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Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Come fu e come non fu

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Chi muore e dar non sa di gloria un segno / alle future età, di fama è indegno.

‘Dobbiamo lottare contro questo stato fascista’ disse Umberto Bossi, il colorito Ministro delle Riforme dell’attuale Governo Berlusconi. Ma con chi ce l’aveva il Senatùr, dato che al governo c’è lui?
‘Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista’ disse Umberto Bossi. E continuavo a non capire con chi ce l’avesse. Forse con se stesso, dato che è lui oggi quello che sta stravaccato a Roma Ladrona e non disdegna il lauto stipendio e i privilegi che il centralismo gli passa.
‘Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola’ disse Umberto Bossi, e mi chiesi come mai tra i tanti argomenti di cui la sua raffinatissima cultura poteva occuparsi, tirava fuori proprio la scuola. Poi pensai subito alla scuola fascista della Riforma Gentile e scacciai via il dubbio.
‘Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord’ disse Umberto Bossi. Nessuno che si chieda dove siano mai gli insegnanti del Nord. Certo è in linea con le stupidaggini di partito dire che vengono calpestati da quelli del Sud, ma la verità è che di insegnanti del Nord ce ne sono molto pochi. Quelli del Nord non vanno a farsi umiliare giorno per giorno da Presidi e alunni per uno stipendio da fame. Quelli del Nord devono vincere, lavorare, produrre, tirare i sassi dal cavalcavia.
‘Il problema della scuola è molto sentito perchè tocca tutte le famiglie. La Padania ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini la insegnamo fin da quando nascono, insegnamo loro che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati’ disse Umberto Bossi. Questa era una palese captatio benevolentiæ. Dove voleva arrivare il Senatùr?
‘Tutto quello che dico è la verità. Un nostro ragazzo è stato bastonato agli esami perchè aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo’ disse Umberto Bossi. Eccoci, siamo al dunque. Il ‘ragazzo’ in questione è suo figlio Renzo, bocciato dall’incorruttibile commissione di maturità del Liceo Bentivoglio di Tradate (VA). E non era neanche la prima bocciatura.
Ecco l’uomo Umberto Bossi è venuto allo scoperto, la montagna ha partorito il topolino. Tanti discorsi roboanti, i soliti scandalosi discorsi che un uomo di Governo non dovrebbe fare, per coprire una magagna personale e farla passare come una ingiustizia.
Il Senatùr non sa o non ricorda, oppure tace, che la tesina è solo una parte dell’esame di maturità, che ci sono scritti e orali e che per far sì che quella (coraggiosa) Commissione bocciasse il figlio di un Ministro della Repubblica Italiana, quel ‘ragazzo’ doveva avere raggiunto un punteggio veramente basso.
Ecco com’è la scuola oggi: quando un ‘ragazzo’ non studia è solo colpa dei professori. Se lo dice a chiare lettere anche il Ministro Bossi, perché non dovrebbe essere altrimenti?
La parlamentare leghista Paola Goisis, della Commissione Cultura della Camera, dopo l’arringa del Ministro non poteva essere da meno, e qui di seguito voglio fare un breve sunto delle perle da lei inanellate, affinché la Storia le ricordi.
‘Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima’, disse la parlamentare. Lo studente medio, prendete me 10 anni fa, risponderebbe che i re di Roma erano sette e i Dogi di Venezia sono stati 120, che c’è una bella differenza nel ricordare sette personaggi da leggenda e dedicargli mezza lezione e ricordarne una lista interminabile nella quale solo una decina ha fatto qualcosa di davvero notevole.
La Goisis risponderebbe che negli Stati Uniti i ragazzi conoscono i nomi di tutti i Presidenti, lo si vede in tutti i films. Solo i nomi, però, risponderei io. Per quel che serve.
‘Dopo trent’anni di scuola di sinistra, di esami di sinistra, di professori di sinistra, di presidi di sinistra i nostri ragazzi sono disorientati. I nostri studenti hanno bisogno di essere guidati da uno come Umberto Bossi.’, disse la Goisis. Ma se si vuole purgare la scuola dai frutti del garantismo insolente del passato, come si può contemporaneamente voler continuare a fruirne, come il Senatùr ha chiaramente espresso? E poi, alla fine, gli studenti hanno veramente bisogno di essere guidati dal Senatùr?
‘Non è possibile che vengano professori da ogni parte a togliere il lavoro agli insegnanti del Nord. Loro vogliono sentir parlare solo di Pirandello e Sciascia e non di un federalista come Carlo Cattaneo’, disse la Goisis. Questa è la perla più brillante di tutte. Fedele al suo capo, la parlamentare ribadiva il terribile torto subito dall’eroico ‘ragazzo’ da parte dei professori Comunisti del Sud e innalzava il Cattaneo sopra a tutti gli altri. Come a dire che ognuno glorifica ciò che ha, o come a dire che essere promossi solo per conoscere Sciascia e essere promossi per conoscere solo Cattaneo non sia analogamente idiota.
Ma non era finita, non poteva finire così.

S’ode a destra uno squillo di tromba, / a sinistra risponde uno squillo.

Nel Sud alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana’, partiva all’attacco il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, e rincarava ‘in Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti’, quegli insegnanti che poi avranno classi di 30 o 35 ragazzi e dovranno insegnare con i test, con le caselline del sì e del no, circondati dal disprezzo totale degli alunni e dei loro genitori.
La cosa bella degli intolleranti italiani di inizio XXI Secolo è che non si ricordano, loro del Nord, che è stato proprio uno staterello del Nord a annettersi il Sud più per forza che per amore. Cosa aveva 150 anni fa che li attirava tanto e perché oggi non ce l’ha più?
Tra le tante risposte giustamente indignate che la Ministra ha ricevuto, voglio ricordare quella di Piergiuseppe Manicone che ho letto su Repubblica: ‘Bisognerebbe che questa signora venisse costretta ogni anno a cambiare sede, a ricominciare da capo con alunni e colleghi nuovi con la spada di Damocle di una riconferma che è in forse ad ogni inizio di anno scolastico. Bisognerebbe che la nostra signora, si confrontasse ogni giorno con situazioni familiari impensabili, in un contesto sociale disagiato, in periferie ghetto’.
Queste cose a Roma, città ladrona o riverita Sede del Governo a seconda dei casi, non le sanno. E pensano di risolverle operando un taglio di 85 mila docenti sul personale, riducendo l’orario delle lezioni, ampliando le classi a dismisura e inserendo un ‘maestro unico’ a fare il quadruplo di quello che facevano i loro corrispettivi di 40 anni fa, togliendo 10 mila insegnanti di sostegno per i disabili.
Ma l’opinione pubblica non bada a queste cose, a loro basta che quei fannulloni di insegnanti stiano al loro posto e che ringrazino Dio di avere un lavoro sicuro che gli permette di stare in vacanza per metà dell’anno.
Per fare contenta la gente basta reintrodurre il voto di condotta senza ricordare che una volta si veniva bocciati con un sette e oggi bisogna arrivare a cinque; basta reintrodurre i grembiuli a scuola come ‘elemento di uguaglianza’, ma che siano griffati Armani; basta annunciare che i libri costeranno di meno ma dimenticare di dire che si dovrà comunque ricomprarli ogni anno anche se saranno sempre uguali.
Come dite? Che la Ministra ha chiesto scusa e quindi devo smetterla con queste polemiche?

Articoli:
http://www.corriere.it/politica/08_luglio_20/bossi_lega_dialogo_a29d8d36-5644-11dd-a206-00144f02aabc.shtml
http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_11/maturita_figlio_bossi_11681692-4f0f-11dd-932f-00144f02aabc.shtml
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/docenti-nord-sud/corsi-insegnanti-sud/corsi-insegnanti-sud.html
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/docenti-nord-sud/gelmini-smentisce/gelmini-smentisce.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/26/rivolta-contro-il-ministro-gelmini-non-siamo.html

5 Risposte

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  1. Per quanto riguarda la parte su Bossi, scusa se mi autocito, ma è il miglior modo per farti capire quanto sia d’accordo con te:
    http://venividiwc.wordpress.com/2008/07/20/bossi-2/
    http://venividiwc.wordpress.com/2008/07/20/bossi-3/
    Per quanto riguarda la Maria Stella cometa dell’istruzione italiana, mi permetto di suggerire l’introduzione di corsi intensivi per ministri straparlanti… E non sarebbe certo la sola alunna…

    venividiwc

    3 settembre 2008 at 7:09 pm

  2. La verità è che questi signori, chi per ignoranza e chi per ignoranza, vogliono tornare non tanto alla scuola dell’ordine, dato che senza bulli stupratori col cellulare non avrebbero da riempire i TG, ma al caro, vecchio, mortale modello scolastico nozionista. Niente più intrecci di Saperi in crescita e in relazione tra loro né ragionamento, ma una sola fonte dalla quale attingere, e basta.
    Questo per quanto riguarda chi potrà permettersi di andare a scuola. Tutti gli altri andranno come ai vecchi tempi a lavorare co.co.co. per 18 ore al giorno in fabbrica, o a mendicare, o a fare i delinquenti e riempire ancora i TG.
    Sono 40 anni che seminano, ora è tempo di raccogliere. E con l’aria che si respira oggi a scuola, dove l’importante non è Sapere ma avere ‘il pezzo di carta quanto prima’, hanno tutte le porte aperte.
    E chi li ferma, Weltroni?

    nevevalenti

    3 settembre 2008 at 7:51 pm

  3. Ma l’opinione pubblica non bada a queste cose

    opinione pubblica? esiste ancora? chi dà voce al dissenso oltre alla rete?
    però ammetto che ha un suo fascino antico questa idea di scuola ottocentesca, io reintrodurrei le punizioni corporali per i bulletti e i loro genitori :D

    Sandro Taliani

    4 settembre 2008 at 10:38 am

  4. Non preoccuparti, le trovate della Ministra sono solo fumo negli occhi per chi della scuola sa quello che sente al TG e non bada a chiedere ai suoi figli. La solita trovata di alleviare i sintomi senza curare la malattia, che è profonda e seria.
    A proposito della Ministra, lo sapevi che scelse di fare l’esame di abilitazione alla professione di avvocato a Reggio Calabria, dove le percentuali di ammessi erano molto alte, e non a Brescia, dove solo 1 su 3 venivano ammessi? Era il 2001, Mariastella, ventottenne, era già Presidente del Consiglio Comunale di Desenzano ma non ancora lanciata come assessore al Territorio della provincia di Brescia, consigliere regionale lombarda, coordinatrice azzurra per la Lombardia. Ma ancora non era avvocato. Così scelse la ‘via breve’ degli ‘esamifici’.
    La storia è esemplare e la racconta Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi.
    Tutti vogliono spazzare via il marcio dalla scuola, ma tutti ne vogliono un pezzetto per sé. :I

    nevevalenti

    4 settembre 2008 at 12:11 pm

  5. è vero, ricordo di un mio amico che doveva sostenere questo esame di abilitazione alla professione e mi raccontava di sedi dove era statisticamente più probabile superarlo. una ministra giovane e inesperta che in compenso si presenta con un bagaglio culturale degno del suo padrone, ancora una volta la persona giusta al posto giusto.
    questi con il fumo negli occhi ci costruiscono intere carriere politiche, grazie proprio al preoccupante sottosviluppo di una grande fetta di popolazione mediasettizzata

    Sandro Taliani

    5 settembre 2008 at 7:26 am


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