Pubblicato da nevevalenti su 24 Aprile 2008

Si avvicina il ponte. È una visione che piace a molti italiani e lo dimostra la fiducia smisurata che essi hanno posto nel buon Cavaliere, solo bisognava mettersi d’accordo sulla definizione di ponte.
Si avvicina il ponte e quindi ieri sera telefono alla nonna con l’intenzione di dirle che andiamo a trovarla.
Neve Valenti:
‘Pronto? Ciao, nonna. Che ne dici se approfittiamo del ponte per venire a stare un po’ di giorni con te?’
Nonna:
‘Ma certo, cara. Non c’è neanche bisogno di dirlo. Piuttosto speriamo che torni il bel tempo. Com’è lì da voi? Qui Pasqua è stata piovosa e pure il 25 aprile si preannuncia piovoso: sembra che ad ogni festa Iddio si diverta a nascondere il sole.’
Una voce gelida e anonima all’improvviso:
‘Non preoccupatevi, signore. L’anno prossimo di questo periodo ci sarà un sole bellissimo.’

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Pubblicato da nevevalenti su 23 Aprile 2008
‘Ma è vera gloria oppure è il prezzo da pagare al politically correct dopo tante stucchevoli discussioni sulle quote rosa e la osannata scelta del premier spagnolo Zapatero di far pendere la bilancia ministeriale a favore delle donne (nove contro otto)? A costo di apparire i soliti guastafeste, sentiamo puzza di bruciato’.
Gianluigi Paragone scrive su Libero e usa spesso il plurale maiestatico. Tempo fa ha lasciato la direzione de La Padania, evidentemente troppo elegante per i suoi gusti, per il posto da vicedirettore del quotidiano di Vittorio Feltri. Lo ricordiamo, in un passato recente, per aver garantito che in Italia il precariato non esiste ma sono i giovani a non avere voglia di far niente.
Gianluigi Paragone scrive su Libero, un giornale fiero di essere quello che il suo nome non è e che di solito, se non ha notizie, con due parolacce se le inventa. Questo non lo dico io, è Libero che fa tutto da solo.
Gianluigi Paragone nel numero di ieri si è sbottonato e ha messo nero su bianco, senza mezzi termini, cosa pensa delle donne la parte di società (maschile) da lui rappresentata. Attenzione, non sto parlando di destra e di sinistra.
Ma veniamo ai fatti.
Emma Marcegaglia è Presidente di Confindustria e Federica Guidi ha forti possibilità di ottenere la presidenza del Movimento dei Giovani Imprenditori. Questo ed altri avvenimenti hanno fatto nascere nella mente di Gianluigi Paragone un pensiero che per spirito scientifico vogliamo osservare da vicino. Secondo questo splendido esemplare di maschio raziocinante, tutte queste femmine ai vertici del potere sono in realtà uno specchietto per le allodole, una illusione, una concessione del maschio dominante per definizione a un mondo che purtroppo per lui è abitato anche da esseri di sesso femminile.
Insomma, quando un uomo ha una posizione di potere, questa non viene mai messa in discussione. Quando nello stesso posto c’è una donna, ci sono sempre forti sospetti che sia lì solo per una concessione del sesso padrone o forse peggio.
Caro Paragone, qui non è questione di sentire ‘puzza di bruciato’. Qui non si tratta di essere ‘diffidente di ogni eccesso partitico’ (se mai il suo raffinato giornale lo è stato, ma non voglio fare polemiche), come scriveva Giannino 8 anni fa all’esordire di Libero. La faccenda è questa: solo pensare che l’assegnazione un posto di rilievo ad una donna è una anomalia è di un retrivo sessismo disarmante.
Caro Paragone, mi permetta un’osservazione. Magari la società occidentale, nonostante tutto quello che accade, sta cambiando. Magari siamo davvero all’alba di un’epoca dove le donne sono giudicate per le loro capacità. Magari è lei e la sua malizia, ad essere sorpassato.
Magari.
Articolo:
http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&topic=4896&idarticle=94804114

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Pubblicato da nevevalenti su 22 Aprile 2008

Romano Prodi ha portato il deficit di bilancio sotto al 3 % del Prodotto Interno Lordo.
È stata una conquista, ma l’ha dovuto fare combattendo come non mai l’evasione fiscale e alzando le tasse.
Gli unici che possono prendersela con chi combatte l’evasione fiscale sono gli evasori, e questo la dice lunga su una parte del pubblico plaudente al buon Cavaliere; ma l’innalzamento delle tasse colpisce tutti e lo sente con dolore la gente come noi, nelle cui case entra uno stipendio come quello del 2001 e dove la crisi generale del mondo occidentale si fa sentire in maniera massiccia ogni mese circa alla terza settimana.
Mi chiedo come mai quando Prodi ha cercato di risollevare l’Italia la gente gli si è rivoltata contro e quando Berlusconi dice ‘ci saranno misure impopolari’ nessuno fiata, anzi, molti acconsentono.
http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=11067600
The Economist, tana brulicante di comunisti, dedica la copertina al nuovo Premier italiano, che sicuramente ne sarà felice.
‘Erano i conflitti d’interesse e i grovigli di procedimenti giudiziari dell’onorevole Berlusconi che portarono The Economist a giudicarlo inadatto ad essere Primo Ministro.
Restiamo della stessa opinione. Quando suggerisce che i magistrati dovrebbero essere soggetti a controlli di salute mentale o quando uno dei suoi più stretti collaboratori, un senatore che è ricorso in appello contro la sua condanna per associazione mafiosa, descrive un mafioso condannato come un eroe, ci sono buoni motivi per sostenere che il signor Berlusconi non dovrebbe guidare il suo paese’.
Gli albionici intellettuali comunisti che pubblicano quel fetido fogliaccio, invece di stare più in famiglia e occuparsi dei loro figli malnutriti, a distanza di 5 anni ancora sono della stessa opinione di quando scrissero ‘Berlusconi è in Europa il caso estremo di abuso da parte di un capitalista della democrazia in cui vive e opera’.
Noi invece no.
http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=11050099
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-tre/berlusconi-sacrifici/berlusconi-sacrifici.html
http://users.pandora.be/wouter247/eco_berlo_italiano.htm
Scrive Giampaolo Pansa sul numero de L’Espresso di questa settimana:
‘L’Italia è un malato grave che ha bisogno di medicine amarissime e di un medico spietato. Tante volte abbiamo scritto che Silvio ama troppo piacere per mettersi il camice del primario impietoso. Tuttavia il suo terzo governo dovrà ingaggiare una battaglia che non può permettersi di perdere, pena il collasso totale del paese. Pure chi non l’ha votato, deve augurarsi che ce la faccia. Sperare nella sconfitta del Cavaliere sarebbe da suicidi. E non credo che Veltroni e il suo Pidì siano tanto irresponsabili da giocare allo sfascio’.
Sono pienamente d’accordo.
Veltroni non mi è simpatico, ma da uno che ha fatto i complimenti all’avversario ancora prima della fine dello spoglio dei voti l’unica cosa che non si potrà dire è che giocherà contro l’interesse dell’Italia in questo momento così delicato. Lo stesso non credo si sarebbe potuto dire del buon Cavaliere se avesse perso, visto che in due anni di opposizione al claudicante Prodi ha dedicato più energie a dare spallate che a essere costruttivo.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Vietato-giocare-allo-sfascio/2019447/18
Per chiudere in bellezza, ecco le profezie di Peter Gomez e Marco Travaglio sul futuro operato di Berlusconi Terzo, sul quale dovremo indignarci ma con moderazione:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Berlusconiland/2017887
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Pubblicato da nevevalenti su 19 Aprile 2008
La mia è una parrocchia di montagna.
Quando ci arrivai c’era solo una scuola elementare. Cinque ragazzi in un’aula sola. I ragazzi uscivano dalla quinta semianalfabeti e andavano a lavorare. Timidi e disprezzati.
Decisi allora che avrei speso la mia vita di parroco per la loro elevazione civile e non solo religiosa.
Così da undici anni in quà la più gran parte del mio ministero consiste in una scuola.
Quelli che stanno in città usano meravigliarsi del suo orario. Dodici ore al giorno, 365 giorni l’anno.
Prima che arrivassi io i ragazzi facevano lo stesso orario (e in più tanta fatica) per procurare lana e cacio a quelli che stanno in città. Nessuno aveva da ridire. Ora che quell’orario glielo faccio fare a scuola, dicono che li sacrifico.
(don Lorenzo Milani, dalla ‘Lettera ai giudici’, datata 18 ottobre 1965 e scritta in occasione del processo al quale fu sottoposto in seguito alla sua ‘Lettera ai cappellani militari’)
Tutta la vicenda e i testi integrali potete trovarli qui:
http://www.liberliber.it/biblioteca/m/milani/l_obbedienza_non_e_piu_una_virtu/html/milani_e.htm
Ve ne consiglio la lettura per comprendere il motivo per cui oggi, a distanza di 40 anni dalla morte del priore di Barbiana, si stia cercando ancora di demolire la sua figura.
La Fondazione Don Lorenzo Milani:
http://www.donlorenzomilani.it/

Nell’immagine: copertina d’epoca del settimanale cattolico conservatore ‘Lo Specchio’, di Giorgio Nelson Page, con il servizio su Don Milani a firma di Pier Francesco Pingitore.
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Pubblicato da nevevalenti su 19 Aprile 2008

Villa Certosa, Sardegna, Italia, residenza estiva del Primo Ministro Italiano appena eletto.
Natalia Melikova, giornalista della Nezavsinaya Gazeta, a una conferenza stampa in Italia ha l’illusione di potersi permettere domande sbarazzine come se fosse davvero in Italia:
‘È vero che lei vuole divorziare? Non pensa a sua figlia, che oltretutto vive all’estero?’
Vladimir Vladimirovič Putin, uomo dell’anno 2007 secondo la rivista americana Time, sul quale circola più di un sospetto che non ami i giornalisti, la fulmina con lo sguardo e risponde:
‘Si sa che mi piacciono le donne russe, solo le donne italiane possono competere. Per il resto, non tollero intrusioni nella mia vita privata’.
Silvio Berlusconi ne approfitta per riconquistare le vette della popolarità mondiale e mima il gesto di mitragliare la povera giornalista.
Più di una persona ha visto Natalia, dopo la conferenza, sconvolta e con gli occhi lucidi.
‘Ho visto il gesto di Berlusconi ma so che il vostro presidente è abituato agli scherzi. Non avrà alcuna conseguenza’.
Lo spero per lei, ma tornando al Nostro le cose sono due: o il nuovo Premier italiano ha veramente un talento naturale per le gaffes e non ha per niente pensato al contesto nel quale ha fatto la spiritosaggine, oppure per lui quello che è accaduto in Russia ad Anna Stepanovna Politkovskaja e ad altri è perfettamente normale in un paese che voglia definirsi civile.
Lo stesso paese dove Confindustria ne approfitta del risultato delle elezioni per rimproverare i sindacati dicendo che non rappresentano più i lavoratori. Che adesso sono davvero in buone mani, sì.
http://www.corriere.it/politica/08_aprile_18/putin_gossip_giornalista_russa_6e1031da-0d34-11dd-9f4c-00144f486ba6.shtml
http://www.corriere.it/politica/08_aprile_18/putin_gossip_giornalista_russa_6e1031da-0d34-11dd-9f4c-00144f486ba6.shtml
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=11679&cat=politica
http://www.corriere.it/economia/08_aprile_18/montezemolo_lavoratori_sindacati_4fc81fac-0d67-11dd-9f4c-00144f486ba6.shtml
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