UN BLOG IN PIÙ NELLA RETE

Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Andrea Pazienza 3

leave a comment »

Misi giù il telefono e il mio pianto funebre assunse la forma di tre buffi latrati. Un volpino con la tosse. Derisi la forma assurda che aveva scelto la mia incazzatura, poi uscii in giardino ed emisi altri due o tre latrati, già più degni, da coyote, e fu tutto.
Mi aveva privato senza chiedermi il permesso della possibilità di litigare, di ucciderlo, di invidiargli bavoso i disegni e le storie, di poter sperare che in un qualche modo il fosso pieno di reciproco nulla che ci aveva separato potesse essere riempito, prima o poi, almeno da fumetti suoi disegnati per me o da fumetti miei inventati immaginando che poi in quella sua casa toscana del cazzo lui li leggesse…
(Filippo Scozzari ricorda Andrea Pazienza)

Caro Vincenzo (Sparagna), cari lettori di Frigidaire, due parole su Andrea, due parole per dire che per raccontare Andrea c’è bisogno di un’enciclopedia, con tutti i suoi disegni e con tutti i disegni che lui ha influenzato in questi ultimi terribili e affascinanti 10 anni. Il più bravo a raccontare del mondo che io abbia conosciuto.
“Maestro” lui mi chiamava scherzando sulla mia età, ma io ero l’allievo.
C’è uno sgomento e un vuoto cui dovremo imparare a convivere per i prossimi anni. Tutti i giornali che ho fatto aprivano sempre con Andrea (L’avventurista, Il Male, Ottovolante, Zut) e in tutti i giornali in cui collaboravo, c’era sempre Andrea.
Per me per ora basta di fare giornali.
C’era un’avanguardia che nello stagno italiano da più di dieci anni aveva fatto, sperimentato, vissuto arte, arte nel livello della comunicazione e dello scontro reale contemporaneo. Arte con i giornali, multipli colorati in vendita ad ogni angolo di strada. Arte con Il Cannibale, arte con Il Male, arte con Frigidaire, arte con il primo Zut, arte con Frizzer, arte con Ottovolante, arte con Tango, arte con Ava, e racconto del contemporaneo, del colore contemporaneo, alla ricerca del mitico segno dei tempi.
Il segno del tempo. Era quello che cercava Andrea, era quello che cercava Stefano (Tamburini) è quello che cerchiamo alcuni di noi. Non tutti, c’è chi bleffa, chi non racconta più nulla, chi ha tirato i remi in barca. Andrea no, Andrea era rimasto cocciutamente all’avanguardia, e come altre avanguardie è finito massacrato dalla vita… E noi sopravvissuti..?
Forse chiudere un periodo e attrezzarci per un altro per continuare la ricerca del segno dei tempi. Non so come, né con quali strumenti, ma so che oggi il posto di Andrea come quello di Stefano non lo potrà prendere nessuno e bisognerà cercare altro e altrove.
(Vincino, il segno dei tempi, Frigidaire Luglio-Agosto 1988)

 

Vignetta di Andrea Pazienza

Nell’immagine: una vignetta di Andrea Pazienza

Written by nevevalenti

15 gennaio 2008 a 10:21 am

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: