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Il blog di Neve Valenti – Reloaded

Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa

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Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono

Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo.
Non sempre sono state però conosciute in tempo.
In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.
Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.
È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti.
Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani.
Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.
Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.
È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada.
La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.
A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.


Questo è l’
Appello contro il ritorno delle leggi razziali in Europa che Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro e Gianni Amelio hanno scritto al giornale spagnolo El País.

English version:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/against-the-reintroduction-of-race-laws-in-europe/

Versión en español:
http://www.elpais.com/articulo/opinion/regreso/leyes/raciales/elpepiopi/20090701elpepiopi_7/Tes

L’appello su Micromega:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-tabucchi-maraini-fo-rame-ovadia-scaparro-amelio-appello-contro-il-ritorno-delle-leggi-razziali-in-europa/

Firma l’appello:
http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391094

Le leggi razziali del ventennio fascista su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste

Dossier su ‘La difesa della razza’, la rivista più nota del razzismo fascista:
http://magazine.enel.it/golem/Puntata3/articolo.asp?id=134&num=3&sez=47&tipo=&mpp=&ed=&as=

Written by nevevalenti

3 luglio 2009 at 11:58 pm

Il coraggio di Giacomo Matteotti

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Giacomo Matteotti

Giacomo Matteotti

Vi ricordo che oggi è l’anniversario della barbara uccisione di Matteotti da parte dei fascisti nel 1924.
Giacomo Matteotti osò opporsi ai fascisti in modo netto e deciso, sapeva benissimo dove volevano arrivare, era giustamente convinto che la paura era quello che loro volevano per poter continuare indisturbati nell’avanzata al potere. Praticamente era solo. La CGL, Confederazione Generale del Lavoro, si inclinava sempre più verso Mussolini. Neppure i comunisti, a modo loro, non erano di grande aiuto.
A questo proposito Matteotti scrisse a Turati: ‘Il nemico è attualmente uno solo, il fascismo. Complice involontario del fascismo è il comunismo. La violenza e la dittatura predicata dall’uno, diviene il pretesto e la giustificazione della violenza e della dittatura in atto dell’altro’.
Tre anni prima della morte ebbe il coraggio di denunciare le intimidazioni e le violenze fasciste nella famosa ‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’. Pochi mesi prima di essere ucciso pubblicò a Londra il volume ‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’, dove riportava in modo scrupoloso tutte le violenze avvenute fino a quel momento. Inutile dire che questi testi sono tuttora introvabili, e ognuno ci faccia sopra le considerazioni che desidera.
Il 30 maggio 1924 il Deputato Giacomo Matteotti prese la parola alla Camera e, tra gli schiamazzi e le offese dei fascisti e di quelli che prestissimo lo sarebbero diventati, denunciò coraggiosamente i brogli, gli abusi e le violenze delle milizie fasciste durante le elezioni del 1924.

(…)
Giacomo Matteotti.
Onorevole Presidente, forse ella non m’intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata… (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)
Voci: a destra: “E le guardie rosse?”
Giacomo Matteotti. Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare… (Interruzioni) mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l’Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero… (Interruzioni, rumori)
Roberto Farinacci. Erano i balilla!
(…)

‘E adesso, potete preparare la mia orazione funebre’, disse ai suoi colleghi una volta finito il discorso.
Il 10 giugno dello stesso anno Matteotti fu rapito sul lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma da un gruppo di membri della polizia politica fascista, l’OVRA. Questi sono i loro nomi: Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Augusto Malacria e Amleto Poveromo.
Il giorno dopo avrebbe dovuto parlare di nuovo alla Camera e molto probabilmente, secondo studi recenti, aveva scoperto un giro di tangenti che legava il fascismo alla compagnia petrolifera americana Sinclair Oil e stava per denunciarlo pubblicamente.
Il suo corpo fu ritrovato da un guardiacaccia al boschetto della Quartarella di Riano, fuori città, il 16 agosto, in avanzato stato di decomposizione.
I particolari sul processo che seguì potete leggerli nei link in fondo all’articolo, così come la totalità dei documenti citati in questo articolo. Il succo è che quelli furono giorni convulsi e imbarazzanti per i fascisti.
La stampa voleva sapere, da più parti la gente cominciava a chiedersi apertamente che tipo di tranquillità fosse quella guadagnata con l’eliminazione del dissenso (un po’ tardi, aggiungerei: erano anni che i fascisti devastavano e uccidevano nella più completa impunità).
E poi ci fu la Secessione dell’Aventino, atto inutile e tardivo come se ne fanno in Italia, da sempre.
Il punto (tragicamente) interessante arrivò quando Mussolini, il 3 gennaio dell’anno successivo, intervenne alla Camera dei Deputati prendendosi in toto le responsabilità di ogni cosa che era accaduta, minacciò l’Aventino di sedizione e minacciò l’opposizione nel nome di un’Italia che chiedeva tranquillità e sicurezza.
E lui glie l’avrebbe data.

(…)
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!
Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi.
In questi ultimi giorni non solo i fascisti, ma molti cittadini si domandavano: c’è un Governo? Ci sono degli uomini o ci sono dei fantocci? Questi uomini hanno una dignità come uomini? E ne hanno una anche come Governo?
Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto estremo, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il Partito; e, come per sentire la tempra di certi metalli bisogna battere con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento, quando il vento è infido, scantonano per la tangente.
Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione. Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!
(…)

Quella notte stessa il Ministro dell’Interno Luigi Federzoni scrisse a tutti i Prefetti del Regno invitandoli a assumere ‘ogni cura nell’adozione delle misure atte a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico’ e stringere i controlli su circoli, associazioni, esercizi pubblici ‘sospetti dal punto di vista politico’.
In più, c’era la stampa che non la smetteva di fare gazzarra.
Ce n’era anche per loro. Il Ministro Federzoni, negli stessi telegrammi, al fine di ‘reprimere gli abusi della stampa periodica’ invitava i Prefetti a una più sollecita applicazione del Decreto Legge 10 luglio 1924, trasfuso nel Disegno di Legge sulla ‘gerenza e la vigilanza dei giornali e delle pubblicazioni periodiche’ del 4 dicembre 1924 in vigore dal 31 dicembre. Ogni pubblicazione doveva avere un direttore responsabile riconosciuto dal Governo tramite il prefetto, la responsabilità diventò di carattere penale (pena è l’arresto immediato) e l’esercizio della professione giornalistica venne ‘consentito solo a coloro che siano iscritti negli albi stessi’.
Nel giro di un anno scomparvero 58 giornali, 149 periodici, migliaia di opuscoli, manifesti, libri e altro.
Tra il 1925 e il 1926 poi uscirono le ‘Leggi fascistissime’ nelle quali si stabiliva che il Capo del Governo non rispondeva più al Parlamento del suo operato, che il Partito Nazionale Fascista era l’unico partito ammesso, che gli scioperi erano proibiti, che i soli sindacati riconosciuti erano quelli fascisti, che a capo delle amministrazioni locali venivano messe autorità di nomina governativa, che chi sgarrava andava al confino o poteva venire ammazzato.
Era fatta, la dittatura era iniziata. L’Italia era finalmente tranquilla e sicura come il Duce voleva che gli Italiani volessero.

Mussolini sulla bara di Matteotti in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Mussolini in una vignetta del 1924 tratta dal giornale satirico 'Il Becco Giallo'.

Giacomo Matteotti e il ventennio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Matteotti
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/matteot.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1923p.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1925c.htm
http://cronologia.leonardo.it/storia/a1937g.htm
http://www.ossimoro.it/p25.htm

L’ultimo discorso di Matteotti alla Camera dei Deputati:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_30_maggio_1924,_Discorso_alla_Camera_dei_Deputati_di_denuncia_di_brogli_elettorali
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/21947.html

‘Inchiesta socialista sulle gesta dei fascisti in Italia’:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc000.htm

Le immagini allegate all’inchiesta:
http://cronologia.leonardo.it/fascismo/fasc001.htm

‘The fascisti exposed: a year of fascist domination’:
http://books.google.com/books?id=IdC6AAAAIAAJ&q=giacomo+matteotti&dq=giacomo+matteotti&pgis=1

Un articolo sulle ricerche di Mauro Canali:
http://www.sat8.tv/1997-il-delitto-matteotti-tutti-i-retroscena-nel-libro-di-mauro-canali/

Il discorso di Mussolini su Matteotti:
http://it.wikisource.org/wiki/Italia_-_3_gennaio_1925,_Discorso_sul_delitto_Matteotti
http://www.pmli.it/discorsomussolini3gennaio1925.htm

Le ‘Leggi fascistissime’:
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_fascistissime
http://www.studiamo.it/dispense/storia/leggi-fascistissime.html

Written by nevevalenti

10 giugno 2009 at 6:08 pm

‘È l’Italia una penisola o l’è piuttosto tutto il restante che le sta attaccato?’

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Allora, a conti fatti Berlusconi ha perso 2 milioni di voti alle Europee, ma la televisione non ve lo dirà mai.
Di Pietro esulta. Ha raccolto il voto di protesta? Ha raccolto il voto di chi non ne può più di Leggi calpestate e stravolte? Tutte e due le cose, E va bene così, altrimenti saremmo rovinati.
Anche la Lega esulta, mentre dilaga in zone d’Italia dove fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile e ridicolo. Chissà come sarà farsi dire ‘terrone’ da un umbro o da un marghigiano. Ma chi se ne importa: i movimenti regionalisti vanno alla grande in tutta Europa. Regionalisti quando va male, altrimenti son proprio di destra destra. Ne sentivamo la mancanza.
Della sinistra italiana vorrei evitare di parlare. il giorno che capirà che dividersi all’infinito è masochistico, il giorno che capirà che se nel mezzo di questa crisi la gente ha preferito la destra c’è davvero da rivedere tutto, allora lo farò.
Il PD lo lascio per ultimo. Si è salvato, il PD. Ha perso diversi Comuni e Province alle amministrative, qualcuno ne ha guadagnato, insomma; vivacchia. In compenso ha avuto la soddisfazione di vedere una dei suoi stracciare Berlusconi in Friuli.
Lei è Debora Serracchiani. Grande, Debora. Una di noi, Debora. Tosta, diretta, pulita. La sto ascoltando ora a Ballarò. Ascoltatela nei video che ho linkato.
Nelle mani sue e di quelli come lei dovrebbe essere affidata la guida dell’opposizione in Italia, ma i vecchi marpioni del PD non vogliono mollare e se la tolgono dalle scatole mandandola in Europa.
E noi rimaniamo soli con loro, con Papi e con certa gente di cui andrò ora a parlare.

verona27-05-08-youreporter

Vorrei segnalare quello che è accaduto a Verona nella notte tra mercoledi 27 e gioveri 28 maggio, dove le Forze dell’Ordine si sono date molto da fare per far rispettare la quiete pubblica ai cittadini che tramano per sovvertire l’Ordine Costituito mangiando kebab per strada e suonando la chitarra dopo le ore 22.00.

Alla crescente curiosità di qualche ragazzo che li interroga sul senso della loro presenza, un vigile si decide a rispondere: “Questi sono gli ordini; nel caso siamo pronti a caricare”. La voce rimbalza nella piazza ma pare una semplice provocazione. Nessuno gli da più di tanto peso. E’ “normale”.
Qualche minuto dopo, succede qualcosa che ha dell’incredibile. Attorno alla 00.30 dalla loro postazione si sganciano, guanti alle mani, 6/7 vigili guidati dal vice comandante. Si dirigono decisi verso un angolo della piazza dove si scopre che un “criminale” sta strimpellando una chitarra in compagnia di un amico. Tanto è il frastuono che nessuno in piazza se ne è praticamente accorto. Ma gli agenti proseguono implacabili e minacciosi accerchiano il ragazzo che accortosi del loro arrivo, sbalordito, prontamente smette di suonare.

Questi sono i link ai video e agli articoli:
http://www.youreporter.it/video_Verona_27maggio_Piazza_dei_Signori_caos_1
http://www.youtube.com/watch?v=jTHFRFkPCzM

Io veramente non capisco cosa sta capitando in Italia, né dove vogliamo arrivare.
Mi spiegate perché quando c’è da prendersela con chi non può difendersi ci si va sempre in 3000 e invece quando c’è davvero da assicurare la presenza sul territorio non c’è mai nessuno? Mi spiegate che cosa ha a che fare con la sicurezza il picchiare ragazzi con una chitarra e ignorare cortei di gente mascherata con mazze e quant’altro? Che c’entra con la mia sicurezza caricare duramente gente pacifica e disarmata perché viola le disposizioni sulla quiete pubblica a mezzanotte e trascurare chi viola ben più importanti leggi andando in giro senza farsi riconoscere, portanto delle armi e inneggiando al fascismo?
Oh, ma sono bravi ragazzi, dirà la signora a cui in fondo in fondo son simpatici molto più degli inquietanti rumeni che mostra Emilio Fede. Non fanno male a nessuno, pensa la signora. Per loro la violenza è solo un elemento allegorico, anzi, sono ragazzini totalmente estranei alla cultura della violenza.
Talmente estranea alla violenza che l’altra sera il Procuratore capo della Repubblica di Verona, Mario Giulio Schinaia, è stato aggredito da una decina di questi simpatici birbantelli fuori dai locali della parrocchia dove aveva appena partecipato a una festicciola.
L’hanno inseguito insultandolo, preso a bottigliate e picchiato.
Un Procuratore capo della Repubblica, non un rasta qualsiasi.
Nell’Italia del 2009, non nel 1920.

Articoli:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/03/verona-aggredito-il-giudice-anti-nazi.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/05/verona-ha-17-anni-aggressore-del.html

Written by nevevalenti

9 giugno 2009 at 11:14 pm

Chi si ricorda del terremoto?

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TERREMOTO IN ABRUZZO

A Roma, all’ultimo piano di un palazzo di periferia, la notte del terremoto il boato ci ha svegliate, io e mia madre. Un boato sordo e poi tutto ha tremato per un tempo lunghissimo: quaranta secondi, un minuto, non saprei dire quanto è durato. Mentre eravamo pietrificate nel letto dal terrore, a L’Aquila gli edifici crollavano e centinaia di persone morivano.
La mattina, televisione e radio cominciavano a mostrarci pezzo per pezzo la tragedia che era avvenuta in Abruzzo.
Il giorno stesso, agitatissime (e lo saremmo state per un bel pezzo, anche oggi ogni tremore mi blocca il sangue nelle vene), abbiamo parlato con un ingegnere e ci ha detto che è normale, che gli edifici devono essere elastici, che se non ballasse tutto verremmo giù come birilli. L’ho fatto sapere ai miei attacchi di panico, che mi hanno ringraziato e hanno continuato a fare i loro comodi come se niente fosse, anche la settimana scorsa, quando la scossa che abbiamo sentito aveva come epicentro Castel Sant’Angelo, qui nella capitale, che gli esperti considerano ‘a bassissimo rischio sismico’.
Ma in Abruzzo è stata un’ecatombe, un inferno. 290 vittime accertate, ma sicuramente sotto quelle macerie sarà morta anche altra gente. È impossibile quantificare. Gli immigrati irregolari, ad esempio. Quelli a qui di solito si affittano ruderi per cifre spropositate. Quelli non li cercherà nessuno, né con le ronde, né con le motovedette. Ma anche gli italiani hanno smesso di cercarli presto. A Pasqua, per l’esattezza. Ricordate?
Io non so quanto possa essere saggio fermare le ricerche a una sola settimana dall’evento, quando al mondo ci sono casi accertati di ritrovamento di superstiti vivi anche dopo un mese.

Comunque sia, siamo in Italia. Scriveva Sergio Romano il 9 aprile sul Corriere della Sera:
‘Non possiamo evitarle, ma possiamo ridurne il pericolo e mitigarne gli effetti. Basterebbe, per raggiungere lo scopo, evitare di costruire nelle zone a rischio e applicare diligentemente le precauzioni rese possibili dall’edilizia moderna. La California e il Giappone sanno che verranno colpiti da un grande terremoto nel corso dei prossimi trent’anni, ma hanno fatto il possibile per ridurne le conseguenze. Anche noi sappiamo che la terra continua a tremare sotto di noi, che il Vesuvio non è spento, che i torrenti dell’Appennino possono diventare spaventose macchine da guerra, che i nostri boschi sono male custoditi e governati, che Venezia è esposta a rischi mortali.
Ma l’arte del pensare sui tempi lunghi sembra essere estranea alla nostra natura. Le leggi esistono, ma vengono sistematicamente sconfitte da una potente coalizione di interessi elettorali, fatalismo individuale, imperizia amministrativa, affarismo spregiudicato, instabilità governativa e una somma di cavilli giuridici che metterebbe in ginocchio il più illuminato dei riformatori. Fra la preveggenza e il tornaconto, politico o individuale, vince quasi sempre il tornaconto. Ma il Paese imprevidente può essere al tempo stesso, nel momento del pericolo, generoso ed efficiente’
.

È passato un mese e mezzo, sono successe un sacco di cose, e così del terremoto non si sente quasi più parlare.
La gente che vive nelle tendopoli comincia a morire e non arrivano né case prefabbricate né new town. Però arriverà il G8, grazie a una geniale trovata del nostro amatissimo Presidente del Consiglio, che ha detto che lo farà per mostrare ai grandi della terra quanto siamo messi male in Italia e ‘per risparmiare denaro e risorse che potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione’. Peccato che i denari, alla Maddalena, siano stati già spesi da un po’.
Questa è una delle tante cose che gli integerrimi giornalisti italiani non dicono, sì, perché sono tante le cose che non sappiamo.
A questo proposito, qui di seguito pubblico uno stralcio di una lettera che Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film, ha scritto a sua moglie e che descrive l’atmosfera allucinante che c’è da quelle parti.
Altro che il camping del Premier.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.
Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Il testo completo potrete trovarlo a questo link:
http://nautilusmagazine.blogspot.com/2009/05/prove-tecniche-di-regime.html

Written by nevevalenti

20 maggio 2009 at 8:13 pm

Che cosa sapete del Referendum?

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Caratteristico Origami italianoC’è confusione attorno al Referendum. Che cosa sappiamo del Referendum?
Che è per abrogare il porcellum di Calderoli? No. Casomai è per peggiorare ulteriormente il porcellum.
Che è per l’abrogazione delle candidature in più circoscrizioni? Sì, il terzo quesito riguarda proprio questo, ma è irrilevante.
Sono i primi due quesiti che dovrebbero preoccupare. In TV nessuno ne parla, sono troppo impegnati con le avventure di Noemi Letizia, coi pericolosi immigrati che vogliono rubarci il lavoro e con l’arrivo di Maria De Filippi digitale terrestre. Insomma è difficile trovare informazioni sul Referendum.
Per fortuna c’è Internet, che è un grande mezzo di conoscenza (cominciate a capire perché D’Elia, Carlucci e compagnia, con la scusa della pedofilia e della pirateria, vogliono limitarne l’uso?).
I primi due quesiti del Referendum sono riferiti al premio di maggioranza al partito più votato invece che alla lista. Badate bene, al partito e NON alla coalizione. Questo è il motivo per cui non piace alla Lega, che non sarebbe più in condizione di ricattare a giorni alterni. Ma questo è un altro discorso.
Sono quesiti importantissimi e dovreste averne paura, perché sono quanto di più vicino alla Legge Acerbo, che alle elezioni del 1924 permise al Partito Nazionale Fascista di ottenere una solidissima maggioranza, talmente solida che finì che Mussolini sciolse ogni altro partito e lì istituì, di fatto, il regime.
Dovreste averne paura. Dovrebbero averne anche quelli che si esaltano al pensiero del potere assoluto in mano a un settantenne dal passato nebbiosissimo, non tanto lucido e appassionato di lolite.
Voi, sì, voi. Sapete come vanno le cose coi regimi: sei lì che acclami il Capo, ma prima o poi lui, o qualcuno per lui, decide che non la pensi correttamente, oppure qualcuno dice una malignità, ed è facile ritrovarsi da un giorno a un altro in vacanza su un isola fatta di sale. O contro un muro.
Ma basta con il pessimismo. L’attuale Presidente del Consiglio italiano dice che con il pessimismo non si va da nessuna parte e ha ragione.
Passiamo ai crudi fatti:
Sappiate che se al Referendum vincerà il ‘sì’, la nuova legge elettorale assegnerà il 55% di Camera e Senato al primo partito.
Immaginando che al Referendum vinca il ‘sì’ e che il giorno dopo ci fossero le elezioni, questo lo scenario che avremmo: il partito con la maggior percentuale di voti, fosse anche un 20%, avrebbe automaticamente il 55% di Camera (grazie al ‘sì’ al quesito 1) e Senato (quesito 2).
Questa è una legge antidemocratica, tesa a favorire un partito ben specifico e zittire ogni forma di dissenso.
Spingerà i soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento.
Una cosa impossibile per tutti tranne per un partito ben specifico.
Il nome mettetecelo con la fantasia, se ne avete ancora.
E finalmente cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza non rappresenterà più un problema.
Silvio Berlusconi, che (purtroppo) mi rappresenta e decide per me anche quel che non vorrei, il 28 aprile ha dichiarato: ‘Il referendum concede il premio di maggioranza al partito più forte: posso mai votare ‘no’? Va bene essere masochisti, ma c’è un limite. Se ti danno un vantaggio così…’
Non mi sono mai esposta direttamente, non mi piace farlo, ma la legge me lo permette, stavolta non posso esimermi: secondo me questo Referendum va boicottato, il quorum non va raggiunto.
Non so voi, non ci vado.
Oppure ci vado e voto ‘no’, ‘no’, ‘si’.

Articoli:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/passigli-perche-il-referendum-minaccia-la-costituzione/
http://battilo.it/
http://www.referendumelettorale.org/dettaglio/64282/Presentazione_dei_quesiti
http://www.donnapratica.com/articoli/2009/05/05/speciale-referendum-2009-testi-quesiti-spiegazioni-di-cosa-tratta-link-utili-referendum
http://lorrore.blogspot.com/2009/05/non-farti-fregare-di-no-al-referendum.html

Written by nevevalenti

19 maggio 2009 at 11:24 am

Io non c’entro

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Io non c'entro

Io non c'entro

Veramente stiamo vivendo un’epoca in cui non si sa più da che parte guardare per trovare qualcosa di normale.
Ma che significa ‘normale’? Significa tutto e niente. Magari potrebbe significare che l’Uomo che morì sulla croce e che in vita sua parlò sempre a favore degli ultimi abbia dei seguaci che rispettino le sue parole.
Quanto sono diversi invece questi uomini, così compiaciuti di stare al fianco dei potenti in ogni occasione e di essere, anzi, riveriti e obbediti da loro. Sono così abituati a questo che appena vedono una Nazione, mettiamo per esempio la Spagna, i cui politici non sono così propensi ad inchinarsi a baciare l’anello, subito si lamentano e straparlano di ‘indottrinamento laico e statolatria’. Magari esistesse la statolatria, in Italia. Invece crescono in maniera impressionante gli idolatri che s’inchinano alle statue dei Santi e dei Premier.
Si compiacciono del potere che hanno sui nostri politici, sanno quanti voti possono spostarsi solo a un loro cenno. Questa è politica, e non ha altri nomi. Ma ci rassicurano dichiarando alla stampa che la separazione del potere spirituale da quello temporale è ‘una condizione fondamentale per la sua stessa libertà e l’adempimento della sua universale missione di salvezza tra tutti i popoli’. Come fanno a farlo coincidere con il pensiero di chi disse ‘Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio’, lo sa solo quest’ultimo. Ma d’altronde anche questa stessa frase dell’Uomo che morì sulla croce è stata stravolta e usata da tempo immemorabile da chi si è autonominato suo successore, al solo scopo di giustificare e legittimare il potere temporale della Chiesa.
Spostano l’elettorato, hanno banche, molto denaro, proprietà ovunque. Insomma sono potenti, molto più potenti dell’Uomo che morì sulla croce. Lui parlava degli umili, dei sofferenti, dei poveri, degli emarginati. Loro la sofferenza la alimentano.
Guardate la povera Eluana Englaro, sulla quale questi signori e i loro servitori al Governo hanno inscenato il più ipocrita e volgare dei teatrini. Povera ragazza, che ha sofferto ininterrottamente per 17 anni perché in Italia non ci meritiamo una legge laica sul testamento biologico, e povero suo padre, invecchiato a guardare la figlia morire di una morte che non la si augurerebbe neanche al peggiore dei nemici. Giovanni Paolo II stesso rifiutò l’accanimento terapeutico, ma secondo i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non era giusto che la stessa cosa venisse fatta a quella povera ragazza. Ma c’era da creare divisione e scompiglio.
Un po’ per rafforzare l’ala cattolica, che se non fosse per i massimalisti più integerrimi si starebbe ammosciando non poco, dato che questo Papa sta facendo record negativi di afflusso agli incontri pubblici sia in Vaticano che a Castelgandolfo, e quindi è a loro che bisogna puntare; un po’ per sfruttare un bell’argomento di sicura presa di chi non la pensa come il Premier, che agiti i suoi oppositori a qualsiasi livello, così che li si possa indicare chiaramente per quello che sono. Ma anche e soprattutto una bella occasione per sfidare il Presidente della Repubblica e la Costituzione con un Decreto totalmente irrispettoso della dignità umana, partorito alla bell’e meglio, che il Presidente non avrebbe mai firmato. Un decreto anticostituzionale. Un bell’appiglio per provare per l’ennesima volta a cambiare la Costituzione Italiana con l’appoggio dei tanti italiani difensori della vita. Gente disposta a uccidere, pur di difendere la vita.
Ma chi se ne frega dei diritti civili, qui c’è la crisi, dobbiamo pensare a sopravvivere.
A proposito, fra un po’ la legge sul biotestamento l’avremo. Pare che i nostri voleri non conteranno niente e che la scelta se effettuare accanimento terapeutico o no sarà in mano al medico. Con le percentuali bulgare di obiettori di coscienza che abbiamo in Italia, quanti dottori credete che faranno ciò che non è gradito ai seguaci dell’Uomo che morì sulla croce?
Lo scopriremo solo soffrendo.

Io non c'entro

Io non c'entro

Dicevamo dei seguaci dell’Uomo che morì sulla croce, dicevamo di quanto sono potenti.
Potremmo dire che sono più potenti dei politici, dato che l’ultima parola è sempre la loro. I politici passano, loro restano. Da 2000 anni, sono sempre là. Quando non hanno potuto più comandare in prima persona, hanno comandato tramite i politici a loro asserviti. Portandoli pure in giro.
Ieri Gianfranco Fini ha detto che ‘quando si impone per legge un concetto siamo più vicini ad uno Stato etico che laico’. Oggi la Conferenza Episcopale gli ha ricordato che ‘non ha simpatia per nessuno Stato etico, che esiste dove c’è costrizione, e non mi sembra questo il caso’. Verissimo: la Chiesa non ha mai interferito con la politica in Italia, meno che mai negli ultimi anni. La stesura della Legge sulle staminali, della Legge sulla procreazione assistita e di quella sul biotestamento non hanno affatto seguito le direttive del Vaticano. E io ho la barba.
E poi ve lo ricordate quando, a fine dicembre, il Vaticano decise che non avrebbe più rispettato le Leggi italiane? Si sono accorti che le norme italiane, che dal 1929 venivano recepite automaticamente anche in Vaticano, non vanno d’accordo con ‘l’immutabilità dei concetti e dei valori’ vigente a San Pietro.
Quanti di voi hanno sperato che i prelati ricominciassero a pagare l’ICI si calmino: quella legge lì è perfettamente in linea coi loro valori.
Lo è di meno la vita degli omosessuali, da sempre nella Storia monoteista occidentale perseguitati tra i perseguitati. Quando il presidente di turno dell’Unione Europea ha proposto una moratoria di depenalizzazione universale dell’omosessualità, questa è stata accettata da tutti i 27 paesi dell’Unione. Solo il Vaticano ha detto di no.
Ancora oggi, in pieno XXI secolo, non si contano i paesi del mondo dove avere un diverso orientamento sessuale equivalga a sanzioni, carcere, lavori forzati, tortura e pena capitale. Scorrete la lista e ci troverete Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia, India, Pakistan, Birmania, Guyana, Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados, Guinea Bissau, Angola, Mozambico, Malawi, Maldive, Malesia.
Immaginate come si sono fregati le mani in questi e in altri posti: ‘l’ha detto anche il Papa dei cristiani, hai visto che abbiamo ragione?’. È così difficile capire che un gesto del genere ha di fatto legittimato le atrocità sessiste che si compiono ogni giorno sotto i cieli di tutte quelle nazioni sfortunate?
Ma i seguaci dell’Uomo che morì sulla croce non demordono. Loro hanno la vita come valore primario, e la difendono. Tranne quando l’orientamento sessuale della vita da difendere non è (pubblicamente) conforme alle loro idee. Non credo che quando Cristo parlava di umili e di emarginati facesse di queste distinzioni, ma forse sono io che sbaglio. Si sa, non c’è nessun dogma che affermi che la Valenti è infallibile.

Io non c'entro

Io non c'entro

Un dubbio si insinua: alimentare la sofferenza è una operazione di marketing per acquisire clientela? Qualcuno dica loro che hanno sbagliato strategia, che questa li porta dritti verso l’integralismo.
Ma vogliamo parlare dei vescovi scismatici della Fraternità Sacerdotale San Pio X? Questi pii signori sono scomunicati da più di vent’anni, poverini. Ma sono a favore della Chiesa preconciliare, della Messa in latino e di altre anticaglie, per cui l’Uomo vestito di bianco, che per queste cose ha un debole, ha pensato di revocare loro la scomunica con la speranza di giungere ‘al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione’.
Il problema è che questi vescovi scismatici, tra le anticaglie alle quali sono affezionati, hanno anche uno spiccato antisemitismo. Famosa è la dichiarazione di uno dei tre alla TV Svedese, tale vescovo Williamson: ‘Io credo che le prove storiche siano fortemente in contrasto con l’idea che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere a gas, a seguito di un’indicazione di Adolf Hitler. Io credo che non siano esistite le camere a gas’.
Come al solito, per rammendare un buchino si è strappato tutto il vestito. Tutto il mondo civile si è sollevato in un coro di proteste contro il colpo di genio del Santo Padre. Come al solito, anni di sforzi e di sacrifici sono stati buttati al vento.
Ma mi dite chi non capirebbe che togliere la scomunica a questa gente nostalgica della superiorità della razza e di tutto l’armamentario necrofilo del peggio del secolo scorso equivale a legittimare tutto questo? Giusto un uomo che preferisce un cattivo eterosessuale vivo a un innocente omosessuale morto, una madre morta e un orfano in pasto ai lupi a una madre viva in grado di poter generare ancora, una bimba con in braccio un bebè che non è cicciobello.
‘È inspiegabile che il Papa si preoccupi più dei lefebvriani che di un miliardo di cattolici’, ha dichiarato il teologo Hans Küng. Ma Küng non lo ascoltano neanche, a Roma. Figurarsi se danno peso a uno che disse di non credere nell’autorità papale.
Sia come sia, anche questo seme ha dato i suoi frutti. Non credo che il TG5 abbia mostrato al popolo bue che vuole essere fregato sì, ma dai suoi connazionali, la sfilata che Forza Nuova ha tenuto a Bergamo qualche settimana fa.
Non è bello mostrare gente armata di spranghe che sfila indisturbata per la città facendo il saluto romano e gridando ‘Sieg heil’, non è bello vedere un prete benedire questi pacifici angioletti ricambiando il saluto a braccio teso, non è bello vedere le forze dell’ordine non muovere un dito per impedire una manifestazione non autorizzata e comunque illegale per concentrare i loro sforzi unicamente contro chi protesta per un tale scandalo. Non è bello vederlo e non lo vedrete mai. Un po’ perché TG5 proprio non c’era, e un po’ perché i pochi reporter che erano lì, rigorosamente indipendenti, è già tanto che siano riusciti a scattare qualche foto e girare qualche spezzone. Un cameraman è stato pure malmenato e la sua attrezzatura è stata distrutta assieme al materiale girato.
E no, non c’era neanche Striscia la Notizia. Loro sono troppo impegnati a mostrarci il mandriano di Castelliri che litiga con i compaesani.
Per la cronaca, il prete di cui sopra si chiama Don Giulio Tam, ha celebrato molte messe sul sepolcro del Duce, è lefebvriano anche lui e Forza Nuova lo onorerà pure con la candidatura a Sindaco di Bologna.
I suoi amici dicono di lui: ‘Venne ordinato prete da uno dei vescovi lefreviani scomunicati da Woityla, ma le ordinazioni fatte da loro non vennero invalidate. In ogni caso la pronuncia di papa Ratzinger ha annullato quella scomunica’.
E bravo Joseph, bel lavoro.

Io non c'entro

Io non c'entro

Ma andiamo avanti.
Le ultime in ordine di tempo sono di qualche giorno fa e come al solito hanno scandalizzato tutto il mondo tranne i soliti servi della politica italiana, tutti uniti in un assordante silenzio.
L’Uomo vestito di bianco ha parlato a ministri e personalità dell’Angola riuniti e ha detto ‘Quanto amara è l’ironia di coloro che promuovono l’aborto tra le cure della salute materna’.
Sappiamo che l’aborto è previsto dai programmi di salute riproduttiva approvati dall’Organizzazione per l’Unità Africana sostenuti dall’ONU e sappiamo che al Papa l’aborto non piace. Niente di nuovo, quindi.
Ora immaginate il turbinare dei pensieri nelle menti di tutte quelle eminenti personalità, la ricchissima aristocrazia angolese vestita a festa, appena uscita dagli appartamenti galattici sulla cima dei grattacieli enormi che svettano sul 62 % del resto della popolazione che vive nelle baraccopoli senza fogne né acqua da bere, che si spezza la schiena e muore nelle miniere di diamanti e nei siti petroliferi. Tutti questi ricconi perfettamente d’accordo con l’Uomo in bianco: più aborto, meno manodopera. Come se non bastasse essere al secondo posto nella classifica mondiale della mortalità infantile per colera a toglierci manovalanza.
Ma alla fine, si sa, la storia è sempre la stessa: noi donne siamo tutte mignotte assatanate, vogliamo solo fare sesso e sbarazzarci al più presto degli inconvenienti. Mica siamo esseri umani civili e ben formati come i maschietti, prede indifese della nostra sessualità vampira. Non mi invento niente, l’ha detto l’Arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois non molto tempo fa: ‘La cosa più difficile è avere donne che siano formate. L’essenziale non è indossare una gonna, è avere qualcosa nella testa’.
Lo sa bene Monsiglor Josè Cardoso Sobrunho, che per difendere la vita dei due feti gemelli nel povero pancino di una bimba di 9 anni stuprata ripetutamente dal suo patrigno, ha scomunicato i medici che hanno autorizzato la pratica di aborto farmaceutico su di lei. Sobrunho ha specificato che la condanna è diretta ai medici e non alla bambina, la cui vita spezzata evidentemente ha meno valore dei feti che porta in grembo.
Alle accuse di estremismo radicale che da più parti si sono sollevate, il Monsignore non si è scomposto e ha risposto che ‘l’aborto non è una soluzione, è una scorciatoia’. La stessa frase che usano con tutte le altre donne più o meno formate e più o meno mignotte.
La seconda storiella sul Papa in Africa la sanno pure i sassi: quell’Uomo vestito di bianco, là dove si muore di AIDS molte più volte di quanto qui cambiamo il cellulare, ha detto che l’epidemia ‘non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi’.
Io non capisco davvero. Perché tanto amore per sperma, feti ed embrioni e tanto disinteresse per le sofferenze delle donne con gravidanze problematiche che vengono costrette a rischiare la pelle o per mano della mammana o durante il parto, o per 28 milioni di persone che soffrono atrocemente e muoiono di AIDS.
I profilattici ‘aumentano i problemi’. Pensate all’effetto tremendo di queste parole sui poveri abitanti dell’Africa cristianizzata, che credono ciecamente all’Uomo vestito di bianco, pensate a quanti danni terribili queste parole possono portare, pensate che botta tremenda a decenni di sofferte politiche sanitarie pubbliche.
Soffrono e muoiono come mosche e, come dice una mia amica, devono pure astenersi e guardarsi l’un l’altro morire.
I profilattici salvano la vita, tanto in Africa quanto in Europa. L’ossessione insensata della Chiesa per i genitali va avanti da 2000 anni, non ha ottenuto nessun risultato e ancora i prelati non hanno capito che l’essere umano è fatto così e così (eppure molti di loro lo sanno bene!) e non c’è niente da fare.
Quanto male ha portato nel mondo l’ossessione sessuofoba della cultura cattolica e delle sue cugine vicine e lontane? Quante energie sprecate che invece avrebbero potuto essere dirette altrove? E non parlo di speculazione edilizia.
Tutto il mondo civile s’è sollevato contro una baggianata del genere, Francia e Germania in primis. La CEI subito si è issata a difesa dell’Uomo vestito di bianco e per bocca del Cardinal Bagnasco ha dichiarato: ‘Non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso’.
Altrimenti ci arrabbiamo.

Articoli:
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/contro-spagna/contro-spagna.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/visita-ambasciata-italia/visita-ambasciata-italia.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/meno-audience/meno-audience.html
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/esteri/benedetto-xvi-28/leggi-italiane/leggi-italiane.html
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/testamento-bio-2/medici-cattaneo/medici-cattaneo.html
http://www.asca.it/news-TESTAMENTO_BIOLOGICO__DDL_AL_PIT-STOP__ALLA_CAMERA_SARA__SFIDA_APERTA-819342-ORA-.html
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=112766
http://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_sulla_remissione_della_scomunica_al_vescovo_Richard_Williamson
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/vaticano-omosessualita/vaticano-omosessualita.html
http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/scheda-omossessualita/scheda-omossessualita.html
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200903articoli/42177girata.asp
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/no-aborto-nei-piani/no-aborto-nei-piani.html
http://www.uaar.it/news/2009/03/09/arcivescovo-parigi-vince-premio-macho-anno/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/17/forza-nuova-schiera-la-tonaca-nera.html
http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=3626:il-prete-che-sfila-con-i-fascisti-di-forza-nuova&catid=37:politica-interna&Itemid=154
http://www.youreporter.it/search.php?q=Bergamo+%3A+corteo+Forza+Nuova&x=28&y=12
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/il-tabu-del-pontefice.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/18/benedetto-xvi-sbarca-in-africa-contro.html

Io, tutta nuda

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Io, tutta nuda

Io, tutta nuda

Sono sola. Mezza nuda in giro per casa, mi scatto fotografie storte con il cellulare, poi le taglio e le modifico rozzamente con Microsoft Paint e le pubblico in una qualche web community d’arte, dove ho una paginetta in cui il mio profilo è un mezzo nome con una foto che ritrae un’ombra, dei capelli, un’unghia laccata, tacchi da 12.
Subito la mia pagina si riempie di ometti che sbavano e mi dicono che sono una grande artista e non importa se le foto sono tremende, a loro basta la coscia, la natica, la lingerie. Loro sono esperti, è da lì che capiscono subito se una è artista o no.
E cominciano a scrivere di immagini misteriose, piene di sensualità, immagini che celebrano la vita attraverso il gesto sacro che la genera. Qualcuno è meno fantasioso e elogia semplicemente la tonicità delle cosce.
Per loro è come quando girano per i siti porno, anzi, è molto meglio dei siti porno. Almeno qui da me, dietro alla foto storta delle cosce, quando scrivono un complimento poi c’è qualcuno che dice ‘grazie’.
Ma sono loro che dovrebbero ringraziarmi.
Dietro a quelle foto storte poteva esserci un secchione grasso e pieno di brufoli in vena di scherzi cretini ma che non riesce a smettere di farsi chiamare Giulia, Claudia, Saby, perché in fondo tutto questo lo eccita.
Mai tanta gente si era interessata a lui, mai nessuno gli aveva mai parlato così.

Written by nevevalenti

16 marzo 2009 at 10:04 am