Archive for Aprile 15th, 2008
In analisi
I blogs che ho visitato oggi sono strapieni di commenti sui risultati elettorali, divisi grosso modo nelle categorie che seguono.
Da una parte ci sono quelli che ironizzano amaramente sul futuro di felicità promesso da Silvio Berlusconi in auge da oggi, dall’altra ci sono quelli che tanto aggressivi erano durante le elezioni quanto pacati sono oggi nell’esultare per la vittoria.
Poi ci sono quelli che non importa se ha vinto il settantunenne Cavaliere, che tanto il cinquantatreenne Veltroni ha comunque raggiunto il risultato di diventare capo unico dell’opposizione, e comunque non è detto che Berlusconi arrivi alla fine dei 5 anni, visto che la Lega potrebbe trasformarglisi sotto il naso da alleato a clone della sinistra radicale che già fece incrinare Prodi.
In ultimo ci sono quelli che bisogna pur vivere e quindi tanti auguri di fortuna al nuovo Presidente del Consiglio anche se non l’ho votato.
Insomma, qualcosa sull’argomento lo si deve dire per forza, allora lo faccio pure io.
Gianfranco Fini, che più di una volta ha dimostrato di essere uno dei pochi nel centro-destra che conosca il significato della parola ‘Democrazia’, ha dichiarato alla vigilia della vittoria: ‘Quello che esce dal voto è un Parlamento anomalo rispetto alla realtà del paese. L’assenza della sinistra è un problema’.
Perfino lui, per quanto abbia le mani legate dal patto d’acciaio con il buon Cavaliere e debba parlare tra le righe, ha capito la gravità del fatto che ci sono tantissimi italiani oggi senza nessuno che li rappresenti in Parlamento, e che questo è un pericolo per la democrazia.
Tra quegli italiani ci sono anch’io.
Veltroni non mi rappresenta, perché a lui e alla sua cerchia devo la presenza del buon Cavaliere nella scena politica negli scorsi 15 anni e nei prossimi 5.
La sinistra radicale non mi rappresenta, perché si porta dietro fantasmi simili a quelli della destra radicale e quindi una vale l’altra, e poi non sopporterei di essere considerata una borghesuccia solo perché il mio lavoro non sarà di carattere manuale.
I vari partitelli non mi rappresentano, perché non posso affidare il mio futuro a gente che litiga per un capello.
Ma torniamo a fare finta di contare qualcosa e proseguiamo con l’analisi degli avvenimenti.
Dal panorama sono scomparse la sinistra vera e propria e quella dei movimenti e questo possiamo anche chiamarlo un bene per la controparte del centro-destra, ma non mi sembra che questa abbia fatto altrettanto per disfarsi delle vecchie patologie reazionarie che si trascina dietro.
È vero, i vari Forza Nuova e Santanchè hanno fatto la fine di Bertinotti e questo è un bene, le eredità del secolo passato ce le siamo trascinate dietro per troppo.
Però non saprei dire se i punti di divergenza tra gli odierni extraparlamentari di sinistra e Veltroni sono più consistenti di quelli tra gli extraparlamentari di destra e il duo Berlusconi-Bossi. Insomma, non credo che chiamarsi in un modo e comportarsi in un altro sia un argomento valido per dire che si è diversi.
Ma questo non è tempo per considerazioni di carattere etico: l’Italia finalmente si sta rialzando e il panorama internazionale è critico. Non dobbiamo fare rumore, altrimenti disturbiamo il buon Cavaliere e poi le magie non gli vengono bene.
Comunque andrà, non disperatevi per Veltroni. Non è lui che ha perso, ma noi.
Articoli:
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008/via-comunisti/via-comunisti.html
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008/pdl-vince/pdl-vince.html

Le prime pagine de 'Il Manifesto' del 13 e del 14 Aprile 2008
