‘dicono che li sacrifico’
Pubblicato da nevevalenti su 19 Aprile 2008
La mia è una parrocchia di montagna.
Quando ci arrivai c’era solo una scuola elementare. Cinque ragazzi in un’aula sola. I ragazzi uscivano dalla quinta semianalfabeti e andavano a lavorare. Timidi e disprezzati.
Decisi allora che avrei speso la mia vita di parroco per la loro elevazione civile e non solo religiosa.
Così da undici anni in quà la più gran parte del mio ministero consiste in una scuola.
Quelli che stanno in città usano meravigliarsi del suo orario. Dodici ore al giorno, 365 giorni l’anno.
Prima che arrivassi io i ragazzi facevano lo stesso orario (e in più tanta fatica) per procurare lana e cacio a quelli che stanno in città. Nessuno aveva da ridire. Ora che quell’orario glielo faccio fare a scuola, dicono che li sacrifico.
(don Lorenzo Milani, dalla ‘Lettera ai giudici’, datata 18 ottobre 1965 e scritta in occasione del processo al quale fu sottoposto in seguito alla sua ‘Lettera ai cappellani militari’)
Tutta la vicenda e i testi integrali potete trovarli qui:
http://www.liberliber.it/biblioteca/m/milani/l_obbedienza_non_e_piu_una_virtu/html/milani_e.htm
Ve ne consiglio la lettura per comprendere il motivo per cui oggi, a distanza di 40 anni dalla morte del priore di Barbiana, si stia cercando ancora di demolire la sua figura.
La Fondazione Don Lorenzo Milani:
http://www.donlorenzomilani.it/

Nell’immagine: copertina d’epoca del settimanale cattolico conservatore ‘Lo Specchio’, di Giorgio Nelson Page, con il servizio su Don Milani a firma di Pier Francesco Pingitore.