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Non restare chiuso qui, pensiero

Pubblicato da nevevalenti su 26 Marzo 2008

Gli occhi di Berlusconi

In un comunicato del 21 marzo la Commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom per gli amici) ha richiamato le emittenti radiotelevisive italiane pubbliche e private al rispetto della Par Condicio.
Nel comunicato dell’Agenzia si legge: ‘Dal monitoraggio della prima settimana dell’ultima fase della campagna elettorale, dopo la presentazione delle liste, particolarmente per quanto riguarda la presenza nei notiziari delle forze politiche, emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze politiche maggiori e il complesso delle altre sia nel rapporto tra queste ultime sia, anche, in una certa misura, tra il PDL e il PD a favore del primo’.
Approfondendo nel sito dell’AgCom scopriamo con vera sorpresa che il TG meno imparziale è il Tg4, che continua imperterrito a ignorare la Legge, nel solito indecoroso infinito cerimoniale di obbedienza al suo Padrone, e per questo Mediaset è stata punita con una ammenda di 100.000 Euro. Meglio tardi che mai.
Il Cavaliere, come suo solito, ha minimizzato. ‘Non sono andato molto in tv. L’Authority guardi alla sostanza delle cose: un partito che viene votato dal 50% degli italiani deve poter esporre i suoi programmi ai cittadini per un voto consapevole più di un partito che ha l’1%’ ha dichiarato durante una intervista a Sky Tg24, e ha aggiunto ’solo in Italia c’è una legge liberticida come la Par Condicio che assegna ai partiti più piccoli lo stesso spessore di quelli più grandi’.
È vero che la Par Condicio esiste solo in Italia, ma è proprio perché è frutto di una anomalia tutta italiana. Una anomalia dove il rappresentante di uno schieramento politico ha in mano, per nuda proprietà e per devozione, il 90 % delle televisioni.
E da questi schermi, sia per motivi elettorali sia per le fanfaronate gratuite e offensive studiate apposta per apparire e per le relative smentite, la sua faccia è mostrata in continuazione.
Ma tutto questo non basta, dato che il probo Cavaliere vuole eliminare la legge sulla Par Condicio.
Il fatto è che il buon Silvio non riesce proprio a digerire il concetto di democrazia, che è quel pianeta a lui molto lontano dove tutti hanno la stessa opportunità di mostrare i programmi che realizzerebbero nel caso fossero eletti, indipendentemente dal consenso che hanno ottenuto nelle elezioni precedenti, che non è che debba essere per forza quello che otterranno nelle elezioni a venire.
Già oggi come oggi non c’è da parte sua alcun rispetto della legge e dell’avversario, figuriamoci cosa accadrà quando vincerà e perseguirà finalmente l’intento che insegue da anni: abrogare quella maledetta Par Condicio.
Avremo tanti bei TG con una scaletta di questo genere: un servizio sul Cavaliere, un servizio sulla rivolta dei giovani teppisti comunisti, un servizio sulle capacità imprenditoriali della figlia maggiore del Cavaliere, un servizio sul pane che aumenta di prezzo e quindi è chic, un servizio che ricorda con dolcezza la mamma del Cavaliere, un servizio sul mostro del momento, un servizio sull’amicizia del Cavaliere col Presidente Russo, un servizio sui nuovi canali digitali terrestri del Cavaliere, un servizio sul Cavaliere e il premier cinese, un servizio sulla presunta maternità della figlia minore del Cavaliere, un servizio sulle nuove aziende del Cavaliere in Cina, un servizio sui nonni …

Comunicati dal sito dell’AgCom:
http://www.agcom.it/comunicati/cs_210308.htm
http://www.agcom.it/comunicati/cs_180308.htm

Articoli:
http://www.corriere.it/politica/08_marzo_21/garante_troppo_pdl_4ba27f7c-f745-11dc-b233-0003ba99c667.shtml
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-12/ag-com/ag-com.html

Una Risposta a “Non restare chiuso qui, pensiero”

  1. Sandro Taliani Dice:

    senza contare che la legge sulla par condicio (assolutamente inadeguata a correggere l’anomalia di un conflitto di interessi unico al mondo) è puramente virtuale riguardo berlusconi, nelle cui reti si fa propaganda più o meno velata 24 ore su 24, persino nei cosiddetti “messaggi promozionali”.

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