all’insita dinamica articolazione dello stesso meccanismo quanto il semialterno enuclea, senza la necessità d’introdurre alcuna soglia e/o doversi rimettere a continuativi speculativi pit-stops costituiti da inutili referendum ed infruttuose bicamerali per ulteriormente rendere parziale e transitivo il meccanismo elettorale per invece mantenere perpetua e sempre più intransitiva ed autoreferenziale la sola casta!

    Giulio Mancabelli

    13 giugno 2009 at 11:51 pm


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: