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Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Alcune delle cose che avrete in cambio del taglio dell’ICI

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265 sì, 246 no e un astenuto. Questo il voto con il quale, non senza una aggiustatina per accontentare qualche dubbioso nella maggioranza, è passata alla Camera la mozione, a firma del leghista Roberto Cota, inerente la creazione delle ‘classi d’inserimento’, un nome molto elegante per definire le classi speciali nelle quali i bimbi degli immigrati che vivono in maniera regolare in Italia verranno tenuti separati dal resto dei bambini.
Sulla presenza dei bimbi stranieri nelle italiche scuole, dicono in giro, si è espresso l’onorevole Paolo Romani, dicendo di temere che sia la causa del rallentamento dell’apprendimento dei nostri bambini. Insomma, si sancisce l’esistenza del ‘diverso’ e si rafforza in lui l’idea di essere diverso. Si sancisce per legge l’esistenza del ‘diverso’ e si sancisce che il ‘diverso’ dev’essere tenuto da parte. Un piccolo passo per il governo, un grande passo per il ritorno all’ordine che tanto affascina i postfascisti odierni. Oggi sono i piccoli immigrati ad essere separati dai loro coetanei proprio in quella fase delicata della crescita in cui la socializzazione e lo scambio sono fondamentali. Domani magari saranno i disabili. Anche i disabili rallentano l’apprendimento della classe. E dopodomani?
Cari onorevoli (mai parola fu tanto abusata), se i giovanissimi italiani non apprendono, è per le condizioni disastrose nelle quali da sempre mantenete le scuole, e apprenderanno sempre meno e sempre peggio grazie ai tagli mascherati da riforma che voi signori avete deciso di fare. Col favore di tanti italiani che non sanno che non erano più maestri per classe a far lievitare la spesa pubblica, ma i tanti maestri ‘esterni’ che vengono pagati profumatamente per fare progetti di cinema, di teatro ed altre amenità. Quelle sono le cose che andrebbero tagliate, non l’insegnamento dell’italiano e della matematica. Col favore di tanti italiani che giudicano pensando a quando erano giovani e si dicono che il maestro unico è stato un bene per loro e così deve essere anche per i loro figli e nipoti, dimenticando che ai loro tempi a scuola non si insegnavano l’inglese e l’informatica.
La scuola e la sanità sono i cardini del funzionamento del principio di uguaglianza. Se la maggioranza degli italiani è contenta che queste grandi conquiste della democrazia, costate sangue e sofferenza, vengano spazzate via in modo così sfacciato; se la maggioranza degli italiani, nelle cui vene scorre sangue africano, arabo, normanno, bizantino, celtico, albanese, pensa che isolando la diversità si possa diventare un paese migliore, ha ragione Margherita Hack quando dice che siamo un paese ignorante e provinciale.
Tutto merito del lavoro certosino svolto da 30 anni dal modello di TV che in un modo o nell’altro fa capo all’attuale Presidente del Consiglio, o Premier, come vuole farsi chiamare.
Dopo la scuola, il prossimo obiettivo del governo sarà la sanità. Voglio vedere cosa useranno come specchietto per le allodole per convincere la gente, al posto del grembiulino. Mediaset ha già cominciato a preparare il terreno con la serie ‘Crimini bianchi’.
Tra pochi anni, se non avrete l’assicurazione non ci sarà nessun Pronto Soccorso ad ospitarvi, come negli U.S.A..

Articoli:
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_15/stranieri_classi_separate_benedetti_792ff016-9a7c-11dd-8bde-00144f02aabc.shtml
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/classi-inserimento/classi-inserimento/classi-inserimento.html
http://www.superando.it/content/view/3696/111/

È di questi giorni la notizia che Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali dell’attuale governo Berlusconi, ha sottoposto all’esame del Parlamento un disegno di legge di riforma delle regole sul diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilità.
La parte interessante della riforma che il Ministro ha in mente è la seguente. Cito dall’articolo del Sole 24 Ore: ‘Obbligo di indire un referendum consultivo prima di proclamare una protesta, con la dichiarazione di adesione individuale da parte del singolo lavoratore. Sanzioni applicate dai prefetti e non più dalle aziende’.
Sacconi ha preso spunto da un’idea venuta a Pierluigi Bersani qualche anno fa in occasione dell’ondata di scioperi dei trasporti pubblici: in pratica i dipendenti, che già il suo collega Renato Brunetta ha stabilito essere tutti dei gran fannulloni, dovranno provvedere da soli alla loro schedatura e la certezza della punizione sarà, di fronte a ben altra autorità, ineluttabile.
In pratica si sancisce, come ai vecchi tempi, che il lavoratore non ha diritto di protestare quando è oggetto di ingiustizie.
Cosa vi aspettavate dal governo capeggiato da un signore anziano e rancoroso che del leader della seppur languida opposizione dice ‘Non me ne frega niente’ e dichiara ‘io con chi scende in piazza non parlo’, perché evidentemente per lui quelli non sono italiani, o perlomeno sono italiani di serie B, che non meritano niente, che devono lavorare e stare zitti, umiliati dall’opinione pubblica e da Ministri incapaci di distinguere i fannulloni da quelli che lavorano anche per conto dei fannulloni; derisi dai loro capi, della stessa pasta del Ministro tanto severo con le ‘risorse umane’ e tanto generoso con i dirigenti, ai quali ha tagliato il tetto al trattamento economico.
‘Risorse umane’, tremate. La vostra paura è la forza del potere. Controllate che non abbiano messo un timer anche alla macchinina del caffè del vostro ufficetto.
Oggi il caffè, domani il Generale Bava Beccaris ad aspettarvi in piazza col cannone puntato.

Articoli:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/10/sciopero-trasporti-pubblici-referendum-preventivo.shtml?uuid=789e3efa-9a95-11dd-ad2b-19db11f9235c&DocRulesView=Libero
http://archiviostorico.corriere.it/2000/luglio/25/Bersani_referendum_tra_lavoratori_prima_co_0_000725389.shtml
http://www.unadis.it/2008/07/14/decreto-brunetta-norme-da-disapplicare/
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_30/pausa_caffe_timer_a2ed9490-8eb9-11dd-8a6d-00144f02aabc.shtml

Bava Beccaris spara sulla folla.

Maggio 1898: Bava Beccaris spara sulla folla.

2 Risposte

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  1. certo, se poi avessi davvero voglia di informarti e leggessi quello che dice la mozione, poi magari ti renderesti conto di aver scritto una buona dose di inesattezze e di cazzate, ma dubito lo farei. Saluti a Bava Beccaris.

    jack

    17 ottobre 2008 at 12:04 am

  2. Quando si ricevono critiche del tipo ‘è una cazzata’, ‘smetti di dire cazzate’, ‘IO dico che è LA TUA una cazzata’, sicuramente è perché s’è toccato qualche punto vivo.
    Dove sarebbero le inesattezze e le ‘cazzate’, signor ‘Jack’? Rilegga e mi faccia sapere.
    Io parlo dell’argomento in termini di didattica. Ma cosa sto a dire a lei, che sicuramente sarà un grande esperto di didattica, data la terminologia accurata che adopera. In Italia sono in molti ad essere esperti di educazione e di scuola. Lo vedo dalla quantità di opinionisti in materia in onda sul TG4.
    Taglio corto. L’Italia è ancora un paese democratico e sono libera di dire ciò che penso, e della mozione leghista penso questo: il principio è buono, la forma d’attuazione è pessima. Attuare forme di di separazione a quell’età rafforza nei bimbi l’idea di diversità e questo non aiuta l’integrazione, anzi peggiora la separazione.
    Per fortuna che in Italia ci sono i binari unici come lei, altrimenti chissà in quante direzioni pericolose divideremmo i nostri pensieri.
    Le saluterò Bava Beccaris, anche se prima o poi potrà farlo da solo. Scoprendo che il suo cannone non sa distinguere tra me e lei.

    nevevalenti

    17 ottobre 2008 at 10:44 am


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