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La coppa Warren

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Edward Perry Warren detto Ned, scrittore americano e collezionista di opere d’arte, durante il suo soggiorno a Roma nel 1911 si imbatté in un oggetto di preziosa manifattura, un oggetto molto particolare che il suo fiuto e il suo gusto non potevano non riconoscere come unico.
Il commerciante che glielo mostrò gli raccontò che veniva dai dintorni di Gerusalemme e che quando fu ritrovato era colmo di monete dell’Imperatore Claudio e chiese 2.000 Sterline.
Ned non batté ciglio e lo pagò in contanti. Quell’oggetto doveva far parte della sua collezione.
È così che nasce la storia moderna di quella che oggi chiamiamo ‘Coppa Warren’, una coppa d’argento decorata superbamente con scene omoerotiche in rilievo dall’ignota mano di un anonimo maestro del passato, probabilmente greco, nell’epoca dell’Imperatore Nerone.
Della storia antica sappiamo poco. Sappiamo dallo stato in cui si trova che è stata molto usata, che era come molte altre coppe dotata di due manici e che era dorata.
È probabile che fu nascosta durante le scorribande che percorrevano la Provincia di Giudea all’epoca delle ‘Guerre Giudaiche’ e immagino il terrore dell’antico proprietario, la cui cittadinanza romana e la ricchezza, unite al soggetto della coppa, non sarebbero certo stati elementi che gli avrebbero fatto passare vivo l’esperienza dell’incontro con una banda di indipendentisti Zeloti.
Oggetti del genere non erano fuori dal comune nell’epoca romana, anche se i pezzi raffiguranti scene eterosessuali sono sopravvissuti in numero maggiore rispetto a quelli rappresentati scene omoerotiche. Generalmente erano ‘pezzi da conversazione’ e erano prodotti in coppia.

La coppa presenta due scene. Nella prima un uomo (erastes) penetra un giovane (eromenos) che si tiene in equilibrio su una corda, mentre uno schiavo guarda di nascosto da dietro una porta, e nella seconda scena un uomo penetra un giovane da dietro. Entrambe le scene hanno come sfondo drappeggi e strumenti musicali.
Il tutto è rappresentato con maestria, eleganza e dovizia di particolari sconosciute ad altri oggetti analoghi pervenutici.

La Coppa rimase nella collezione di Ned fino alla sua morte per passare poi attraverso diverse mani.
Come altri oggetti ‘scandalosi’, destinati solo al commercio privato per essere esibiti solo tra amatori del genere, fu inesibibile per molto tempo.
Negli anni 50 la Dogana Statunitense negò al proprietario dell’epoca il permesso di entrata della Coppa negli U.S.A., e molti Musei si rifiutarono di acquistarla.
Negli anni 80 il bigottismo dominante s’era incrinato e la Coppa fu prestata per essere esibita a Basilea e a New York. Nel ’99 il British Museum (che 40 anni prima era tra i Musei che ritenevano scandaloso l’oggetto) decise di acquistarla.
Furono chieste 1.800.000 Sterline e fu l’articolo più costoso che il Museo londinese acquistò fin dalla sua fondazione.
Oggi è visibile nella Stanza 70 dell’area del British Museum dedicata all’Impero Romano.

La coppa Warren
(cliccare per ingrandire)

N.B.:
Certi giornalisti pescano di quà e di là senza criterio e senza citare la fonte.
Io non sono una giornalista né un pozzo di scienza e per scrivere questo post ho preso materiale prevalentemente da queste pagine:
http://www.thebritishmuseum.ac.uk/explore/highlights/highlight_objects/gr/t/the_warren_cup.aspx
http://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Cup

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