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Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Andrea Pazienza 2

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Andrea Pazienza, È dedicata a tutti quelli che nel ‘77 avevano vent’anni, e che ora ne hanno diciotto.Andrea Pazienza, detto Andrenza, è più giovane di me, e probabilmente anche di voi, a meno che voi non siate anche più giovani di me, in tal caso potrebbe anche darsi che siate giovani come lui.
Andrea Pazienza, la prima volta che ho visto un suo disegno (era una serie di vignette ciclostilate a Bologna nel marzo ’77) ho detto “questo non sa disegnare”. Questo mio giudizio è stato fondamentale. Tutti quelli che ci ho detto così sono diventati famosi.
In quel caso comunque era per via che A.P. è pigro, una roba micidiale. Egli è in realtà il più grande disegnatore vivente. Quando vi fa vedere le tavole di “studio” dei suoi fumetti e vi racconta la storia com’è, è circa 50 volte meglio di quando l’ha disegnata.
È un ignavo, un pezzente, un mollaccione. Un fallito che si accontenta del settimo posto nella hit-pareid mondiale perché a disegnare gli fanno male le dita. Da tre anni va in giro a raccontare il suo colossal, un rock festival megalitico nel deserto con impianti di amplificazione alti 20 piani e una bomba neurotica piazzata nella chitarra del solista. Ma che volete, è una storia troppo bella, Andrea lavora solo 1 giorno alla settimana e i soldi li vuole vedere lì sul tavolo come la lattina di olio Sasso.
Gli servono 10 grammi di fumo per ogni tavola e 2 telefonate in teleselezione per l’altro capo dell’Universo dove invariabilmente è Betta, il suo amore con la voce da bambina senza la quale (telefonicamente) non può lavorare.
Se l’Italia non fosse l’Italia e i democristiani non fossero tutti ladri ad Andrea gli arriverebbe un tipo con gli occhiali scuri, ci sbatterebbe sul tavolo 100 milioni in piccolo taglio e 1 chilo di libanese bauxitico e ci direbbe, facendosi le unghie col serramanico, “lavora bello, ti do 20 giorni, o mi dai un capolavoro o ti taglio le 5 dita”.
Invece i governanti hanno altro da pensare che l’arte. E voi beccatevi questi schizzetti e immaginatevi cosa sarebbe in grado di fare se ci fosse un’altra legge sugli artisti.
(Giovanni Karen alias Iacopo Fo, 1981, Introduzione a “Il libro rosso del male”, supplemento a “Il Male” n°49 del 29 Dicembre 1981)

Nell’immagine: Andrea Pazienza, È dedicata a tutti quelli che nel ’77 avevano vent’anni, e che ora ne hanno diciotto (cliccare per ingrandire).

Written by nevevalenti

9 marzo 2007 a 6:57 pm

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